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Repubblica – Antognoni e il Centenario, Ferrari tende la mano: «Non è la festa dei Commisso»

Continua la polemica sulla partecipazione di Giancarlo Antognoni alla festa per i cento anni del club gigliato

La Fiorentina torna a tendere la mano a Giancarlo Antognoni, scrive la Repubblica. Il direttore generale Alessandro Ferrari ha rinnovato ieri l'invito all'ex capitano a prendere parte al Centenario viola, nella speranza che i tifosi possano vivere la festa del proprio club con tutti coloro che ne hanno scritto la storia. «Il Centenario capita durante la gestione Commisso, ma è una festa di tutti coloro che hanno fatto parte della storia della Fiorentina: società, giocatori, tifosi, è la celebrazione di tutti – ha detto Ferrari –. Vi posso raccontare che quando Catherine Commisso venne qui in un periodo durissimo per commemorare la scomparsa di Rocco, rimase molto colpita da Antognoni che andò a porgere le proprie condoglianze e le fece davvero piacere. È una situazione che spero si possa risolvere, perché questa sarà la festa legata a una storia non degli ultimi sette anni, ma di cento anni: e merita un momento di partecipazione da parte di tutti».

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LA PRESA DI POSIZIONE. La bandiera viola aveva già chiarito la propria posizione in un'intervista nei giorni scorsi: «Cinque anni fa volevano demansionarmi e non potevo accettare. La mia dignità non ha prezzo e da quel momento non vado più allo stadio, i rapporti con il club sono nulli. Ora c'è il Centenario, mi hanno invitato ma non credo che andrò. Servirebbero passi più concreti». Parole alle quali Ferrari aveva già replicato: «Ci auguriamo che Giancarlo Antognoni possa scegliere di condividere con il popolo viola una giornata così speciale. Sarebbe il modo più bello per rendere omaggio a una storia che, da sempre, è anche la sua».

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NUOVO APPELLO. Due giorni fa però è arrivata un'ulteriore chiusura: «La proprietà è la stessa di quando ho avuto problemi e ci sono persone che erano lì quando venni mandato via. Mi dispiace non poter andare al Centenario, ma dovete rispettare la mia volontà. Perché dovrei oggi fare un favore alla Fiorentina con la mia presenza? Non mi trattarono bene e quindi non torno indietro sulle mie decisioni. Capisco che sarebbe importante per i tifosi, ma non sento questo connubio con la società». Adesso un nuovo appello del club. Basterà?

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