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Nicolò non si tocca. Ecco perché sarebbe un errore venderlo

Il campionato volge al termine e il mercato s’avvicina. La Fiorentina però deve tenersi strette le sue gemme

Si avvicina l’estate… e arrivano i saldi in casa Viola. Provocazioni a parte, lo scenario che sta delineandosi attorno alla permanenza (o eventuale cessione) di Nicolò Fagioli è preoccupante e fa alzare qualche sopracciglio. La stagione lascia ferite e strascichi, anche a livello economico, ma diciamoci la verità: decidere di fare cassa sul giocatore (l’unico a centrocampo) da cui ripartire sarebbe una scelta esiziale. Perché oltre la stima quasi paterna di Paratici (anche lui oggetto di voci infondate e prive di senso, provenienti da Roma), che ha speso parole al miele per il regista (più per lui che per qualsiasi altro giocatore in maglia viola), c’è da considerare la centralità assoluta, la leadership tecnica, che il giocatore piacentino ha esercitato fin qui.

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INTOCCABILE? Fagioli non si tocca? Lecito aspettarsi di tutto da questa società. Dopo quattro anni di Europa “minore”, è difficile credere che il mancato assegno recapitato dalla UEFA per la partecipazione in Conference determini così tanto a livello di budget. Ad oggi non sappiamo se il regime di autofinanziamento imposto da Commisso sr. varrà anche per il suo erede. Non conosciamo le mosse, non possiamo prevedere nulla. L’unico dato rilevante in nostro possesso sono i quasi 100 milioni spesi la scorsa estate, più i riscatti obbligatori (vicini ai 30 milioni) che la Fiorentina dovrà sborsare ad Atalanta e Bologna per Brescianini e Fabbian, due oggetti misteriosi sul cui valore si sta dibattendo. Possibile quindi che una ragione e una soltanto basti a esporre la merce più preziosa in casa viola.

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CRESCITA E VALUTAZIONE. I numeri e le prestazioni raccontano di un regista sempre più completo: gestione dei tempi, pulizia nelle giocate e anche capacità di recupero palla. Non a caso, anche il pubblico del Franchi lo ha eletto a uomo simbolo, come dimostrato dalla reazione quando è sembrato potesse uscire dal campo contro il Sassuolo. Anche quando la prestazione si fa opaca, Fagioli sembra portare un po’ di chiarezza e luce. La Fiorentina lo ha acquistato per circa 16 milioni complessivi tra prestito e riscatto, ma oggi la sua valutazione è già più che raddoppiata: per sedersi a trattare servirebbero offerte superiori ai 30 milioni. Una cifra che testimonia quanto il club creda nel suo valore e nella sua crescita futura.

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PROSPETTIVA. In questo contesto, Fagioli rappresenta una delle poche certezze da cui ripartire. Ma nel calcio moderno la parola “incedibile” ha sempre valore relativo: molto dipenderà dalle strategie societarie e dalle eventuali offerte che arriveranno. Venderlo sarebbe un errore. A meno che non sia l’ambizione stessa del ragazzo a portarlo via dalle rive dell’Arno, sarebbe comunque difficile trovare un calciatore simile, acquistato con le medesime condizioni economiche, già così determinante, ben connesso alla realtà del calcio italiano e del campionato di Serie A, e ben più completo della somma dei suoi compagni di reparto che, ad oggi, non garantirebbero quel tipo di centralità e carisma tecnico - con buona pace di Mandragora, indicato e anche giustamente da molti come leader del gruppo squadra, ma spesso altalenante nelle sue uscite. Riprendersi un calciatore con quelle caratteristiche significherebbe spendere buona parte del budget estivo (che prevediamo contenuto) in un ruolo in cui saresti già coperto, mandando all’aria le possibilità di investire forte su zone di campo in cui servono dei leader (attacco, fasce, difesa).

La speranza è una sola: che la nuova Fiorentina rinascerà attorno alle sue geometrie.


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