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Nazione - Franchi, la Fiorentina punta alla concessione fino al 2117: sul tavolo più di 55 milioni

Il club viola vuole gestire lo stadio per quasi 100 anni. Il Comune valuta il piano economico con il Politecnico di Milano

Benvenuti nel 2117. Non è fantascienza, ma l’anno in cui scadrebbe la concessione dello stadio Franchi che la Fiorentina vorrebbe ottenere dal Comune di Firenze. Come si legge su La Nazione, il club viola è pronto a investire 55 milioni di euro per coprire il secondo lotto dei lavori di restyling dell’impianto.

La proposta è ora al vaglio dei consulenti del Politecnico di Milano, incaricati dal Comune di verificare la solidità del piano economico-finanziario. Nella conferenza dei servizi di martedì, incontro tecnico e interlocutorio, la Fiorentina potrebbe rafforzare ulteriormente il progetto mettendo sul tavolo altri 30 milioni per arredi, skybox, area hospitality e lavori accessori.

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In cambio, però, il club chiede una convenzione molto lunga: poco meno di cento anni. Un arco temporale che trasformerebbe il Franchi in un asset strategico per la società, permettendole di gestire direttamente struttura, ricavi, manutenzioni e futuri interventi di ammodernamento.

La strada ricorda quella già percorsa da diversi club europei e italiani. Il riferimento più noto è la Juventus, che oltre vent’anni fa acquistò dal Comune di Torino il diritto di superficie per 99 anni dell’area dello stadio, costruendo poi il nuovo impianto per circa 155 milioni. Parte dell’investimento è stata recuperata anche attraverso i naming rights, con il passaggio da Juventus Stadium ad Allianz Stadium.

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Percorso simile per l’Udinese, che nel 2013 ha ottenuto il diritto di superficie per 99 anni versando 4,5 milioni al Comune. Il club ha poi finanziato il restyling dello stadio con circa 30 milioni, mentre la sponsorizzazione dell’impianto, oggi Bluenergy Stadium, garantisce circa 800mila euro l’anno.

Il caso Franchi, però, resta particolare. L’impianto progettato da Pier Luigi Nervi è un bene culturale vincolato per il suo valore storico e architettonico. Inoltre, sui lavori sono stati investiti circa 210 milioni di euro di fondi pubblici, elemento che rende il dossier più complesso rispetto ad altri esempi italiani.

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Anche il paragone con il nuovo stadio del Cagliari regge solo in parte: lì si parla di project financing, con capitali privati e circa 65 milioni messi da Comune e Regione Sardegna, mentre la concessione prevista è di 50 anni e i lavori non sono ancora iniziati.

Situazione diversa anche a Como, dove il club ha una concessione del Sinigaglia fino al 2032 e ha avviato lavori stimati in 70 milioni a proprio carico. A Bergamo, invece, l’Atalanta ha acquistato lo stadio dal Comune per 8,6 milioni, investendone poi oltre 100 tra demolizioni e ricostruzione.

Ogni impianto ha una storia a sé, e il Franchi non può essere equiparato facilmente agli altri stadi. La sfida sarà trovare una formula sostenibile per la Fiorentina, ma soprattutto conveniente per la città di Firenze.

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