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Viery e Dragusin, la Fiorentina ridisegna la difesa: chi sale e chi scende

Con l'arrivo dei due nuovi difensori, le gerarchie nella difesa della squadra viola cambiano.

Con l'autogol di Comuzzo arrivato all'82esimo minuto dell'ultima giornata del campionato di Serie A 2025/26, la Fiorentina certificava l'annus horribilis della propria difesa. La stagione 2025/26 si è chiusa al 15° posto in classifica, ed il dato dei gol subiti riflette una annata certamente non esaltante, frutto di 41 gol fatti e ben 50 gol subiti. Un dato, quest'ultimo, che colloca il reparto arretrato viola tra i meno solidi dell'intero campionato: è alla pari con il Lecce (50 subiti), davanti solo a Genoa (51), Cremonese (57), Hellas Verona (59) e Pisa (70), le ultime tre della classe, poi retrocesse in Serie B.

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Non stupisce quindi, di fronte a questi numeri, la necessità di investire pesantemente sul reparto arretrato, e nel giro di una settimana, Fabio Paratici ha ufficializzato l'acquisto di Viery dal Gremio, ed ha virtualmente chiuso l'acquisto di Radu Dragusin, da lungo tempo corteggiato dalla Fiorentina. Due profili diversi per età, esperienza e formula contrattuale, ma con un obiettivo comune: ridisegnare un reparto che nella scorsa stagione ha mostrato le maggiori crepe della squadra viola. Proviamo quindi ad immaginare chi sale e chi scende nella difesa della squadra viola.

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CHI SALE: Viery, Dragusin, Pongracic

Il primo tassello è Viery Fernandes Santos Lopes, classe 2005, nato a Ubá il 2 gennaio, che arriva dal Grêmio, per lui un contratto quinquennale, fino al 2031.

Sotto l'allenatore Luís Castro, lo ha reso perno della difesa nella conquista del Campeonato Gaúcho, Viery si consacra, attirando l'attenzione di diversi club europei. La Fiorentina ha giocato di anticipo, con il direttore Paratici che è riuscito a strappare il giocatore ad una concorrenza folta, pur con un investimento sostanzioso, che ad oggi lo rende il difensore centrale più costoso nella storia del club viola (operazione da 17 milioni di euro -15 di parte fissa più 2 di bonus)

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Il secondo tassello arriva dal Tottenham: Radu Dragusin, romeno classe 2002, torna in Serie A dopo l'esperienza in Premier League complicata da un infortunio al ginocchio che ne ha limitato il minutaggio. Dopo l'ottima esperienza al Genoa nel 2024, il difensore, ritrova ora il campionato italiano. 

La sua esperienza internazionale e la conoscenza del campionato italiano lo mettono in lizza per un posto da titolare, frutto anche della fiducia che il Direttore Paratici ripone in lui, avendolo prelevato dal Genoa ai tempi del Tottenham e ora, nuovamente, per portarlo in Fiorentina. 

I due giocatori rappresentano due profili difensivamente differenti. Dragusin è il centrale più tradizionale dei due: fisico imponente, forza nei duelli aerei, buon senso del tempismo nell'anticipo. È un difensore che partecipa alla costruzione senza essere il vero regista arretrato: esce con ordine, cerca il lancio lungo, ma la sua identità resta principalmente difensiva, quella del marcatore che segue l'attaccante e non lascia spazi.

Viery, al contrario, nasce terzino sinistro e porta ancora dentro di sé quell'impronta: predilezione del gioco sul piede sinistro, spiccata capacità di far partire l'azione dalla propria area, dati che in Sudamerica lo collocano tra i migliori centrali giovani per passaggi effettuati nella metà campo avversaria — numeri, appunto, più da centrocampista aggiunto che da puro difensore. È anche più mobile e mette in campo una lettura difensiva aggressiva, quasi da braccetto, unita a una struttura fisica già completa nonostante la giovane età. 

Messi uno accanto all'altro, i due tracciano quindi due modi diversi di intendere il ruolo: da un lato l'esperienza internazionale e la solidità fisica di Dragusin, pensata per dare sicurezza immediata; dall'altro il potenziale di crescita e la propensione costruttiva di Viery, che apre alla possibilità — se Grosso lo riterrà opportuno — di una difesa più moderna, capace di impostare da dietro piuttosto che limitarsi a respingere.

C'è poi il terzo incomodo, ovvero Marin Pongracic, che l'hanno scorso ha concluso in un crescendo di prestazioni, culminate nella partita magistrale di Torino, dove ha vinto il duello con Dusan Vlahovic. 35 partite giocate su 38 in campionato, di cui 33 da titolare, ed un crescendo di prestazioni che gli è infine valsa la convocazione al mondiale con la Croazia. Proprio durante la Coppa del Mondo, Pongracic ha continuato a convincere, guadagnandosi la titolarità - superando un giocatore di caratura internazionale come Vuskovic - e mettendo in campo ottime prestazioni, fino all'uscita della sua nazionale nei sedicesimi di finale, contro il Portogallo. 

CHI RIMANE STABILE: Ranieri

La stagione di Luca Ranieri è stata lo specchio della stagione di tutta la squadra. Dopo una ottima stagione 2024/25, chiusa con la convocazione in Nazionale, la stagione era cominciata con la riconferma nel ruolo di capitano da parte di Stefano Pioli. I risultati negativi e le forti tensioni emotive hanno poi portato Paolo Vanoli a togliergli la fascia e ad affidarla a David De Gea. Ranieri ha accettato il cambiamento e, forse alleggerito dalla pressione della fascia, ha realizzato una seconda metà di stagione decisamente più positiva, insieme al suo compagno di reparto, Pongracic. 

Il temperamento agonistico di Ranieri rappresenta però sia il suo punto di forza che il suo tallone d'Achille. Nonostante la sua affidabilità, infatti, i blackout derivanti dalla sua tensione agonistica lo rendono inaffidabile, come nella partita di Torino, macchiata dall'espulsione. Rimane comunque un giocatore alto nelle gerarchie, e, in attesa dell'ambientamento di Viery, il titolare sulla parte sinistra della difesa centrale.

CHI SCENDE: Comuzzo

La stagione di Comuzzo ha rappresentato un deciso passo indietro rispetto alla annata precedente. Se nella stagione 2024/25 Comuzzo aveva convinto tutti ed attirato le attenzioni di club importanti, la stagione appena trascorsa ne ha evidenziato dei limiti. Prima una difficoltà di ambientamento nella difesa a 3 con Pioli, poi una titolarità persa nel passaggio alla difesa a 4. Comuzzo è parso poco preciso ed insicuro, non affidabile nelle letture difensive e generalmente involuto rispetto alla stagione passata. La sensazione è che, se la Fiorentina dovesse trovarsi di fronte ad una offerta adeguata, il pezzo più facile da sacrificare, sia proprio il giovane difensore italiano.

In attesa dell'inizio del ritiro estivo, la Fiorentina si è messa al riparo investendo sul proprio settore difensivo: la speranza è quella di dare al nuovo allenatore viola, Fabio Grosso, più tempo possibile per fare le sue valutazioni sul campo e decidere quale sarà la difesa della sua Fiorentina.

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