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Da Kean a Dodo, fino a Comuzzo e Ndour: tutti gli indizi di Paratici in conferenza stampa

Il diesse non si sbilancia sulle situazioni dei singoli, pur lasciando filtrare più di un indizio sul futuro di alcuni di loro

«Non sono qui per raccontarvi tutta la verità su quello che ci diciamo con i calciatori e i loro entourage». Fabio Paratici lo ha messo in chiaro fin dalle prime battute della conferenza stampa di stamattina, non appena interrogato su Kean. Nessuna anticipazione, quindi, per quanto riguarda lo scottante dossier sul mercato in uscita, che vedrà la Fiorentina alle prese con più di una grana da risolvere all’interno della rosa nelle prossime settimane. Non solo il vero e proprio esercito di esuberi rientranti dai rispettivi prestiti, ma anche il futuro di alcuni dei calciatori più preziosi.

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KEAN, VOLONTÀ CHIARA. Nonostante l’esplicitata volontà di non sviscerare le specifiche situazioni di calciatore in calciatore, qualche indizio il diesse viola lo ha comunque disseminato qua e là. A partire, come detto, da Moise Kean. Per status e stipendio, giocoforza il profilo più chiacchierato in casa Fiorentina. «Speriamo e vogliamo che sia il nostro numero nove, ma non siamo padroni del nostro destino sul mercato», ha risposto Paratici a riguardo. Tradotto: l’intenzione della società e del nuovo mister è quella di ripartire dal bomber di Asti, mettendolo al centro del nuovo corso gigliato. Se dovesse però arrivare la classica offerta irrinunciabile, magari da una squadra in grado di offrire a Kean il palcoscenico della Champions League, la Fiorentina difficilmente potrebbe trattenerlo.

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DODO, ARIA DI ADDIO. Parole abbastanza chiare anche quelle sul destino di Dodo: «Ha 28 anni e delle legittime ambizioni, così come le ha la Fiorentina». Tradotto: la trattativa per il rinnovo di contratto, in scadenza la prossima estate, non accenna a sbloccarsi. Il braccio di ferro con la società perdura ormai da due anni e il brasiliano, dopo quattro stagioni in viola, potrebbe essersi definitivamente deciso a cambiare aria. Magari, anche lui, per tornare a giocare la Champions League, già assaggiata in passato con lo Shakhtar. Il solo anno di contratto rimasto, inoltre, non permetterà al club gigliato di incassare cifre esorbitanti. In ogni caso, se non dovessero arrivare offerte reputate accettabili nel corso delle prossime settimane, allora le parti potrebbero anche risedersi al tavolo e trattare un rinnovo di un anno, per scongiurare un addio a parametro zero. Per quanto riguarda l’eventuale sostituto, qualche nome è già circolato. Quello di Norton-Cuffy, almeno per il momento, il più caldo: un profilo che potrebbe in certa misura garantire continuità sulla fascia destra.

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COMUZZO E NDOUR, PILASTRI PER IL FUTURO. Di diverso segno i messaggi cifrati contenuti nelle risposte alle domande sul futuro di Pietro Comuzzo e Cher Ndour. «È un giocatore molto importante per la Fiorentina. Viene dal nostro settore giovanile, è giovane e italiano. Dobbiamo avere cura di lui», ha detto il diesse del primo. Allontanando una sua eventuale cessione e confermandolo di fatto parte integrante del progetto viola. A meno – e questo è stato uno dei fili conduttori di tutta la conferenza stampa – di offerte irrinunciabili. Al centro del progetto ci sarà sicuramente Ndour: «Ha appena iniziato, deve confermarsi. È un altro punto che terrei a sottolineare, non solo per la Fiorentina ma per il calcio italiano: non possiamo beatificare i giocatori dopo dodici partite. Possiamo avere un'impressione positiva o negativa. Non dobbiamo neanche crocifiggerli. Dobbiamo trovare un equilibrio. Ha fatto una buonissima seconda parte di stagione. È in crescita. Ci aspettiamo che migliori ancora nella prossima stagione». Un concetto che, seppur ormai in differita, calza a pennello anche per Comuzzo.


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