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Kean, pro e contro di una scelta che va fatta in fretta. Servono esterni d’attacco

Fiorentina alle prese con la fondamentale decisione da prendere su Kean. Serve accelerare per gli esterni d’attacco

Che fare con Kean? Il nodo è sempre lo stesso. La strada sembra tracciata: se arriva un’offerta ritenuta soddisfacente dalla Fiorentina e dal calciatore sarà ceduto, altrimenti può tranquillamente restare. Sembra facile, no? Peccato che da quel ‘se’ dipendano una serie infinita di potenziali ripercussioni. 

PASSATO. Chi è il vero Kean? Quello dell’ultima stagione o quello della precedente? Nel caso degli attaccanti si tende spesso a vedere lo storico delle stagioni. L’annata con Palladino è l’unico exploit di Moise. Le altre stagioni, a parte metà campionato al Psg, sono state più o meno come la scorsa. E ok i problemi fisici che ne hanno condizionato il rendimento, problemi che comunque in carriera ha spesso avuto, ma nella prima parte della stagione scorsa Kean si era mangiato una quantità di reti clamorosa (Cagliari-Fiorentina; Torino-Fiorentina etc), evidenziando un’importante perdita di smalto sotto porta. Da qui la domanda delle domande: Kean è un attaccante da 20-25 reti a stagione, oppure quello che ha fatto al primo anno di Fiorentina è stato un ‘caso’? A livello fisico come sta? Il problema accusato alla tibia potrebbe ritornare, è superato o è destinato ad influenzarne il proseguimento della carriera? La Fiorentina lo ritrova uno come il primo Kean? Perché se Moise dovesse tornare quello di due anni fa, allora potrebbe valer la pena di tenerselo stretto. Altrimenti, vista anche la ridotta capacità di far gruppo, meglio venderlo e cambiare strada. Come evidenziato, i dubbi sono enormi. Il rischio è di fare una scelta che si riveli sbagliata. Meccanismo che fa parte del lavoro di un dirigente. Il problema della precedente gestione è che gli acquisti hanno fatto sempre peggio dei ceduti. Fin qui il passato, poi c’è l’infinita lista di possibili ripercussioni su presente e futuro. 

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PRESENTE E FUTURO. A livello di caratteristiche tecniche resta da capire quanto Kean si addica alle idee di gioco di Grosso. O meglio della filosofia di calcio della nuova Fiorentina, opposta a quella in cui Kean ha dato il meglio di sé. Soprattutto, per completare la rosa Paratici e il club viola hanno bisogno di fare delle cessioni. Servono esterni offensivi per il 4-3-3, buoni e da chiudere in fretta. Non servono solo milioni da reinvestire, ma anche la certezza di poter affondare su quegli obiettivi. Se Kean dovesse andarsene (Moise è l’unico che potrebbe portare almeno 40 milioni di euro, al pari di Fagioli che però sembra poter rimanere), allora Paratici potrebbe provare ad andare a mettere a segno quei ‘piani A’ che ha in mente per le caselle di 7 e 11, altrimenti dovrebbe virare su ‘piani B’ (Koleosho, Cancellieri e altri rientrano tra questi). In caso di cessione di Kean, poi, dovrebbe arrivare un 9 titolare. Se resta Kean basterebbe trovare un sostituto di Piccoli, con l’ex Cagliari in uscita. Facile, no?

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SCELTA. In Inghilterra si potrà ammirare il trittico di centrocampo Atta-Oulai-Fagioli, oltre alla nuova difesa. Ma il nodo è sempre lo stesso: gli esterni offensivi? E la sensazione è che molto dipenda dall’uscita di Kean. Ogni decisione, in tal senso, potrebbe rivelarsi un azzardo. Ma la via è tracciata. La speranza è che la situazione si sblocchi in tempi veloci, ma soprattutto che Paratici non sbagli valutazioni, sia in uscita che in entrata.

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