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Ri-partire, quasi da zero. Paratici e la (piccola) bocciatura ai trionfalismi per i settimi/ottavi posto precedenti

La Fiorentina riparte da e con Fabio Paratici. O meglio, ri-parte, perchè fin qui è stato perso anche troppo tempo

Non sarà una scalata ai vertici rapida, almeno nei piani e nei programmi. Poi, ovviamente, non è detto che non possano essere bruciate le tappe, ma dovrebbero incastrarsi tutta una serie di tasselli di un domino in cui ci saranno mille variabili. La Fiorentina riparte da e con Fabio Paratici. O meglio, ri-parte. Dalle parole del ds viola si può facilmente intuire come, nel periodo precedente al suo arrivo, siano state sbagliate una caterva di cose. Non solo in termini di singoli giocatori, quelli li ha sbagliati anche lui (Fabbian, per esempio), quanto a livello di struttura. La Fiorentina deve cambiare le proprie fondamenta, dallo scouting alla difesa del proprio patrimonio (opposto, in tal senso, l’approccio comunicativo su Comuzzo rispetto a Pradè), dalla geografia alla filosofia del proprio mercato. Alcune aree del mappamondo, ad esempio, con Pradè non sono mai state neanche esplorate, mentre i rapporti con alcuni agenti e procuratori sono stati fin troppo stretti per non farsi delle domande (non che non si possa fare, ma avere tutto l’attacco rappresentato dallo stesso agente, insomma, non è stata una grande idea).

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TEMPO PERSO, NUOVO TEMPO. Dalle parole di Paratici si evince che, sostanzialmente, quello che è stato fatto prima non ha funzionato. Va azzerato, o quasi, ripensato, rimodellato per rilanciare il club viola verso una dimensione nuova, migliore. Un salto che si sperava potesse arrivare molto prima, che non è mai arrivato per svariate motivazioni che, ormai, rappresentano il passato. Rocco Commisso arrivò facendo tanti proclami, chiedendo anche il tempo necessario per imparare a muoversi in un mondo come quello del calcio italiano di cui aveva solamente un romantico ricordo. Purtroppo la realtà ha detto che quella scalata non è riuscita, che nel frattempo altre realtà hanno stabilmente superato la Fiorentina nelle gerarchie del calcio italiano, tra chi ha vinto almeno un trofeo e chi è entrato nel circolo virtuoso della Champions. In pratica, la Fiorentina ha perso tempo. Quello che adesso ha chiesto Paratici.  

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NON FLAT. Un tempo che sarà necessario per non restare ‘flat’, cioè per generare un percorso che sia ambizioso, che sia volto a migliorarsi sempre, non a sognare tanto per sognare, ma per far sì che un sogno diventi l’obiettivo. Concetti che potrebbero sembrare ‘supercazzole’, ma che possono anche apparire come una piccola bocciatura di quei trionfalismi con cui sono stati accolti i vari settimi e ottavi posto raggiunti negli anni scorsi, facendo passare giocatori normali come super eroi, con poi scelte e altre scelte che hanno portato la Fiorentina quasi nel baratro. Tanto che, oggi, c’è l’assoluta necessità di rivoluzionare se non tutto, quasi.

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FATTI. Bene le parole, adesso serviranno i fatti. La Fiorentina non può e non deve gioire di arrivare settima/ottava. Molto del nodo sta qui. E infatti ci sarà da ri-partire quasi da zero, non per caso.


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