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La Nazione – Franchi, undici commi per il secondo lotto. E per la Fiorentina c'è lo spettro della gara

Dopo l'annuncio del Comune, si apre la corsa contro il tempo per dare vita al project financing per completare i lavori

Undici commi, come undici comandamenti per imbrigliare in un percorso di legge l'iter che metterà in cassaforte il secondo lotto del Franchi, scrive La Nazione. Sono quelli contenuti all'articolo 4 del decreto legislativo 38 del 2021, indicati da Palazzo Vecchio per aprire la porta alla liquidità viola – almeno 55 milioni stimati in ingresso – che si aggiungeranno ai 55 milioni del Comune stornati dai fondi delle periferie, dando vita al project financing per completare il restyling dello stadio della Fiorentina.

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TEMPISTICHE. I tempi massimi previsti dal decreto sono chiari: 60 giorni a disposizione del Comune per dichiarare la proposta viola di interesse pubblico dalla sua presentazione, 7 giorni per convocare la conferenza dei servizi semplificata, 120 giorni al massimo per bandire la gara di affidamento lavori dall'approvazione del progetto di fattibilità economica. Un pacchetto complessivo di 190 giorni – quasi sei mesi – dalla presentazione del progetto da parte della Fiorentina, che il Comune si impegnerà a ridurre per accelerare l'avvio dei lavori al secondo lotto.

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I COMMI. Sul fronte contenuti, i commi dall'1 all'11 citati da Palazzo Vecchio aprono alla possibilità per il club di investire sull'offerta commerciale all'interno e nei pressi dello stadio. Il comma 2 prevede che il documento di fattibilità «può includere la realizzazione di immobili con destinazioni d'uso diverse da quella sportiva, purché complementari o funzionali al finanziamento o alla fruibilità dell'impianto», e «può valorizzare in senso commerciale, turistico, educativo e ricreativo le aree di pertinenza dell'impianto lungo l'intera settimana». In poche parole la Fiorentina, nella proposta, potrà ampliare l'offerta degli spazi commerciali del Franchi – restando fermi i paletti del progetto definitivo. Il comma 3 prevede inoltre, per gli impianti superiori ai 16mila posti come il Franchi, che entro i 300 metri dall'area riservata l'occupazione di suolo pubblico per attività commerciali sia consentita solo alla società sportiva utilizzatrice. Due punti importanti che offrono alla Fiorentina la possibilità di valorizzare ancor di più la vocazione commerciale dell'impianto, che già potrebbe contare su almeno 7mila metri quadrati destinati a ristorazione, hospitality, lounge e intrattenimento distribuiti tra Maratona e Ferrovia, oltre all'auditorium previsto dietro alla Fiesole.

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IL NODO DELLA GARA. Il nodo centrale dell'iter riguarda però la fase successiva alla presentazione della proposta viola – che conterrà un progetto di fattibilità tecnico-economica, una bozza di convenzione, il piano economico finanziario asseverato e le caratteristiche dell'opera e della sua gestione. Una volta che il Comune dichiarerà l'interesse pubblico si aprirà una finestra di 60 giorni nella quale anche altri soggetti potranno presentare proposte per il medesimo intervento sul Franchi: se giudicate anch'esse di interesse pubblico, dovranno andare a gara insieme alla Fiorentina. Il comma 11 prevedeva in questo caso il diritto di prelazione per il soggetto proponente – una forma di tutela per i viola – ma la Corte di giustizia europea lo scorso 5 febbraio lo ha dichiarato incompatibile con il diritto Ue, in quanto altera la parità di condizioni tra gli offerenti. Una possibilità remotissima ma concreta: un altro soggetto potrebbe teoricamente fare un'offerta migliore e aggiudicarsi la gara.


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