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Malusci: «Paratici, non c'è più tempo per aspettare: Firenze vuole essere competitiva da subito. Comuzzo? Mi rivedo molto in lui»

L'ex difensore gigliato su Comuzzo: «Meno accanimento dei tifosi su di lui, è un talento. La società lo protegga»

L'ex viola e opinionista Alberto Malusci ha parlato al Pentasport su Radio Bruno, soffermandosi dapprima su Pietro Comuzzo e il ruolo che potrebbe svolgere nella prossima stagione. Queste le sue parole: «Mi rivedo molto in lui. Quando sbagli annate, partite, le critiche arrivano, e vieni messo sotto una cattiva luce. Ci vorrebbe meno accanimento da parte dei tifosi, e da parte della società un sostegno assoluto».

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«Le parole di Paratici su Comuzzo in conferenza stampa sono tanta roba», aggiunge Malusci. «Abbiamo visto che giocando sotto pressione fa fatica, ma è un 2005, in Italia è ancora “giovane”. Lo scorso anno ha sofferto, ma ha giocato benissimo in Nazionale nelle amichevoli. Bisogna stare molto attenti con i ragazzi giovani: non criticarli aspramente, e non esaltarli. Sai quanti nuovi-Vierchowood, nuovi-Desailly, ho visto nella mia vita? Sono ragazzi che possono avere alti e bassi». 

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E su Ndour: «Ha fatto poco e nulla nei suoi primi mesi a Firenze, con Palladino. Fa piacere che in questa stagione abbia giocato bene, ma bisogna aspettarlo, non mettergli subito un'etichetta addosso». 

Sulla conferenza stampa di ieri, ha aggiunto: «A Firenze siamo diventati troppo buoni: non c'è più tempo per aspettare i risultati. Paratici deve sapere che il tempo qui è stretto, non possiamo attendere troppo. Vogliamo essere competitivi da subito».

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Sul Centenario: «Io sono stato invitato, sono molto orgoglioso. Spero che Antognoni cambi idea: è la festa dei fiorentini, della città, dei tifosi. Le proprietà vanno e vengono, ma la Storia della Fiorentina è lui, deve esserci. Spero veramente di riabbracciarlo al Centenario».


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