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La Nazione – Ferrari e Paratici tracciano la rotta: «Per una Fiorentina competitiva e duratura»

Con la conferenza stampa dei due dirigenti si apre il nuovo corso viola: smentita la cessione, avanti con i Commisso

Aria di rifondazione e forti tinte d'ambizione, traendo insegnamento dal recente passato come monito dal quale ripartire, scrive La Nazione. Ieri al Media Center del Viola Park, dopo il viaggio negli Stati Uniti e i colloqui con il presidente Giuseppe Commisso e la signora Catherine, la Fiorentina ha tracciato la rotta del proprio futuro attraverso la voce dei suoi massimi dirigenti. Il direttore generale Alessandro Ferrari e il direttore sportivo Fabio Paratici, in una conferenza stampa fiume, hanno blindato alcuni concetti fondamentali e smentito categoricamente le voci di cessione del club, rilanciando un progetto a lungo termine.

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COMPETITIVA E DURATURA. Il filo conduttore è stato intrecciato sulla costruzione di una mentalità vincente, solida e proiettata nel tempo. «Vogliamo una Fiorentina competitiva e duratura», ha scandito Paratici, delineando i cardini del mercato – senza fare nomi – e della nuova gestione tecnica affidata a Fabio Grosso, definito «unico candidato, adatto come profilo». Prima però un saluto e un ringraziamento a Paolo Vanoli: «Ha fatto un grandissimo lavoro. Credo che in questi ultimi cinque mesi abbiamo fatto un bel lavoro per supportarlo. Poi bisogna prendere delle decisioni». Un concetto – quello della continuità – ribadito più volte e sostenuto dalla presidenza Commisso per spingere l'ambiente oltre le passate incertezze. «Per mentalità non accetto l'ottavo posto per quattro anni di fila. Bisogna rischiare per crescere, siamo qui al lavoro per far sognare i nostri tifosi, ma ci vuole pazienza», ha aggiunto Paratici.Guai però a parlare di budget: «Non è dato solo dal mercato, ma da un insieme di fattori: entrate, uscite, lo stadio e il commerciale».

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AMBIZIONE. La parola d'ordine è ambizione, strettamente connessa alla sostenibilità e alla concretezza economica. A fare eco alle dichiarazioni di Paratici è stato Ferrari: «Siamo tornati dagli Usa carichi di responsabilità e di emotività». E ancora Paratici: «L'annata che si è appena conclusa ci ha insegnato che bisogna analizzare ogni dettaglio con la massima attenzione, che a volte occorre limitarsi nel sognare restando estremamente concreti». Ferrari ha poi colto l'occasione per chiarire l'assetto societario: «I Commisso rappresentano il presente e il futuro di questa società. La Fiorentina non è in vendita». Il dg ha espresso anche ottimismo per una ricucitura dei rapporti istituzionali legati al club: «Antognoni e il centenario? Spero vivamente che la situazione si risolva al più presto».

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CAPITOLO MERCATO. Il mercato resta inevitabilmente lo snodo cruciale per tradurre le parole in fatti sul campo. Paratici ha preso di petto le questioni più calde, a partire dal futuro di Moise Kean: «È un patrimonio anche del calcio italiano, vogliamo fortemente che resti a Firenze», lasciando però uno spiraglio aperto: «Il destino non dipende solo da noi, ma la nostra intenzione è chiarissima». Grande fiducia anche su Ndour – «È al centro del progetto» – e difeso Comuzzo – «Dobbiamo avere cura di lui». Firenze ha ascoltato, la dirigenza ha parlato. La nuova era viola si apre sotto il segno del coraggio e di una stabilità duratura. Le intenzioni, poi, vanno tradotte in risultati concreti: come dicono negli Stati Uniti, «Ball don't lie» – la palla non mente. E il campo parla.


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