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Salvate il soldato Sohm: lo svizzero è un’incognita. Troppo presto per mandarlo via?

Il centrocampista è reduce da 6 mesi in prestito al Bologna che non hanno aiutato a far salire le sue quotazioni. E adesso sarà dura piazzarlo

Se c’è una causa chiara, tra le molte che hanno determinato il cammino stentoreo e deludente della Fiorentina 2025/26, è sicuramente il mercato estivo. Un mercato esoso, con massima spesa e quasi nessuna resa. Simon Sohm è uno dei tanti “errori” di mercato commessi da Pradè 12 mesi fa o poco meno, su questo non ci piove.

PIANO B. Da alternativa a Bernabè a “rimpiazzo”, o contentino se preferite, scucito ai Ducali per circa 18 milioni di euro, Sohm è il classico giocatore che cattura l’occhio: bel fisico, buone doti tecniche, un centrocampista che nella migliore delle ipotesi potrebbe rivelarsi un box to box, per dirla all’inglese, davvero notevole. Potrebbe, appunto. Eppure, le buone premesse ci sono state: esordio in amichevole a Old Trafford contro lo United, e subito gol di rapina su un rimpallo in area su calcio piazzato. Come si dice: buona la prima. Non male per un piano B, o una seconda scelta. Poi, però, è partita la stagione vera, che ha mostrato tutte le magagne di una squadra mal assortita e una preparazione atletica (e tecnica) non all’altezza.

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SMARRIMENTO. E da lì, nelle sabbie mobili di una stagione che sapeva già di dramma sportivo, Sohm è sparito, si è reso un semplice spettatore inerme della catastrofe viola, senza poter dare il suo contributo. Con la sensazione, però, che non si sia fatto abbastanza per dargli spazio, o permettergli di esprimersi al meglio. Per cui a gennaio si è scelto la via del prestito direzione Bologna, con un Vanoli evidentemente non impressionato dalla mezz’ala svizzera. Difficile collocarlo nello scacchiere, e ancor più impalpabile il suo passaggio in rossoblù, con l’ex Italiano che lo ha impiegato 12 volte in campionato, senza però lasciare una gran traccia.

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RECUPERO. E ora, che fare? Sohm torna al Viola Park con ancor meno certezze, ma una flebile speranza: che Grosso lo valuti un elemento di valore, su cui è possibile costruire qualcosa, dandogli fiducia, minuti e un nuovo ruolo in un modulo e uno stile di gioco che potrebbero esaltare le sue qualità. È possibile immaginarselo come mezz’ala di possesso nel 4-3-3 di Grosso, o come vertice basso in un diamante di centrocampo di qualità tecnica. Senza tener conto della volontà del club: la cifra sborsata per assicurarsi le sue prestazione non è roba di poco conto, e in qualche modo quei soldi dovranno rientrare nelle casse della Fiorentina.

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Per ora, però, appare improbabile un’offerta a titolo definitivo per lo svizzero. Sarà divorzio precoce, oppure fiducia, in attesa di un test definitivo? Solo il ritiro estivo saprà darci risposte in merito.


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