Vite Viola - Toto-allenatore
Da Sarri a Mourinho, passando per Iachini e Grosso: tutti i candidati per la panchina della Fiorentina tra suggestioni e ironia
Uno dei temi caldi in città nelle ultime settimane è quello riguardante chi siederà sulla panchina della Fiorentina nella prossima stagione. L’opinione pubblica, tanto per cambiare è spezzata: c’è chi vorrebbe la conferma di Vanoli, che ha portato la squadra alla (oramai quasi assicurata) salvezza, subentrando in corsa quando la situazione sembrava irrecuperabile; e poi c’è chi, pur ringraziando il mister per i punti fatti, preferirebbe vedere qualcun altro avvicendarsi alla guida della squadra, soprattutto per dare una rinfrescata all’ambiente dopo una stagione a dir poco complicata. Impazza quindi il toto nome, fra sogni dei tifosi, minestre riscaldate e voci di corridoio. Andiamo a vederli tutti.
MAURIZIO SARRI
PERCHÉ SÌ. Il prediletto di tutta la tifoseria, un amore corrisposto. Sarri porterebbe con sé bel gioco (campagna acquisti permettendo), entusiasmo e la sana schiettezza che lo contraddistingue. Già vediamo la coppia Solomon-Harrison in modalità Insigne-Callejon (non quello visto a Firenze).
PERCHÉ NO. “Sigarette, sigarette, tra il bene e il male scelgo sempre sigarette”, musica di Lucio Corsi, testo di Maurizio Sarri. L’attuale tecnico della Lazio è il più irrecuperabile tabagista del mondo del calcio dai tempi di Marcello Lippi. Il rischio, assumendolo, è di vedere gran parte del budget sparire nelle tabaccherie piuttosto che nella campagna acquisti. Inoltre, si trasformerebbe il Viola Park, fiore all’occhiello della società, nel posacenere più all’avanguardia d’Europa.
JOSÉ MOURINHO
PERCHÉ SÌ. La sua carriera parla per lui. Ha allenato e vinto in tutta Europa. Tecnico super carismatico, capace di creare un rapporto viscerale sia con i suoi giocatori che con la piazza. Allenatore vincente anche in Europa, ha portato la Conference League a Roma, chissà che magari non possa portarla anche a Firenze.
PERCHÉ NO. Come scritto sopra, potrebbe farci vincere la Conference League. Il problema di vincere la Conference League, è che prima devi giocare la Conference League. E noi siamo stanchi, molto stanchi, di giocare la Conference League.
BEPPE IACHINI
PERCHÉ SÌ. Per una volta potremmo evitare collettivamente di farci illusioni sul fare una grande stagione, rassegnandoci in partenza di farne una da centro-bassa classifica, e godercela così fin dall’inizio. Chiamiamolo a giugno prima di doverlo fare a dicembre.
PERCHÉ NO. Basta Beppe, il berretto da baseball con il completo elegante non si può vedere. Mi dispiace dover essere io a dirtelo, ma è così. È il momento delle decisioni difficili: o il cappello con un vestiario più casual, o il completo liberando la chioma. Sorprendici.
FABIO GROSSO
PERCHÉ SÌ. Quest’anno il suo Sassuolo, neopromosso, ha fatto una grande stagione, raggiungendo una salvezza più che tranquilla. È giovane e di buona prospettiva. Soprattutto, sarebbe schierabile come terzino sinistro in caso di partenza di Goesens. Ottimo tira rigori, anche se ce ne ricordiamo uno soltanto.
PERCHÉ NO. È gobbo.
ALBERTO MALESANI
PERCHÉ SÌ. Allenatore rimasto nel cuore dei tifosi, porterebbe con sé esperienza e vaste conoscenze calcistiche ma soprattutto enogastronomiche, aspetto su cui la squadra sembra mostrare carenze.
PERCHÉ NO. Dopo tre sconfitte di fila, alto rischio di escalation verbale, che porterebbe la FIGC a introdurre sottotitoli e parental control nelle conferenze stampa.
FABRIZIO CORONA
PERCHÉ SÌ. È (apparentemente) l’uomo più informato d’Italia sui fatti altrui. Potrebbe sfruttare questa sua qualità per sapere in anticipo le formazioni avversarie o, più subdolamente, ricattare i giocatori delle altre squadre con foto compromettenti, spingendoli a fare brutte prestazioni contro la Fiorentina. Spoiler: alla fine le foto le fa uscire comunque.
PERCHÉ NO. Forte rischio che le conferenze stampa del Mister escano a puntate sul canale YouTube di “Falsissimo”. Inoltre, l’ultimo ex galeotto che abbiamo avuto in squadra è stato Kokorin. Serve aggiungere altro?
FLAVIO BRIATORE
PERCHÉ SÌ. Porterebbe alla squadra una mentalità vincente e Fernando Alonso come autista della squadra in trasferta.
PERCHÉ NO. Aprirebbe un Billionaire al posto delle Curva Fiesole, dove i cocktail costerebbero più di un abbonamento al Franchi.
CARLO CONTI
PERCHÉ SÌ. Tifosissimo viola. Viene da due buone annate sulla panchina del Sanremo, dove il gioco non è stato spumeggiante ma i risultati a casa li ha portati. Lo staff tecnico verrebbe arricchito con nomi che porterebbero fantasia ed entusiasmo, come Panariello e Pieraccioni, quest’ultimo fine conoscitore di calcio spagnolo e sudamericano, al pari solo di Macìa.
PERCHÉ NO. Il rischio di lasciar partire De Gea, Fagioli e Kean, e di veder arrivare Nigiotti, Renga e J-Ax è alto, bisogna dirlo.
Vite Viola
“Vite Viola” è la rubrica umoristica di LaViola.it, curata da Lorenzo Catalini. Qui il comico gioca da battitore libero e da tifoso nevrotico, raccontando con ironia non tanto la Fiorentina in campo, quanto tutto ciò che le gira attorno: partite viste in posti improbabili, incontri bizzarri allo stadio e non, speranze, dubbi e piccole ossessioni da tifoso. E poi le grandi domande: «C’è vita su Marte? E, nel caso, se ne trovano di terzini decenti?». Una rubrica a metà fra racconto e articolo, su qualsiasi cosa riguardi quella faccenda serissima che è tifare Fiorentina, ma senza mai prendersi sul serio.


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