Vai al contenuto
×

Kean-Pellegrino, mondi opposti. Mateo da spizzate e cross, Moise solista e da palla a terra

La Fiorentina di Grosso potrebbe cambiare centravanti. Pellegrino potrebbe essere il dopo Kean. Due mondi opposti tra l'argentino e l'azzurro

Tra le caselle della nuova Fiorentina che potrebbero cambiare c’è quella del centravanti. Non è scontata la permanenza di Kean, così come potrebbe uscire Piccoli. Nel caso dell’ex Cagliari è impossibile immaginarsi un’operazione di cessione a titolo definitivo, visto il prezzo con cui era arrivato un anno fa. A meno che non si apra un maxi tavolo col Parma per un’operazione che andrebbe a muovere Pellegrino in direzione Firenze e Piccoli in quella Parma. Va da sé che, per l’eventuale arrivo di Pellegrino dovrebbe prima uscire Kean. Detto tutto ciò, al netto di situazioni economiche (clausola, prezzi, accordi etc.), c’è anche un discorso tecnico da tenere in considerazione.

sponsored

KEAN SI’, KEAN NO. A livello teorico, le caratteristiche di Kean non sarebbero propriamente l’ideale per il 4-3-3 di Grosso. Con questo assetto tattico, infatti, il nove è uno che dialoga con gli esterni offensivi, che lega il gioco, che apre per le ali e va a rifinire. Kean, sin qui, ha fatto vedere il meglio di sé giocando da solo in attacco e attaccando la profondità con palloni provenienti dalle retrovie. Al contrario, non è mai sembrato a suo agio nel dialogo coi compagni di reparto (Gudmundsson e Piccoli), mentre aveva fatto buone cose in tandem con Retegui in alcune gare della Nazionale, ma giocando in un 3-5-2. Questo a livello teorico, perché il Kean della stagione 2024/25 avrebbe fatto gol anche giocando da portiere, mentre quello della stagione 2025/26 ha sbagliato dei gol anche da dentro la porta (a Torino alla seconda giornata). Poi ci sarebbe da valutare la condizione fisica e mentale di Kean, il feeling con Grosso e mille altre variabili. Più solista, individualista e uomo che fa reparto da solo, dunque, Moise, con quella capacità di difendere il pallone in cui ha sempre eccelso. Pallone, però, da giocare a terra, non alto. 

sponsored

PELLEGRINO SI’, PELLEGRINO NO. Nell’ultimo aspetto, al contrario, spicca Pellegrino. Coi suoi 192 centimetri fa un lavoro opposto rispetto a Kean, con spizzate di testa e finalizzazioni aeree. Tanto che, dei nove gol segnati nel campionato scorso, l’argentino ne ha fatti sei proprio di testa. Nel 4-3-3 sarebbe molto più funzionale di Kean, insomma, per la capacità di finalizzare i cross degli esterni, le palle inattive e fare da diga in caso di palle inattive degli avversari, aspetto su cui la Fiorentina della scorsa stagione ha fatto acqua. Non impeccabile, invece, nella gestione del pallone palla a terra anche se, contando sulla struttura fisica, riesce a prendersi spesso fallo.

sponsored

TEORIA. A livello teorico, insomma, potrebbe funzionare meglio Pellegrino di Kean. Soprattutto se Moise non dovesse ritrovasse quella voglia di mettersi al servizio della Fiorentina, dei compagni e dell’allenatore che aveva evidenziato con Palladino, mentre raramente ha ripetuto con Pioli e Vanoli. E adesso c’è Grosso, a cui spetterebbe la trasformazione della teoria in pratica. Con l’ex tecnico del Sassuolo, tuttavia, hanno fatto molto più la differenza gli esterni offensivi che i centravanti. E’ stato così in Emilia, a Bari e a Frosinone. Le priorità, dunque, sono in quelle caselle. 


Lascia un commento