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Nazione - Scontro politico sui lavori del Franchi: concessione e costi dividono Palazzo Vecchio

Dopo la proposta della Fiorentina sul project financing, maggioranza e opposizioni si dividono su tempi, cifre e tutela dell’interesse pubblico

I lavori allo stadio Franchi restano al centro del dibattito politico fiorentino. Come si legge su La Nazione, dopo la proposta presentata dalla Fiorentina per partecipare al project financing e l’avvio della conferenza dei servizi, lo scontro tra opposizioni e maggioranza si è acceso di nuovo.

Per Massimo Sabatini della Lista Schmidt, la gestione del dossier continua a procedere senza una linea chiara: «La giunta continua a cambiare strada senza una strategia chiara». Il consigliere parla di un percorso «a zig-zag», che rischia di allungare i tempi, moltiplicare le varianti e far salire i costi. A pagarne le conseguenze, secondo Sabatini, sarebbero «cittadini, tifosi e la stessa Fiorentina».

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La replica arriva da Marco Burgassi, presidente della Commissione cultura e sport, che difende l’operato della giunta: «Il consigliere Sabatini prova ancora a confondere le acque, ma la giunta con gli ultimi atti ha fatto chiarezza». Per Burgassi, Palazzo Vecchio si è preparato a tutti gli scenari e valuterà la proposta viola «con serietà e nel rispetto delle procedure previste dalla legge».

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Le critiche arrivano anche da sinistra. Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune contesta il mancato coinvolgimento del Consiglio comunale e teme che il pubblico finisca per pagare due volte: prima per avviare l’opera, poi con la concessione al privato per completarla. Secondo Palagi, la delibera non riduce questo rischio, ma lo mette nero su bianco.

Il consigliere si sofferma anche sulle cifre circolate negli ultimi giorni: 55 milioni per i lavori, altri 30 milioni per arredi e interventi accessori, un canone da rinegoziare e una possibile concessione fino a 90 anni. Palagi sottolinea però che negli atti pubblici la concessione di gestione risulta programmata per 60 anni, con un valore stimato superiore a 1,5 miliardi. «Sessanta o 90 non è un dettaglio contabile», avverte, perché significa lasciare lo stadio della città fuori dalla piena disponibilità pubblica per una generazione in più o in meno.

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Più orientato alla ricerca di un’intesa è Francesco Casini di Italia Viva. Secondo lui il Comune deve fare tutto il possibile per trovare un accordo con la Fiorentina: sarebbe difficile spiegare ai cittadini un nuovo mutuo da 55 milioni, dopo le ingenti risorse pubbliche già investite nel Franchi.

Casini richiama anche le altre priorità cittadine, dagli impianti sportivi alle scuole fino all’edilizia popolare. Per questo, sostiene, serve un accordo equilibrato, capace di tutelare l’interesse pubblico e allo stesso tempo valorizzare l’investimento della Fiorentina.

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