Mercato in uscita, quanti grattacapi per Paratici. Chi è già andato e chi ancora deve andare
Ancora tanto il lavoro da fare in uscita. In molti hanno già trovato sistemazione, altrettanti sono ancora da piazzare
Che il mercato in uscita della Fiorentina non sarebbe stato un gioco da ragazzi lo si sapeva fin dall’inizio. Che piazzare l’esercito di esuberi sarebbe stata impresa difficile da terminare se non negli ultimi giorni di agosto pure. Eppure, Fabio Paratici una buona parte di questo lavoro l’ha già portata a termine. Nella sua prima vera e propria sessione di calciomercato al timone della Fiorentina, il ds ex Juventus e Tottenham ha dovuto fare i conti con un fardello, numerico ed economico, lasciato in dote dalla precedente, fallimentare gestione sportiva. Una vagonata di storie umane differenti, tra ‘girovaghi’ in cerca dell’ennesima sistemazione a titolo temporaneo in attesa della conclusione del loro contratto ed ex tesoretti inevitabilmente resi meno attraenti da una stagione che definire travagliata sarebbe un eufemismo.
CHI È GIÀ ANDATO. Come detto, ‘Mr. Wolf’ Paratici di colpi in uscita ne ha già battuti diversi. La cessione più remunerativa, almeno finora, è stata quella di Lucas Beltran, che ha fatto ritorno al River Plate dopo una lunga riflessione sull’opportunità di salutare l’Europa. Via tra le polemiche anche Robin Gosens, che da Firenze aveva espressamente dichiarato di non volersene andare. Ma quando ha capito di essere stato definitivamente tagliato fuori dal progetto, ha ceduto accettando la corte dello Schalke 04. Via anche Fazzini, al Cagliari in prestito con diritto di riscatto, così come Richardson che ha fatto ritorno al Le Havre. Hanno salutato a titolo definitivo alcune pianticelle cresciute nel vivaio viola, tra cui Harder, Amatucci, Bianco, Lucchesi, Baroncelli e Distefano. Tanti anche i prestiti secchi: tra questi Martinelli all’Avellino, Kouadio al Monza, Caprini al Cesena e Rubino alla Carrarese. Alleggeriscono il monte ingaggi, infine, la rescissione di Lamptey – accasatosi al QPR – e lo svincolo di Sabiri.
E CHI ANCORA DEVE ANDATO. Ma il lavoro da fare, dicevamo, è ancora tanto. All’appello mancano innanzitutto le cessioni di una coppia di difensori argentini. Valentini non ha trovato l’accordo sull’ingaggio con il Gremio, mentre Moreno nicchia sulla proposta dei gallesi del Wrexham. Da registrarsi per quest’ultimo un inserimento del Venezia nelle scorse ore. In difesa da piazzare c’è anche Kospo, anche lui fuori dal progetto di Fabio Grosso. Questioni spinose anche quelle riguardanti Barak e Sohm a centrocampo. Per il primo sembrava in definizione la trattativa con i ciprioti dell’APOEL Nicosia, ma l’affare è saltato sul più bello. Per quanto riguarda la situazione dello svizzero, è da registrarsi l’interesse di due club di Serie A, Sassuolo e Venezia nello specifico. Nel reparto avanzato, ci sono infine i casi di Sottil e Nzola. Tutto tace, almeno finora, su entrambi i fronti.
NON SOLO ESUBERI. Oltre agli esuberi veri e propri, resta da capire cosa ne sarà di tutti quei giocatori che esuberi non sono, ma che per questioni di sfoltimento della rosa e di equilibrio economico dovranno – almeno in parte – salutare. Partirà quasi certamente uno tra Comuzzo e Pongracic: dietro sono arrivati Dragusin e Viery, Ranieri sembra destinato a una riconferma forte del suo piede mancino e uno dei due è di troppo. Per il primo, nelle ultime ore, c’è stata una forte accelerata del Torino. Ci sono poi i terzini destri: Jimenez è già arrivato, Joao Mario è in dirittura di arrivo e Dodo e Fortini sono con le valigie in mano. Complici anche due contratti in scadenza e altrettante trattative che non decollano. Da valutare anche il futuro di Brescianini e Fabbian: nonostante i riscatti di giugno, almeno uno dei due, dati i numeri a centrocampo, dovrebbe partire. La Lazio vorrebbe addirittura farne un pacchetto unico. Resta infine il caso di Gudmundsson. L’islandese, ormai lo si è capito, ha poco a che spartire con il 4-3-3 che ha in testa Grosso. Serve un’offerta importante, dato l’esborso sostenuto per prelevarlo. Ma la sensazione anche nel suo caso è che alla fine, in un modo o in un altro, sarà addio.



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