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Prime conferme dal (centro) campo: Atta è elegante come uno smoking

L’amichevole di ieri con il QPR è stato il primo vero test stagionale

Il calcio estivo è una moneta dal valore interlocutorio, una polaroid ancora piuttosto sfocata. Il calcio estivo, come il mercato, è foriero di cotte provvisorie, abbagli, false speranze. Difficile quindi trarre impressioni definitive dalla Fiorentina “sperimentale” e casual scesa ieri in campo a Loftus Road contro il QPR, in una delle zone di Londra più chic e signorili.

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SMOKING. Pur battezzando un centrocampo sulla carta elegantissimo, composto da Ndour-Oulaï-Atta, Grosso ha fatto fatica a indossare lo smoking. Il pressing asfissiante degli inglesi ha stretto un duro nodo al papillon dei viola, ma il campionato dei Rangers inizia tra poco e la gamba è diversa, poco da fare. Interessante però notare come il tecnico abruzzese abbia voluto da subito mettere in campo i tanto chiacchierati colpi di centrocampo - una zona in questo momento che sembra trasudare opulenza, pure troppa, per una compagine che non sarà impegnata nelle coppe europee.

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ANTIPASTO. E così abbiamo potuto assaggiare un antipasto non ricco ma saporito: se le geometrie e le percussioni in profondità di Oulaï sono un po’ venute a mancare (bello invece il suggerimento di Fagioli che pesca Piccoli in area), ecco che da subito Atta, il più elegante tra i centrocampisti di A della scorsa stagione, ci fornisce un’anteprima delle sue qualità anche in area di rigore. Quanto mancava a questa squadra un centrocampista in grado di buttarsi “in the box” e segnare gol di rapina? 

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L’abbiamo detto: le cotte estive vanno e vengono. Anche lo scorso anno, più o meno di questi tempi, ci meravigliavamo dell’impatto immediato di Sohm (oggi praticamente un estraneo), che segnò un bel gol da rapace in terra d’Albione contro un avversario ancor più prestigioso, il Man United. Occhio a non perdere la testa.

Fiorentina da rivedere, quindi. Appurato che anche gli esterni sono un cantiere aperto, con esperimenti in atto e tanta gioventù messa in mostra già da subito (Croci lascia intravedere prospettive eccitanti, ma è ancora un’albicocca che deve maturare), l’idea di Grosso, ovvero quella di far coesistere centrocampisti qualitativi, più che esclusivamente quantitativi, sta già rivelandosi piano piano, in tutta la sua ambizione. Quel centrocampo “stile PSG” (con le opportune e logiche proporzioni) che potrebbe far sognare il popolo viola.

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