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Commisso parla, ma l’obiettivo resta vago. Paratici è la speranza, ma con quali fondi e per quale progetto?

Il presidente ha condiviso con la piazza un pensiero lungo, ben costruito, ma povero di sostanza in vista della prossima stagione

Giuseppe Commisso è tornato a parlare per fare il punto della situazione al termine di una stagione tanto dispendiosa quanto deludente. Un discorso lungo, sentito, “emozionale” come avrebbe detto Paulo Sousa, ma più attento alla forma che alla sostanza. Tanti buoni propositi per il futuro ma non un piano chiaro o un obiettivo dichiarato.

Un modo di comunicare opposto rispetto al padre, ma che ha in comune la poca chiarezza sui reali obiettivi della Fiorentina e della proprietà. Che la stagione passata non debba essere ripetuta è una certezza tanto granitica quando scontata, non è invece chiaro quale sarà il progetto della Fiorentina con Grosso in panchina.

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Rilanciarsi sì, ma verso dove?

Fare meglio della passata stagione è una banalità non più ripetibile a Firenze, specie dopo una stagione del genere. Senza un obiettivo dichiarato chiaramente si dovrà interpretare il mercato e di conseguenza immaginarsi un obiettivo finale da parte della Fiorentina. Ma quello che ci aspetta sarà un mercato con pochi euro a disposizione, e in cui dovrà emergere la bravura di Fabio Paratici

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Il direttore sportivo, al suo primo mercato a Firenze, è chiamato a ricostruire la Fiorentina con pochi soldi, ma dall’altra parte ci sarà comunque una piazza che vorrà tornare a vedere del bel calcio e anche qualche vittoria in più rispetto alla passata stagione.

Sarà un mercato fatto più di idee che di soldi, con Paratici che dovrà andare a cercare i talenti giusti anche nei campionati più lontani dalla Serie A. Il viaggio negli USA servirà a tracciare a tavolino la strategia estiva, sperando che almeno nelle segrete stanze si parli chiaramente dei prossimi obiettivi della Fiorentina.

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Cessioni, tante e tempestive

La speranza è che pronti via Paratici riesca a cedere tutti quei giocatori non più riproponibili a Firenze. Su Dodo abbiamo già scritto che è indirizzato verso la Roma, per Kean, invece, si andrà per le lunghe (almeno a fine luglio). La Fiorentina sta anche provando a sistemare la questione De Gea: guadagna troppo ed è necessario trovare una soluzione alternativa.

Poi ci saranno coloro che rientreranno dai rispettivi prestiti e giocatori attualmente in bilico come Gosens, Gudmundsson, Mandragora, Comuzzo, Pongracic, Fabbian. Il mercato in uscita, dunque, sarà tanto delicato quanto importante per abbassare il monte ingaggi e finanziare le entrate.

Progetto: conta l’obiettivo tanto come lo si raggiunge

Ripartire, anche da metà classifica, ma con una squadra giovane, di talenti interessanti, con un percorso di crescita incentrato sull’allenatore e sui giovani talenti potrebbe essere anche condiviso dalla piazza. Una squadra vivace, giovane, sbarazzina, capace di mettere in campo qualità e belle speranze sarebbe la soluzione migliore per ripartire, anche con un posizionamento in classifica fuori dall’Europa.

Raggiungere lo stesso risultato con il solito carrello dei bolliti, invece, darebbe la sensazione di aver buttato al vento un’altra stagione (senza dimenticare che la prossima sarà quella del centenario). Evitare ciò che è stato fatto, quindi, in quasi tutta la gestione Commisso: evitare carneadi ormai ex giocatori. 

Si può perseguire lo stesso obiettivo con filosofie diametralmente diverse: una con una prospettiva di crescita, una per vivere alla giornata senza visione sul futuro.


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