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Fiorentina, un cantiere aperto che manda segnali positivi. Ma l'attacco è da rifondare

La seconda uscita stagionale è terminata con una sconfitta che non fa male, ma ha messo in evidenza le lacune della rosa

Tempo al tempo. E ci mancherebbe altro. I dirigenti della Fiorentina stanno rifacendo la squadra da capo, logico che per sistemare tutti i tasselli ci sia bisogno di tempo. Paratici e Goretti sono ripartiti da dietro, perché oltre ai cinque colpi già noti anche il sesto (Valdepenas) e il settimo (Joao Mario) rientrano nelle caselle dei difensori. Al netto di alcune uscite probabili (Dodo, Pongracic, Comuzzo…), il grosso del lavoro che attende i gigliati è senz'altro nel reparto offensivo. Logico che l'arrivo di eventuali centravanti dipenda esclusivamente dal destino di Kean e Piccoli, ma è alla voce ‘esterni offensivi’ - ormai un tormentone - che sono attesi gli investimenti più importanti. 

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OK IN MEDIANA. L'amichevole con il QPR (3-2) ha messo in mostra qualche scricchiolio difensivo di inizio stagione, con la coppia Dragusin-Viery che deve trovare i giusti automatismi e con Dodo (un po' svagato sui primi due gol) che non era in gran giornata. Apprezzabile il sacrificio a sinistra di Brescianini, ma anche lì qualcosa andrà fatto in assenza di Parisi fino a novembre. Il centrocampo è il reparto meno in difficoltà. Anzi. Atta conferma di poter essere molto prezioso, mentre Oulai sta prendendo confidenza con i compagni. Pochi dubbi sul loro rendimento, con Ndour che sarà protagonista. Più dubbi su Fagioli (la posizione di Oulai è sempre quella del play…), con la Fiorentina che non ha mai mollato Thorstvedt. Vedremo quel che accadrà anche con la possibile uscita di Fabbian, oltre quella sicura di Sohm. 

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CERCASI ESTERNI. In attacco si è risvegliato Piccoli. Una buona notizia (ma che bel lancio Fagioli!) mentre da Kean non sono arrivati sussulti. Moise è indietro di condizione. Molto più di tanti suoi compagni di squadra. Per adesso può essere anche un bene, c'è da capire se sia totalmente dentro il progetto viola o se - come in molti sospettano - le parti stiano lavorando per un addio. Di sicuro dovranno arrivare, e torniamo lì, i famosi esterni offensivi. Gudmundsson si adatta, così come Jimenez (bella fuga sul gol di Atta). I ricambi contro il QPR sono stati Croci e Mazzeo. Insomma, per giudicare la Fiorentina c'è bisogno che Paratici completi l'opera. Koleosho, Lang, Bakayoko, Mastantuono, Cancellieri o chi per loro. Per accendere la squadra di Grosso c'è bisogno di riempire quelle caselle lì.

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