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Al via la missione americana: budget, monte ingaggi e non solo. Nasce la 'nuova' Fiorentina

Domani la partenza dei dirigenti alla volta di New York. Atteso a stretto giro di posta l'annuncio dell'ingaggio di Grosso

La Fiorentina si prepara a vivere giorni che potrebbero indirizzare in maniera decisiva il proprio futuro. Almeno quello immediato. Alessandro Ferrari e Fabio Paratici voleranno nelle prossime ore a New York per una missione destinata a durare circa una settimana, durante la quale si confronteranno con Giuseppe e Catherine Commisso sui programmi della società. Al termine degli incontri, i dirigenti viola faranno ritorno a Firenze nel prossimo fine settimana con l'obiettivo di aver definito le basi del nuovo progetto tecnico.

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GROSSO, MANCA SOLO L'ANNUNCIO. Se c'è un punto fermo da cui ripartire, questo è rappresentato dalla guida tecnica. Fabio Grosso, infatti, è ormai da giorni il nuovo allenatore della Fiorentina. L'annuncio ufficiale non è ancora arrivato, ma dopo aver risolto gli ultimi aspetti legati alla separazione dal Sassuolo, l'ex campione del mondo è pronto a sottoscrivere un accordo biennale con opzione per una terza stagione. Una scelta fortemente sostenuta da Paratici, che conosce Grosso fin dai tempi del settore giovanile della Juventus e che ha contribuito al suo percorso da allenatore. Scelta che ha attirato qualche critica per il benservito dato a Vanoli, ma la società - pur stimando molto il tecnico varesino - ha deciso di aprire un capitolo tecnico completamente nuovo.

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BUDGET. Archiviata la questione allenatore, restano però numerosi temi da affrontare. In primo piano c'è la definizione delle risorse economiche che verranno destinate al mercato estivo. Una parte significativa del budget potrebbe dipendere dalle cessioni e alcuni nomi continuano a essere indicati come possibili protagonisti in uscita, tra cui Dodo e Gudmundsson. Parallelamente, la società viola sta valutando interventi per alleggerire il monte ingaggi. In quest'ottica, restano da monitorare le posizioni di giocatori dal peso economico rilevante come David De Gea e Robin Gosens. Oggi di incedibili all'interno della rosa ce ne sono pochi. Completamente blindati sono forse soltanto un paio di elementi e rispondono ai nomi di Fagioli (la nuova Fiorentina nascerà intorno a lui, salvo offerte da capogiro) e Ndour. Quest'ultimo è molto apprezzato da Paratici, oltretutto una cessione adesso avrebbe poco senso perché comunque la metà del ricavato dovrebbe essere girata al PSG che ha mantenuto il 50% sulla futura rivendita. 

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REBUS KEAN, MA SERVE TEMPO. Particolarmente delicata è poi la situazione di Moise Kean. L'attaccante rappresenta uno dei casi più importanti dell'estate viola e il suo futuro potrebbe incidere profondamente sulle strategie del club, quantomeno in attacco. La sensazione è che eventuali sviluppi possano andare oltre la finestra temporale (1-15 luglio) legata alla clausola rescissoria da 62 milioni di euro. Già dal summit americano si capirà quella che è l'idea di partenza intorno a Moise. Logico pensare a una cessione davanti a una buona offerta, ma Paratici potrebbe anche essere stuzzicato dall'idea di rilanciarlo in viola. Per un motivo semplice: per prendere un sostituto di livello servirebbero tanti milioni di euro.

NON SOLO CAMPO. La trasferta americana, tuttavia, non servirà soltanto a pianificare acquisti e cessioni. Paratici è chiamato a confrontarsi con la proprietà anche su aspetti più ampi riguardanti l'organizzazione del club. L'intenzione è quella di intervenire su più livelli, dalla struttura operativa alla gestione quotidiana. Al vaglio l'area medica e l'area comunicazione. Potrebbero arrivare nuove figure nell'ambito di una riorganizzazione che Paratici ritiene fondamentale. 


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