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Fiorentina sprecona: punto striminzito, prestazione da minimo sindacale. La stagione deve finire in fretta

Una Fiorentina approssimativa e con poca verve riesce a creare occasioni ma non basta: il serbatoio gigliato sembra davvero agli sgoccioli

Fiorentina da 0-0, in tutti i sensi. In una giornata in cui si poteva ipotecare la salvezza con una bella vittoria in casa, è stata l’imprecisione a determinare poi il risultato finale.

POCA FREDDEZZA. Cos’è mancato a questa squadra? Quasi tutto: coraggio, freddezza, istinto killer, che oggi serviva contro una squadra ben organizzata ma che ha comunque concesso spazi, com’era prevedibile dalla lavagna tattica. La squadra di Grosso ha tenuto bene il campo e controllato il pallino del gioco per buona parte del primo tempo, poi ha provato a speculare sulla Fiorentina, che nel frattempo (soprattutto nelle prime battute della ripresa) si era guadagnata spazi importanti sulle fasce, ma anche centralmente, sfruttando spesso la velocità in campo aperto di Dodo - rapido e pericoloso si, ma anche pasticcione. Solomon invece spreca un’occasione ghiotta nella prima metà di gara, ma il piglio è giusto: l’ex-Tottenham sembra aver ripreso verve dopo lo stop per problemi fisici, ma neppure la sua imprevedibilità è bastata ad accendere un primo pomeriggio soleggiato e sonnecchiante. Comunque segnali incoraggianti da parte sua.

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CHANCE CREATE, MA CHE SPRECO. La Fiorentina non ha faticato a creare chance, piuttosto ha peccato d’imprecisione e queste sbavature hanno fatto la differenza. Che sia dovuto alla stanchezza o alla poca lucidità non è chiaro: per una volta abbiamo visto Gud al centro dell’attacco, nella sua centesima in Serie A, ma non ha quasi mai toccato il pallone, salvo un’occasione sotto porta in cui però l’islandese era in fuorigioco, e qualche sporadico colpo di coda. Harrison, che godeva di una discreta forma in tempi recenti, è stato altrettanto impalpabile. Anche da piazzato, vero tallone d’Achille dei neroverdi, la Viola è stata raramente pericolosa, segno che, probabilmente, la squadra non ha preparato questa partita con la sufficiente cura dei dettagli.

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CENTROCAMPO SPENTO. Il centrocampo non gira, mostrandoci un Fagioli con pochi guizzi, più presente in fase di non possesso che in quella di costruzione, mentre Mandragora ha giocato con sufficienza, rimediando inoltre un giallo sciocco, ed uscendo in maniera piuttosto polemica verso l’ora di gioco. La sua leadership in campo non si è sentita. Ndour non ha determinato, almeno per stavolta: ha cercato spesso di offrire scarichi sull’esterno per i compagni, ma per il resto ha giocato “di rimessa”. Tanto volume e poca sostanza. Le soluzioni dalla panchina non hanno cambiato il canovaccio, e questa partita deve accendere un campanello d’allarme nella testa di Paratici, per mettere mano a un reparto di cruciale importanza a cui sembra sempre mancare qualcosa, a livello di risorse, di leadership, di opzioni, di talento.

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Il linguaggio del corpo dei viola suggerisce resa: una squadra che prova ad onorare con fatica il pugno di partite rimanenti, ma totalmente prosciugata nelle energie e nelle motivazioni da una stagione che avrebbe tagliato le gambe a chiunque. La salvezza è stata “quasi” raggiunta con le unghie e con i denti, e a questo punto i nostri sembrano aver davvero tirato i remi in barca. Come capita spesso di sentire in quest’ultimo periodo, speriamo davvero che la stagione finisca presto, e che quella nuova porti un rinnovato entusiasmo e delle energie che oggi si sono viste, come al solito, a corrente alternata.


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