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Provaci ancora Gud. A Roma confermato da falso nove. Ma contro Gasp sarà più dura

Vanoli senza Kean e forse Piccoli, ma crede nell'islandese in versione attaccante centrale

La prova del 10. Anzi del 9. Facciamo falso nove. Albert Gudmundsson cerca conferme. La prestazione contro il Sassuolo, quando in emergenza e senza centravanti ha agito da punta centrale, ha soddisfatto Vanoli. E l'esperimento verrà riproposto lunedì a Roma. Questione di mancanza di alternative, è vero. Perché Kean non ci sarà, probabilmente neanche Piccoli (al massimo in panchina). Ma sulla soluzione dell'islandese falso nove ci si può lavorare e merita una minima continuità.

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DATI ANOMALI. Certo, la partita contro il Sassuolo è stata molto particolare. Ritmi bassi per tutti, poca pressione, possibilità di dialogare palla a terra senza troppe difficoltà. «Gud stava facendo bene e gli mancava solo il gol», ha commentato a fine partita Vanoli, quando gli è stato chiesto del perché non fosse entrato Braschi. In effetti anche i dati confortano l'impressione del tecnico. Al di là dei 4 tiri verso la porta, Gudmundsson ha giocato 45 palloni, con l'83% di passaggi a buon fine e 4 passaggi chiave. Correndo oltre 10 chilometri. Dati anomali per una prima punta 'vera', che spesso chiude una sfida con meno palloni giocati e soprattutto con una percentuale molto più bassa. Ad esempio Piccoli a Lecce ha chiuso l'incontro con appena 20 palloni giocati e il 66% di passaggi riusciti, Kean contro l'Inter prima della sosta con 23 palloni giocati e il 54% di passaggi riusciti.

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LA RIPROVA. Quindi insomma, bene Gud contro il Sassuolo. Non ancora quello che tutti si aspetterebbero da lui in termine di giocate decisive, ma una prova utile per la squadra. Soprattutto perché era adattato in quel ruolo. E va sottolineato. A Roma, però, sarà probabilmente una partita diversa. Ovviamente per il tipo di gioco di Gasperini. E per la posta in palio per i giallorossi, aggiungiamo. Sarà una sfida uomo su uomo, con la pressione e l'aggressività tipica delle squadre di Gasp che toglieranno tempi e spazi per le giocate. Gud sarà quindi chiamato a venir fuori dalla morsa di Mancini o Ndicka, ma proprio i movimenti dell'islandese dovranno servire a creare spazi per gli inserimenti degli esterni e dei centrocampisti. Quello che è mancato, ad esempio, contro la squadra di Grosso. Una settimana lunga per lavorarci, il 10 che fa il 9. Anzi, il falso nove. Gudmundsson ci riprova.

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