Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Nazionale, adesso il rischio è il caos: se non arriva Pirlo, Maldini può fare un passo indietro

I legami con l'agenzia di betting russa hanno aperto un caso nazionale: se salta, potrebbe dimettersi anche il nuovo dt

La Nazionale italiana rischia di precipitare nel caos.  Fallito l’assalto a Pep Guardiola, il direttore tecnico Paolo Maldini e l’advisor Leonardo avevano individuato Andrea Pirlo come uomo del rilancio azzurro nella carica di commissario tecnico. Calcio moderno, progetto a lungo termine, nessun problema di extra-budget per l’ingaggio. Ma proprio quando sembrava avvicinarsi la fumata bianca, scrive La Gazzetta dello Sport, è arrivato il colpo di scena: una questione di opportunità che è diventata anche un caso politico.

sponsored

IL CASO. Il problema? I legami con la società di scommesse russa Fonbet, di cui Pirlo è global ambassador, e con l’oligarca Sergey Lomakin,attuale presidente dello United FC in cui allena l'ex regista di Milan e Juventus, hanno aperto un vero e proprio caso nazionale, difficilmente aggirabile. Uno scenario a cui Paolo Maldini – uomo di calcio e di campo – non era certo preparato: il polverone montato nelle ultime ore lo avrebbe lasciato di stucco. Se prima infatti avrebbe dovuto garantire per Pirlo da un punto di vista tecnico, cosa che peraltro rientra pienamente nei suoi oneri, ora si trova costretto a giustificare la propria scelta anche a un mondo a lui totalmente estraneo, quello della politica.

sponsored

BOCCIATURA ‘POLITICA’? Un contesto in cui invece Malagò, per esperienza personale e professionale, sa muoversi con abilità. Per questo – alle prime voci riguardo l’incompatibilità di Pirlo per il nuovo ruolo – avrebbe iniziato subito a guardarsi intorno, provando anche a sondare il terreno con Maldini. Perché non Mancini o Conte? Risposta negativa del direttore tecnico, che vuole un allenatore moderno e che, soprattutto, sposi un progetto a lungo termine: Conte viaggia a una media di una squadra cambiata ogni due anni, Mancini invece non convince ancora per il modo in cui ha detto addio alla Nazionale nel 2023. L’idea che comincia a serpeggiare nella testa di molti (chissà se anche in quella di Maldini…) è che la bocciatura ‘politica’ di Pirlo possa essere un pretesto per aggirare la scelta presa dal direttore tecnico.

sponsored

DIMISSIONI? Prime crepe in vista? Presto per dirlo. Di sicuro Maldini aveva accettato la proposta di Malagò dopo un lungo corteggiamento solo in seguito all’ok per poter scegliere il nuovo ct. Era principalmente quello il nodo di una trattativa lunga e complessa. L’ex rossonero ha sempre avuto un carattere forte e deciso, lo ha dimostrato tante volte nel corso della sua carriera, dentro e fuori dal campo. Ritenuta insanabile la frattura con il presidente del Milan Gerry Cardinale, ha preferito l’uscita di scena alla convivenza forzata. A maggior ragione quando è venuta meno la possibilità di poter prendere decisioni in autonomia. In questo caso però, la figura decisiva potrebbe essere quella di Leonardo. Tecnicamente è un advisor, ossia un consigliere. Nella realtà dei fatti potrebbe trovarsi a fare da mediatore tra le parti nel caso (neanche poi troppo remoto) le cose dovessero prendere una brutta piega.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento