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Fiorentina, il cantiere resta aperto ma alcuni problemi sono da sistemare. Comuzzo vede Torino

La sconfitta di misura rimediata dai viola in terra inglese contro il QPR ha lasciato qualche sensazione positiva e qualche sensazione negativa

La Fiorentina nel primo vero test match stagionale perde per 3-2 contro il QPR: nessun dramma, e ci mancherebbe altro, è calcio di luglio (neanche di agosto). Un’amichevole che ovviamente va analizzata al di là del semplice risultato, e allora è giusto analizzare cos’è andato bene e cos’è andato meno bene.

I PIU’

Certamente tra le note positive si può inserire il centrocampo del primo tempo Atta-Oulai-Ndour (che rischia di essere anche il centrocampo titolare dell’inizio del campionato), con i tre elementi che si completano a vicenda nonostante una condizione fisica affatto ottimale. Oulai ha fatto intravedere le sue qualità, Atta (che a differenza di quanto visto a Udine è sceso molto anche per impostare) ha trovato il gol e qualche spunto discreto, Ndour è sempre il solito equilibratore: avesse anche il cambio di passo sarebbe un ottimo giocatore.

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Interessante anche la linea difensiva Dragusin-Viery, anche loro lontani dalla condizione ottimale ma è in queste gare che si cimenta l’intesa per tutta la stagione: hanno qualità importanti e possono completare una linea di difesa di tutto rispetto (niente da dire sui terzini Brescianini e Dodo per evidenti motivi). Jimenez ha dimostrato la sua duttilità che potrà tornare comodo a Grosso nel corso della stagione, abbinata ovviamente a quelle che sono le qualità che conosciamo.

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I MENO

I meno sono da imputare quasi più al mercato che ai singoli giocatori: Brescianini non è e non sarà il terzino sinistro della Fiorentina. In quel ruolo i viola aspettano Valdepenas che è sì con il Real Madrid ma che non ha giocato titolare nella prima uscita in amichevole dei blancos. Dodo invece si conferma terzino e anche molto, troppo, disattento e superficiale: causa il rigore, propizia il secondo gol e condisce la sua gara di tanti errori. Ma è sempre il solito Dodo, né più né meno di quello visto la passata stagione.

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Stesso discorso possiamo fare per Gudmundsson, impalpabile, e la coppia Kean-Piccoli. L’ex Cagliari trova il gol ma tra tutti e due fanno a gara a chi ne sbaglia di più e a chi è più fuori dal gioco. 

In tutti questi casi serve l’aiuto del mercato: serve che Paratici riesca a piazzare chi non ha più niente da dare alla Fiorentina, e serve farlo in fretta perché l’inizio della stagione sta per iniziare e andare a prendere i sostituti di questi titolari non è banale, anche perché contemporaneamente è necessario portare avanti la costruzione del reparto degli esterni.

In uscita, intanto, c'è Comuzzo: nelle prossime ore Fiorentina e Torino si incontreranno per discutere la formula dell'operazione con i granata che intanto hanno incassato l'ok del giocatore al trasferimento. Comuzzo è certamente tra i giocatori in uscita, quindi si tratta “semplicemente” di trovare la formula giusta per il trasferimento.

Tanto lavoro per Paratici che dovrà proseguire nella rivoluzione della Fiorentina da consegnare nelle mani di Grosso. E anche il tecnico dovrà dimostrare di avere ambizione, audacia e coraggio da trasmettere alla sua Fiorentina.

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