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Il piano di Paratici: ringiovanire, sfoltire, alleggerire

La Fiorentina 2026/27 sarà il frutto di un restyling?

La Fiorentina si prepara a un’estate che si annuncia tutt’altro che ordinaria. Le prossime settimane saranno decisive per delineare il futuro del club, con il nuovo corso tecnico-dirigenziale guidato da Fabio Paratici pronto a rimettere mano a ogni aspetto del progetto viola. Sarà previsto un confronto interno per fare il punto su tutte le componenti della squadra: dall’allenatore ai singoli giocatori, nessuno escluso. La linea appare chiara: nessuno è considerato intoccabile e ogni posizione verrà valutata nel dettaglio, in funzione di rendimento, prospettive e sostenibilità economica.

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RINGIOVANIMENTO. In questo contesto si inserisce anche il dossier legato a David de Gea, uno dei nomi più pesanti all’interno della rosa. Il portiere spagnolo sarà al centro di un confronto diretto con la dirigenza. Il suo futuro è tutt’altro che definito e rappresenta uno dei nodi principali del prossimo mercato. Se è vero che l’ex United ha dalla sua l’esperienza e le doti di leadership necessarie a guidare un gruppo sempre più giovane e in parte inesperto, c’è anche da considerare l’aspetto economico (i 3 milioni netti a stagione pesano), e quali saranno le motivazioni di un calciatore alla soglia dei 36 anni. D’altro canto, De Gea ha fatto capire a più riprese di trovarsi bene a Firenze, tappa ideale per concludere la propria carriera di calciatore. Ma come accennato, il club ha in mente delle priorità ben specifiche.

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RESTYLING. La strategia del club è abbassare il monte ingaggi e ringiovanire la rosa: in quest'ottica, anche profili di esperienza potrebbero essere ridimensionati o sacrificati. Oltre al già citato De Gea, questa riflessione coinvolge Gosens e Dodô, seppur per ragioni diverse. Il tedesco ha vissuto una stagione al di sotto delle aspettative - condizione fisica discontinua, rendimento calante - e più difficilmente potrà rivendicare un posto da titolare nella Fiorentina che verrà. La sua permanenza è possibile, ma a patti diversi: un ruolo più marginale, da elemento di esperienza a disposizione del gruppo, contendendosi il posto con innesti dal mercato o con profili interni. Diversa, e per certi versi più urgente, è la situazione di Dodô: al netto di una stagione non esaltante, pesa soprattutto il rinnovo che non è mai arrivato. Con il contratto in scadenza tra un anno, il laterale brasiliano rischia di trasformarsi in una cessione obbligata piuttosto che ragionata. La Roma ha messo gli occhi su di lui, e a quelle condizioni contrattuali una cifra attorno ai 15 milioni potrebbe bastare per portarselo via. Oltre al restyling del Franchi, quindi, anche il restyling della rosa. Operazione non semplice, tenendo conto dei numerosi rientri dai prestiti - ben diciassette - e di un rebus che sovrasta tutto il resto: la possibile cessione di Moise Kean, che al di là della clausola da 62 milioni di euro (difficile che arrivino offerte simili dopo la stagione appena vissuta), potrebbe finanziare buona parte della ricostruzione.

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Il piano di Paratici, dunque, non si limiterà a interventi marginali ma punta a una vera rifondazione. L’obiettivo è costruire una squadra più sostenibile, dinamica e funzionale alle esigenze tecniche future. Un percorso che inevitabilmente porterà a scelte anche drastiche, sia sul fronte della guida tecnica sia su quello della composizione dell’organico.

La sensazione è che l’estate viola sarà caratterizzata da decisioni forti e da un profondo rinnovamento: una fase di transizione necessaria per ridisegnare ambizioni e identità del club.


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