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CorFio - Fiorentina, preoccupano i numeri della difesa: porta inviolata solo 3 volte su 22

Preoccupano anche i numeri della difesa: porta inviolata solo tre volte su 22. Vanoli fa meglio di Pioli in ottica media punti, ma non basta

Dal Cagliari al Cagliari, 153 giorni dopo. Da Pradè-Pioli a Goretti-Vanoli, dalla sessione di mercato estiva a quella invernale, dalle ambizioni dichiarate alla dura realtà: sono passati solo cinque mesi, eppure quasi nulla è rimasto tale a sé stesso. Un aspetto, però, sì. Il più rilevante, il più difficile da digerire: la classifica

All’epoca della prima partita della serie A 2025-26, la Fiorentina non avrebbe certo potuto immaginare un campionato costantemente in zona retrocessione, ma dopo 22 giornate, e con la sconfitta dolorosissima di sabato sulle spalle, la situazione è divenuta terribilmente complessa.

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E, a render ancor più pesante il tutto, vi è il tema degli scontri diretti. La Fiorentina infatti con le squadre dal 12esimo posto in giù — attualmente occupato dal Cagliari a quota 25 — ha raccolto appena sette punti in nove gare. Nessuno ha raccolto meno dei 7 punti della Fiorentina con gli avversari di cui sopra: non il Pisa e il Verona con 8, tantomeno le migliori della classe Parma (18) e il Cagliari (17). Per la squadra gigliata il rendimento negli scontri diretti evidenzia poi le criticità in fase difensiva.

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La Fiorentina è salita a 19 incontri su 22 con almeno un gol subito: i clean sheet restano quelli contro Torino, Pisa e Cremonese. Se 34 gol cumulati sono un elemento di per sé inequivocabile, ancor di più lo è quello relativo alle modalità con cui i viola sono capitolati negli scontri diretti, basti pensare al gol nel finale della partita di andata con il Cagliari, la rete subita sugli sviluppi di una rimessa laterale con il Verona, le maglie larghe in area di rigore contro Lecce e Parma fino alle due mortifere ripartenze subite sabato contro la formazione di Pisacane. Ingenuità in sequenza che la Fiorentina ha pagato a caro prezzo per un ulteriore motivo: i viola contro le squadre della prima metà della classifica hanno fino a oggi raccolto più applausi che punti (7 in 11 partite contro le prime nove della graduatoria). E in tal senso pesano ancor di più i punti dilapidati (5) nel finale contro Como, Lazio e Milan, con un misero bottino finale di 2 punti.

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La coperta, insomma, si è sempre più assottigliata. Per risalire non sono bastati 11 punti in 7 giornate (o 8 nelle ultime 5): la media di 1,08 punti a partita con Vanoli in sella — con 3 vittorie, 4 pareggi e 5 sconfitte, per 13 punti in 12 partite — al momento è sì un chiaro passo in avanti rispetto alla gestione Pioli (4 in 10, 0,4 di media) ma non sufficiente per uscire dalle sabbie mobili.

È bastata una singola partita, e una singola sconfitta, per restituire realismo e una brutale convinzione: la salita che conduce alla salvezza sarà più dura del previsto.


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