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Perché la Fiorentina vuole João Mario

Un giocatore duttile che può offrire soluzioni alternative a Grosso

La Fiorentina ha virtualmente chiuso il suo sesto (!) colpo in questa sessione di mercato: il telefono bollente di Fabio Paratici ha una linea diretta con Torino, alla ricerca di un ulteriore laterale per rinforzare la rosa guidata da Fabio Grosso. Siamo stati i primi a lanciare quest'indiscrezione e ora sembra veramente tutto fatto. 

Lo juventino João Mario è infatti il profilo su cui il club viola ha deciso di puntare altre fiches dal suo gruzzolo. Il portoghese classe 2000 è nominalmente un terzino destro, formatosi però in patria come esterno offensivo. La casella sarebbe già occupata dall’arrivo di Alex Jimenez - anche lui una sorta di ibrido che abbiamo già osservato in veste di esterno d’attacco nel test match di ieri contro il QPR.

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DUTTILITÀ. João Mario non è un giocatore appariscente: per quanto la sua formazione appartenga a quella di un calcio sofisticato e molto attento ai fondamentali tecnici come quello lusitano, l’ex Porto non ha mai stregato per la sua fantasia, o un dribbling ipnotizzante, o strappi in grado di mettere in crisi difese schierate. A dire il vero, João Mario non sembra nemmeno troppo un giocatore con quelle caratteristiche. Motivo per cui Conceiçao padre, al Porto, gli ha cambiato identità tattica arretrandolo di qualche metro, come terzino. Le sue qualità difensive non spiccano, in tutta la sua esperienza coi Dragões João Mario ha messo a referto 26 assist in 181 presenze.

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RICERCA DI CONFERME. L’estate scorsa la Juventus si è privata di un giocatore di grande prospettiva come Alberto Costa per ottenere João Mario. Una scelta apparentemente insensata, visto che Costa è diventato un uomo centrale nel progetto di Farioli a Porto, e João Mario è stato spedito a Bologna a metà stagione, collezionando coi rossoblù 15 presenze tra Serie A e Europa League con 2 reti messe a segno. Troppo poco per esaltarsi: João Mario ha il sapore della scommessa. Un giocatore da rilanciare su una fascia che ha bisogno di nuovi interpreti.

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È pur vero che con i felsinei João Mario abbia interpretato a volte il ruolo di terzino sinistro, quindi a piede invertito, sotto l’egida di un allenatore come Italiano che, in molti ricorderanno, anche a Firenze non era restio a esperimenti e cambi di posizione di questo tipo, spesso dettati da scarsità di opzioni. È lecito pensare che questo non sia il caso per Grosso in questa stagione: l’abruzzese ha in mano un pezzo d’argilla molto grande e ancora malleabile, a cui aggiungere ulteriori elementi. L’idea João Mario nasce anche dalla necessità di chiudere un capitolo su Dodo (partente ma ancora in gruppo), e possibilmente trovare una sistemazione per Fortini.

In questa fase del mercato tutto può accadere, tra smentite, accelerate, voci. Il reparto offensivo è scarno sulle ali e in questa situazione di work in progress può trovare nel portoghese una risorsa almeno temporanea, ma ci attendiamo che Paratici possa fare uno sforzo in più per consegnare a Grosso degli esterni d’attacco puri. Nel frattempo, l’impressione è che l’ex Porto possa arrivare a Firenze come “segnaposto” per un’ala di grande spessore.

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