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La Nazione - Giuseppe Commisso è il nuovo presidente. Da subito al lavoro sullo stadio

Il figlio di Rocco è stato nominato ieri alla presidenza della Fiorentina. C'è subito da definire l'accordo per il project financing

Sulla scrivania del nuovo presidente della Fiorentina Giuseppe Commisso, alla voce priorità, affiora subito un dossier scottante, scrive La Nazione. Sono le carte dei tormentati lavori allo stadio Artemio Franchi. In ballo l'esborso di una sessantina di milioni e l'ingresso della Fiorentina nel secondo lotto dei lavori, con la formula del project financing. Un pensiero rimasto lontano nei giorni di lutto e profondo dolore per la morte di Rocco. La nomina del figlio Giuseppe a suo successore impone adesso di ricominciare a pensare al futuro della società. E adesso la questione stadio non sembra più rinviabile.

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RIPARTONO I COLLOQUI. Si riparte dal dialogo con Palazzo Vecchio. I colloqui, seppur con alti e basi, non si sono mai interrotti negli ultimi tempi. E ora sono destinati a subire un'accelerata. Dopo gli abbracci e le parole di conforto in occasione dei funerali a New York e della commemorazione in Duomo, ieri la famiglia Commisso e la sindaca Sara Funaro si sono rivisti – e parlati – in tribuna al Franchi, in occasione di Fiorentina-Como. Un preludio a quello che potrebbe presto diventare un incontro istituzionale tra le due parti. Finora è mancato il tempo materiale per entrare nel dettaglio del project financing, che porterebbe la famiglia Commisso a investire 60 milioni di euro per il secondo lotto dei lavori. Un progetto di fatto già “apparecchiato” dal direttore generale viola Alessandro Ferrari, che continuerà a seguire la vicenda in prima persona. Adesso però serve l'accordo definitivo.

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CONCESSIONE. La partita si gioca sui termini per la concessione dello stadio. La Fiorentina sarebbe disposta ad aprire il portafogli in cambio di una concessione trentennale del Franchi (fino all'inizio dei lavori il canone di affitto era di 2 milioni l'anno). Una condizione che permetterebbe al club di rafforzarsi e avere un asset finanziario importante e appetibile anche (un domani, non si sa mai) nel caso di un'eventuale cessione. Il presente però è chiaro e si chiama Giuseppe Commisso. Come ha ribadito lui stesso, la volontà è di proseguire nel solco tracciato da babbo Rocco. E se si parla di Fiorentina, il capitolo stadio è stato senz'altro il suo dispiacere più grande. Uno scoglio contro cui ha sbattuto di pancia, colpa di una burocrazia tiranna. Acqua passata ormai. Ora Giuseppe sembra intenzionato a incidere e aggiustare la rotta. La sensazione è che ci siano i presupposti per far andare al loro posto i tasselli mancanti del puzzle, nell'interesse di entrambe le parti.

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A FIRENZE PER UN PO'. La famiglia Commisso si tratterrà a Firenze per un po' di tempo: è logico pensare almeno fino all'arrivo in città – fissato per il 4 febbraio – del direttore sportivo in pectore Fabio Paratici. In quest'arco di tempo è lecito aspettarsi che Giuseppe Commisso incontri la sindaca, affiancato dal dg Ferrari. Per discutere, affrontare la questione nel dettaglio, magari definire l'accordo. Intanto Funaro accoglie la nomina di Giuseppe a presidente viola con «l'augurio di buon lavoro per un incarico di grande responsabilità. Un impegno importante per proseguire il lavoro di Rocco Commisso – continua la sindaca –. Buon lavoro anche a Catherine Commisso che entra nel consiglio di amministrazione e a Mark Stephan e Alessandro Ferrari per la conferma nel loro ruolo. La Fiorentina è molto più di una squadra: è passione, appartenenza, storia viva della nostra città. In bocca al lupo e sempre forza Viola!». In questo le visioni combaciano a pieno, il tempo dirà se vale lo stesso per i travagliati lavori allo stadio. E forse già a stretto giro.


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