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Oulai incanta subito, Fiorentina al bivio: Fagioli spostato o sacrificato?

Le indicazioni tattiche della prima amichevole parlano chiare: l’ivoriano agirà da vertice basso. Quale futuro per Fagioli?

Sono bastati una ventina di minuti scarsi a Christ Inao Oulai per accreditarsi come nuovo punto di riferimento del centrocampo della Fiorentina. Forse anche qualcosa in meno. Il tempo di subentrare al 75’ del primo test stagionale contro il Gubbio, posizionarsi al centro della mediana a tre – al posto di Fagioli, dirottato verso il ruolo di mezzala destra – e mettere Kean solo davanti alla porta un paio di minuti dopo con uno splendido tacco volante. Poi un paio di palloni sradicati dai piedi dei calciatori avversari e tanta geometria. E giù subito applausi da parte dei quasi 3.000 del Viola Park. Il tutto, va ricordato, dopo sole dodici ore dal suo ingresso al centro sportivo di Bagno a Ripoli – era arrivato qualche giorno prima, sì, ma aveva subito fatto rientro in Turchia per questioni legate al visto.

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LA CASELLA MANCANTE. Può sorridere Fabio Grosso, che dopo essersi goduto l’ottimo avvio di ritiro di Arthur Atta – l’altro colpo da novanta dell’estate viola – può iniziare a lavorare con continuità anche sul secondo tassello del centrocampo a tre preannunciato fin dalla conferenza stampa di presentazione. Resta ora una terza casella da riempire, quella della mezzala destra – Atta, sempre in sede di presentazione, era stato collocato dal mister a sinistra. E qui viene l’intrigo. Un intrigo paradossale, se si pensa a un estate fa. Quando Nicolò Fagioli veniva quasi unanimemente considerato un interno di centrocampo piuttosto che un vertice basso. In primis dall’allenatore dell’epoca Stefano Pioli, che volle comunque provarlo al centro, salvo poi fare pubblica ammenda qualche mese più tardi. Poi è arrivato Vanoli, e con lui la rincorsa verso la salvezza. Vissuta con Fagioli come regista, con prestazioni in netto crescendo e un progressivo adattamento al ruolo.

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TUTTA TECNICA. Che fare, quindi? Spostare Fagioli un poco a destra, in quella che un tempo era la sua posizione naturale, oppure addirittura farne a meno? La prima questione che si pone è innanzitutto tattica. Un linea a tre Fagioli-Oulai-Atta non può che intrigare, ma c’è da capire quanto possa essere sostenibile. Rimettendosi alle capacità in fase di interdizione messe in mostra dall’ivoriano nel primo scampolo di partita in maglia viola, il responso parrebbe positivo. A fare il lavoro sporco ci penserebbe prioritariamente lui. La linea della qualità è sposata anche all’interno degli uffici del Viola Park, dove l’idea sarebbe quella di provare a replicare – nel proprio piccolo, ovviamente – il centrocampo tutto tecnica del Psg (Joao Neves-Vitinha-Fabian Ruiz) che nelle ultime due stagioni ha dominato l’Europa. Un modello – se preso con le pinze – molto più calzante rispetto al trio Borja Valero-Pizarro-Aquilani che in molti hanno scomodato. Altro calcio, quello.

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CONTI E SPAZIO. C’è poi la questione economica. Quelli per Atta e Oulai sono stati investimenti pesanti, entrambi attorno ai 30 milioni. Non è da escludere che non siano stati fatti mettendo in preventivo una cessione pesante. Magari a centrocampo. Magari di Fagioli. In quel caso, l’identikit dell’alternativa per il ruolo di mezzala destra sembrerebbe corrispondere a quello di Kristian Thorstvedt. Però, lo ripetiamo, le intenzioni a Bagno a Ripoli al momento sembrano altre. C’è infine un’ultima questione, numerica: una permanenza dell’ex Juventus chiuderebbe le porte, almeno per quanto riguarda il potenziale undici titolare, a Cher Ndour. Elemento individuato negli scorsi mesi tra le colonne della ripartenza viola. Ma l’aria sembra cambiata, e non poco, in casa Fiorentina. E la suggestione del centrocampo di qualità sembra tutt’altro che passeggera. E in ogni caso, va tenuto anche in considerazione che, nel calcio contemporaneo delle cinque sostituzioni, i titolari non possono di certo essere ‘solo’ undici. Specialmente in mezzo al campo. E che quindi di spazio per Ndour, così come per i Mandragora o per i Brescianini, ce ne potrà essere eccome.

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