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Paratici, priorità agli esterni. Primi rinforzi da consegnare a Grosso per il ritiro

Koleosho, si può fare in tempi brevi. Da Kostic a Lang, fino a Cancellieri: Paratici cerca l'occasione. Anche tra i terzini

Diciotto giorni all'inizio del ritiro. Una marea di lavoro da fare tra entrate e uscite. Il mercato, del resto, non è ancora iniziato, ma contatti e idee vanno avanti. Servirà pazienza e sangue freddo, inevitabile, per capire dove porterà la rivoluzione targata Paratici. Rivoluzione prima organizzativa (già diversi innesti nello staff, di campo e societario) e filosofica (vietato vivacchiare o rimanere 'piatti', serve una rincorsa per puntare ai primi posti), poi sulle scelte di mercato. Firenze attende, il ds ha chiesto fiducia per attuare un cambiamento importante. Con Grosso, allenatore che deve essere anche «dirigenziale», le decisioni saranno condivise.

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PRIMO ARRIVO? E allora si dovrebbe partire, anche per necessità, dagli esterni. Di ruolo, per il 4-3-3 o 4-2-3-1, c'è ad oggi solo Sottil, di rientro da un prestito poco scintillante al Lecce (e da fine febbraio non ha più giocato per un problema fisico). Troppo poco per permettere a Grosso di iniziare il lavoro al Viola Park in maniera decente, considerata poi l'importanza delle ali nel suo stile di gioco. Il primo acquisto della gestione Paratici potrebbe essere così Luca Koleosho, classe 2004 talentino azzurro che ancora deve affermarsi in pieno. I segnali migliori, fin qui, li ha dati forse con l'Italia U21, non solo per i numeri (4 gol e 3 assist in 14 gare, mentre l'ultima stagione in Ligue 1 l'ha chiusa con 16 apparizioni, di cui 3 da titolare, con 3 gol e 1 assist). Qualità ci sono, il curriculum è da costruire. L'intesa con il giocatore già c'è, quella con il Burnley proprietario del cartellino si sta trovando soprattutto sulle cifre (intorno ai 10 milioni più bonus) in attesa della formula giusta (la Fiorentina spinge per un prestito con obbligo di riscatto condizionato, gli inglesi vorrebbero subito il titolo definitivo).

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ALTI INGAGGI. Un esterno che può giocare su entrambe le fasce, Koleosho, anche se predilige la corsia mancina. Stessa zona di campo, ma con caratteristiche ben diverse, di Filip Kostic, classe '92 che si svincola dalla Juventus. Nell'ultimo anno bianconero percepiva un ingaggio non banale, da 2,5 milioni netti più (ricchi) bonus. L'idea è concreta, la necessità di ridursi lo stipendio per arrivare a dama è reale. E poi Noa Lang, reduce da una stagione complicata tra Napoli e Galatasaray. Anche in questo caso stipendio importante (oltre 2,5 milioni annui), ma possibilità che si può aprire in prestito dai partenopei: può dipendere anche dalla valutazione di Allegri nelle prossime settimane.

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CORSA E DRIBBLING. Saranno invece giorni importanti per il futuro di Manor Solomon. Paratici non ha chiuso alla sua permanenza: lo conosce bene, sa cosa può dare e si è visto anche nei mesi in prestito da gennaio. Ma i 10 milioni del diritto di riscatto dal Tottenham non verranno pagati. Se gli Spurs accetteranno una riduzione della cifra (intorno alla metà) l'israeliano potrebbe essere confermato. È un calciatore che fisicamente paga qualcosa, ma la qualità c'è e giocando una volta a settimana può essere gestito con più regolarità. Mentre un altro dei profili seguiti è quello di Matteo Cancellieri, classe 2002 della Lazio in scadenza tra un anno. Mancino che gioca prevalentemente sulla destra: rapido anche se fin qui discontinuo, può lasciare la Capitale per una cifra non elevata e guadagna attualmente meno di un milione a stagione. Pista da tenere in considerazione. Così come il duo del Sassuolo, Volpato e Laurienté, che però hanno valutazioni ad ora elevate (15-20 milioni il primo, 20-25 il secondo).

TERZINI. Ma non solo ali offensive. Anche terzini. Dodo e Gosens sono ancora i titolari fino a quando il mercato non li porterà altrove. Situazioni molto diverse. Il brasiliano è in scadenza e non vuole rinnovare, la Fiorentina continua a valutarlo intorno ai 15 milioni. Finora nessun appoccio concreto dalle pretendenti. Con Grosso può nascere una storia diversa? Complicato, molto complicato. Anche se, quando si cambia allenatore (vedi ad esempio Milenkovic con Italiano) può succedere di tutto. Mentre su Gosens pesano sia uno stipendio elevato, sia un rendimento fisico non eccezionale degli ultimi mesi. Lui vorrebbe restare, la società non sembra della stessa idea. A sinistra Paratici si era mosso anche per Ruggeri, obiettivo ambizioso ed oneroso anche se l'Atletico Madrid sta chiudendo da quella parte per l'arrivo di Grimaldo dal Leverkusen. Mentre a destra, dove Fortini è un altro destinato a partire (c'è forte il Torino), piace Norton-Cuffy, per il quale però il Genoa vorrebbe monetizzare (con più di 15 milioni). Un giocatore di gamba ma la cui adattabilità ad una difesa a quattro, soprattutto in fase difensiva, andrebbe valutata.


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