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Il Sognatore Viola - La Fiorentina è ancora in convalescenza, o è semplicemente scarsa?

La Viola resta fragile: 'non è ancora salva' e le voci su Paratici rischiano di turbare una squadra già insicura

Questa stagione è stata un incubo per i tifosi, perché le aspettative iniziali erano altissime e la realtà si è poi dimostrata agghiacciante. Per parecchi mesi, la Fiorentina è stata la squadra che giocava il peggior calcio del campionato. A dicembre, la Viola era ultima e staccata, con 6 punti in classifica, e le statistiche indicavano che al 95% sarebbe retrocessa.

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Poi Vanoli ha compiuto un piccolo miracolo sportivo, riuscendo piano piano a tirare la Fiorentina fuori dalle sabbie mobili. Tuttavia, in molti si aspettavano una svolta a un certo punto, come successe con la Roma la scorsa stagione: i giallorossi erano stati a ridosso della zona retrocessione durante il girone d’andata, poi, sotto la guida di Claudio Ranieri, avevano fatto una cavalcata fino al quinto posto, dopo alcune difficoltà iniziali. Eppure questa svolta non è mai arrivata per la Fiorentina. È vero che la zona retrocessione è ora distante 9 punti, però continuiamo a giocare e a ragionare come una squadra che ha come unico obiettivo la salvezza. Ed è giusto farlo, alcuni diranno, perché non siamo ancora matematicamente salvi. È vero, però ci si poteva aspettare, considerando il valore della rosa e il monte ingaggi, che la Fiorentina cambiasse marcia a un certo punto, andando a vincere contro il Lecce o battendo il Sassuolo in casa, per chiudere il discorso salvezza.

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Gli infortuni hanno ovviamente condizionato le ultime partite: la mancanza di Parisi, che dà velocità e imprevedibilità alla manovra, quella di Kean, che era una macchina da gol lo scorso anno, senza dimenticare quelle di Gosens e Piccoli, che riducono fortemente le potenzialità offensive della squadra. Ci si sarebbe aspettati di vedere il giovane Braschi in campo, però Vanoli ha fatto altre scelte, decidendo di provare Gudmundsson in quel ruolo, e non me la sento, considerando le difficoltà che ha dovuto affrontare in questa stagione, di criticarlo troppo duramente per questa scelta. Se ripensiamo al Gudmundsson ammirato al Genoa, o anche durante alcune fasi dello scorso campionato, e se consideriamo anche l’investimento che la Fiorentina ha fatto su questo giocatore, sembra logico provare, per l’ennesima volta, ad aiutarlo a sbloccarsi. Tuttavia, è ovvio che c’è un problema generale di mentalità nel calcio italiano e che i giovani andrebbero buttati nella mischia, perché è l’unico modo in cui possono progredire e rivelare il loro potenziale. Preferisco vedere un giovane di 18 anni fare un errore, piuttosto che un giocatore straniero strapagato commettere lo stesso sbaglio. Perché nel primo caso abbiamo la speranza che quella pianticella possa ancora crescere, mentre nel secondo significa che la società ha sperperato soldi. Il caso di Sohm è emblematico: lo abbiamo comprato a caro prezzo - i tifosi del Parma ci prendono ancora in giro dall’alto dei loro 42 punti-, non si è mai ambientato e al suo posto avremmo potuto tenere Amatucci, che ora sta brillando in Spagna.

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La partita contro il Sassuolo è stata anche condizionata dalle voci di mercato che indicano Grosso come candidato principale alla panchina viola per il prossimo campionato. E questo ha sicuramente motivato i neroverdi a fare una prestazione solida contro di noi, nonostante non abbiano più veri obiettivi di classifica, a parte finire il campionato in modo dignitoso. E ora, prima della delicatissima sfida contro la Roma all’Olimpico, un’altra voce di mercato un po’ inaspettata sta circolando, indicando Paratici come un possibile obiettivo della società giallorossa. E questo nonostante i quattro anni e mezzo di contratto con la Fiorentina. L’obiettivo dovrebbe essere uscire dall’Olimpico con almeno un punto. E l’unica speranza di farlo è che la squadra, l’allenatore e la dirigenza siano interamente concentrati e uniti nel raggiungere quest’obiettivo. Mi auguro quindi che la società smentisca in modo categorico queste voci di mercato, che potrebbero turbare una squadra già fragile e insicura; magari Fabio Paratici potrebbe farlo lui stesso.

La Cremonese gioca contro la Lazio, che non ha più nulla da chiedere al campionato ed è concentratissima sulla finale di Coppa Italia, che vale una stagione intera. Il Lecce gioca contro il Pisa. È una possibilità concreta che entrambe vincano e che la Fiorentina perda contro la Roma, dilapidando una parte del vantaggio accumulato sulla zona retrocessione. Sei punti sarebbero ancora gestibili per una squadra “normale”, però, quando ripensiamo alla Fiorentina di questa stagione, sappiamo che questi giocatori sono fragilissimi mentalmente. E intanto il Cagliari ha battuto l’Atalanta, tornando a un punto dalla Fiorentina. Quindi non sembra affatto il momento di pensare alla prossima stagione o al prossimo allenatore, perché la Fiorentina non è ancora salva: mancano parecchi titolari in ruoli chiave, la Roma è in forma smagliante e, dopo la sfida dell’Olimpico, ci aspettano altre partite complicate.

La Fiorentina attuale è come una ballerina che potrebbe anche essere brava, ma che non osa ballare perché vicino c’è un baratro: la Serie B. Il suolo è scivoloso e in pendenza. Un passo falso può farla ricadere. Quindi la Fiorentina preferisce non ballare, o ballare molto piano, piuttosto che correre un rischio. E questo si vede nella mancanza di gioco, nei passaggi orizzontali e nel fatto di non osare fare entrare un giovane come Braschi. E infatti non sappiamo se questa squadra sia semplicemente modesta o se sia ancora in convalescenza, dopo aver toccato uno dei punti più bassi della sua storia moderna, a dicembre 2025, sommersa dai fischi del Franchi. La guarigione sarà raggiunta soltanto quando la Fiorentina sarà matematicamente salva.

In molti credono che questa squadra sia davvero scarsa e che moltissimi giocatori, oltre al tecnico, debbano essere cambiati per forza. Forse hanno ragione, forse no, perché il calcio può essere molto strano e molto imprevedibile. Io preferirei aspettare la fine del campionato prima di dare un giudizio definitivo sul lavoro di Vanoli e sulle reali potenzialità di questi giocatori.

E voi che ne pensate?

Erik Vincenti Zakhia è uno scrittore, poeta, ingegnere, esperto di permacultura e attivista per la pace, oltre che un tifoso della Fiorentina. Ha 34 anni, ed abita ad Amchit, in Libano, con la sua famiglia (tutti tifosi viola)


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