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Il Sognatore Viola - Paratici sta costruendo una Fiorentina… esotica

Gli acquisti di giovani talenti rilanciano le ambizioni viola. Ora Grosso può costruire una squadra aggressiva, mentre resta il nodo del vivaio

Alla fine del campionato precedente, tutti si immaginavano un mercato povero, con la necessità di vendere prima di comprare. E invece siamo stati tutti sorpresi dal modo in cui la Fiorentina e Paratici stanno conducendo il mercato: con aggressività e determinazione, andando a prendere giocatori ancora giovani, ma di grande prospettiva. Nomi e profili che fanno sognare, che possono alzare il livello della squadra e che soprattutto potrebbero permettere a Fabio Grosso di impostare un altro tipo di calcio rispetto a quello, troppo speculativo, visto negli ultimi due anni con Palladino, Pioli e Vanoli.

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Quelli che leggono con regolarità la rubrica del Sognatore Viola ricorderanno che a fine campionato ho scritto una lettera aperta a Joseph Commisso, chiedendogli di dare un segnale forte per dimostrare il suo attaccamento alla Fiorentina, in memoria di Rocco. In quel momento, in pochissimi ci credevano: la lontananza geografica della famiglia Commisso sembrava condannare la Fiorentina a vivacchiare a metà classifica. Tuttavia, essendo anch’io un italiano all’estero, e conoscendo l’importanza dei legami familiari per quelli che sono lontani dalla loro patria, speravo nel mio cuore che Joseph avrebbe sorpreso tutti, dando a Paratici i mezzi per costruire una Fiorentina davvero forte e competitiva.

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E, per ora, gli arrivi di Viery, Dragusin, Atta, Jimenez e Oulai vanno in questa direzione. Il mercato è ancora lungo, bisognerà trovare esterni forti e rimpiazzare Kean se verrà ceduto. Tuttavia, il modo in cui il mercato è stato condotto finora ispira fiducia. Poi è ovvio che ci vorrà un po’ di tempo per assemblare i pezzi del puzzle, soprattutto perché parecchi dei nuovi arrivati vengono da altri campionati.

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Avrei anche un rimpianto da esprimere e una domanda da sollevare: perché giovani promettenti del nostro vivaio come Amatucci e Harder sono stati ceduti a titolo definitivo e quasi regalati? Perché non imporre una formula di recompra, come fa il Real Madrid, se vogliamo essere ambiziosi?

Nel migliore dei casi, la Fiorentina dovrebbe costruire la propria identità con i giocatori formati al Viola Park. E speriamo che la scelta di Andreazzoli per guidare la Primavera permetta di far crescere questi ragazzi e di dare loro la determinazione e la sfrontatezza che finora sono mancate a molti di loro per imporsi in prima squadra.

Nel frattempo, forse anche per far fronte alla crisi del calcio italiano, Paratici ha comprato solamente giocatori stranieri per la prima squadra. E qui facciamo un breve paragone con l’agricoltura: dove abito, ad Amchit, in Libano, alcuni decenni fa c’erano tantissimi fichi e mandorli. Poi, a causa del riscaldamento climatico, molti di questi alberi si sono rinsecchiti o hanno smesso di produrre frutta. E infatti, per continuare a coltivare la terra e ottenere buoni raccolti, bisogna essere creativi, cercare nuove soluzioni. È così che ho pensato di associare i melarosa e i frutti della passione: la passiflora, che assomiglia a una vite, si arrampica sui melarosa, un frutto giallo della dimensione di un’albicocca, con un sapore di rosa. Saranno alberi stranieri, esotici, ma in questo momento sono quelli che producono il miglior raccolto.

Sapremo solo dopo alcune partite di campionato se Paratici avrà avuto una buona visione d’insieme, comprando talenti complementari, e se Fabio Grosso sarà in grado di farli rendere al meglio nel suo scacchiere.

La speranza è vedere una squadra veloce, aggressiva, che riesca a dominare le partite a centrocampo e a imporre il proprio gioco. E forse, in questo contesto, i giovani talenti della Primavera inizieranno a sbocciare davvero. Sarebbe bellissimo continuare a vedere Croci in campo, e tutti gli altri giovani che lo meritano, a patto che scendano in campo con il piglio giusto e una feroce volontà di fare la differenza.

Dal Libano, sogniamo una Fiorentina che incuta timore a tutte le altre squadre del campionato e che lotti per i primissimi posti in classifica.

Erik Vincenti Zakhia è uno scrittore, poeta, ingegnere, esperto di permacultura e attivista per la pace, oltre che un tifoso della Fiorentina. Ha 35 anni, ed abita ad Amchit, in Libano, con la sua famiglia (tutti tifosi viola)

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