Il Sognatore Viola - Tifare la Fiorentina dall’estero
Il racconto dal Libano: tifare la Fiorentina dall’estero è una grande prova di lealtà, ma ora serve tornare a vincere e divertire
Vi siete mai chiesti quanti tifosi la Fiorentina conta all’estero? Tifosi toscani e italiani, ma anche tifosi stranieri? Se siete uno di loro, e che leggete LaViola.it con assiduità, non mancate di commentare sotto questo articolo, raccontando la vostra storia. Come è nata in voi la passione per questi colori, e quante altre persone intorno a voi tifano la Fiorentina? Vi faccio questa domanda perché io sostengo la Fiorentina dal Libano, insieme alla mia famiglia. Grazie a noi, anche alcune altre persone, che non c’entrano niente con l’Italia, sono diventati simpatizzanti della Viola.
Adesso che il campionato è finito, una stagione molto faticosa e frustrante a dire il vero, abbiamo anche il tempo per pensare a cose diverse. C’è il calciomercato che ci tiene occupati giorno e notte, ma per ora siamo ancora in attesa dell'ufficializzazione di Fabio Grosso. Quindi mi sembra legittimo e giusto pensare un po’ a noi stessi, tifosi, mondo viola, che non si limita certamente ai confini di Firenze o della Toscana. È vero che i sostenitori della Fiorentina all’estero non vanno allo stadio, tuttavia contribuiscono a fare conoscere la squadra a livello internazionale. E se giudichiamo dal modello Como, i tifosi nel mondo contano eccome.
È, senza dubbio, una grande prova di lealtà tifare la Fiorentina dall'estero, considerando tutte le sofferenze che la squadra ci impone, e il fatto che non si è vinto un solo trofeo nell’ultimo quarto di secolo. In Libano ad esempio, la maggioranza delle persone tifa per il Real Madrid, il Barcelona, il Bayern, il PSG, il Liverpool o il Manchester; c’è una piccola parte della gente che segue la Serie A, e tutti sostengono le strisciate. Quindi amare la Fiorentina fa veramente notizia, e tutti ci guardano con due occhi così, sembrando dire «ma chi ve lo fa fare?». Avete probabilmente vissuto esperienze simili, dovunque vi trovate.
Il mio auspicio per questa nuova stagione è che un’alchimia magica nasca tra Paratici e Grosso, e che la squadra inizi ad ingranare da inizio campionato. Sarebbe sbagliato pensare che ci vogliono anni per risalire la classifica. Una squadra equilibrata e ben disposta in campo può lottare per l’Europa che conta, soprattutto senza impegni infrasettimanali. E, in quanto a tifoso all’estero, mi auguro che la Fiorentina giochi sempre per vincere, e che quando fa un gol, cerchi sempre di fare il secondo e il terzo invece di rintanarsi in difesa. È una questione di mentalità, qualcosa sul quale lavorare. Se le squadre italiane fanno così male nelle competizioni internazionali, che si tratti di nazionale, o di squadre di club, è a causa di questa idea di difendere il vantaggio minimo, invece di cercare di dare il colpo del ko agli avversari.
E, un desiderio che ho è quello di costruire la nuova Fiorentina che verrà intorno a Fagioli e Amatucci, i due centrocampisti di maggior qualità che abbiamo. Amatucci, un po’ come noi tifosi viola all’estero, ha voluto fare un’esperienza in Serie B spagnola. Per dominare e vincere le partite, la chiave è di dominare il centrocampo. Non lasciamoci scappare questo ragazzo, che è uno dei migliori prodotti del nostro settore giovanile.
Anche se ho menzionato il modello Como che dà molta importanza ai sostenitori nel mondo, credo che la Fiorentina debba credere nel proprio modello, fondato su un’identità molto forte, tenendo e lanciando i giocatori più forti che forma al Viola Park. Era quella la visione di Rocco Commisso, dopo tutto, e nonostante tutte le critiche, non si può negare il suo amore per questa squadra. Spetta ora a suo figlio Joseph, a Paratici e a Grosso trasformare questa visione in realtà.
E noi, tifosi viola all’estero, dobbiamo fare sentire la nostra voce, per ricordare alla dirigenza che la vera dimensione della Fiorentina sarebbe di lottare alla pari con squadre come Arsenal e Atletico Madrid. Il momento di smettere di vegetare è arrivato. Non manca nulla alla Fiorentina per tornare a vincere e a divertire, e credo che la chiave del successo sia di costruire un gruppo unito.
PS. Nella foto qua sotto, scattata due settimane fa ad Amchit, in Libano, indosso la terza maglia della Fiorentina color Arno, regalo di Natale di mio fratello. E questo dimostra che anche noi, tifosi viola all'estero, seguiamo con grande passione e generosità la squadra del nostro cuore, nonostante tutte le difficoltà (come nel nostro caso per le note vicende).
Erik Vincenti Zakhia è uno scrittore, poeta, ingegnere, esperto di permacultura e attivista per la pace, oltre che un tifoso della Fiorentina. Ha 35 anni, ed abita ad Amchit, in Libano, con la sua famiglia (tutti tifosi viola)



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