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«Coraggio, ambizione e identità»: parte così il ciclo Grosso. Ma da Commisso e Paratici servirà una rosa all'altezza

Autofinanziamento o no, taglio al monte stipendi o meno. Dagli States le linee guida per la stagione

E l'8 giugno arrivò l'annuncio ufficiale. Fabio Grosso è il nuovo allenatore della Fiorentina. Quattro giorni dopo l'addio al Sassuolo, l'ex terzino campione del mondo ha firmato il proprio contratto con i viola fino al 2028, con opzione per un'ulteriore stagione, a 1,2 milioni all'anno. Si riparte dunque da qui. E da alcuni concetti chiave.

I PRIMI CONCETTI. «Arrivo in un club prestigioso, con una tifoseria appassionata e una città che vive il calcio con grande intensitàle parole del neo tecnico –. Non amo mai fare promesse, ma consapevole delle responsabilità che mi aspettano, mi sento fin da subito di poter garantire serietà, professionalità e coinvolgimento nel costruire una squadra che abbia coraggio e ambizione». Eccole alcune parole di riferimento. Coraggio e ambizione. Da trasferire poi sul campo, dopo una stagione complessivamente disastrosa in cui si è centrata la salvezza a fatica. Nella quale il coraggio è spesso venuto meno e l'ambizione presto svanita dietro i personalismi. «Dopo una stagione difficile, vogliamo aprire una nuova fase con energia, ambizione e senso di responsabilità. Crediamo che Fabio abbia la personalità, il metodo e l’entusiasmo per aiutarci a costruire una Fiorentina più forte, più competitiva e sempre legata alla sua identità», ha fatto eco il presidente Giuseppe Commisso. Che dopo aver chiesto fiducia ai tifosi, ha accolto il nuovo allenatore tracciando i tratti del nuovo ciclo.

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OBIETTIVI. Questa la visione generale. Ma manca la declinazione specifica riguardo la direzione da prendere. Impegno economico, obiettivi sportivi. Il "fare meglio dello scorso anno" che si è sentito troppe volte, avrebbe poco senso. Così come d'altro canto i pensieri utopistici prospettati da Pioli la scorsa estate. Certo che Firenze avrebbe bisogno di (e vorrebbe) un progetto realistico, di calcio. Verrà esplicitato quando Paratici e Ferrari torneranno dalla missione americana? Si vedrà. Di sicuro sono questi i giorni chiave per il nuovo corso. Perché bene Grosso, le sue idee, il suo stile di calcio. Ma tanto passerà dalla scelta della famiglia Commisso e dalla bontà delle intuizioni di Paratici. Servirà una rosa all'altezza, insomma, con meno contraddizioni (intanto) rispetto al passato.

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GLI INTERROGATIVI. E poi i dubbi da sciogliere. Sarà un mercato in autofinanziamento, visti gli esborsi dell'ultima stagione, un'annata senza coppe e la solita questione degli introiti ridotti al Franchi? Ci sarà un netto taglio al monte stipendi, con relativa necessità di vendere chi guadagna di più senza d'altra parte la possibilità di "aggredire" obiettivi di un certo livello? Si vorrà subito provare ad entrare in Europa, o viste le possibili difficoltà verrà chiesta pazienza e un percorso più graduale? Questa linea potrà darla solo la proprietà. Mentre Paratici porterà al summit anche la sua visione complessiva, dall'organizzazione del Viola Park al settore giovanile, dalla comunicazione allo scouting. Aree d'intervento per migliorare il club a 360°. Sul campo si ripartirà dal 4-3-3 che può diventare 4-2-3-1. Alcune necessità sono evidenti: esterni offensivi, terzini in caso di probabile partenza dei titolari, almeno un centrale. Poi si vedrà in base alle cessioni. Dal portiere al centravanti, passando per la mediana. Un'estate lunga e con tantissimo lavoro da fare. Con la necessità di ricostruire il rapporto con la piazza e riconquistare credibilità.

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