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Il Sognatore Viola - Le ragioni per le quali si potrebbe considerare di riconfermare Vanoli

Tra salvezza da blindare e ambizioni da ricostruire, il tecnico viola divide: i numeri delle ultime gare saranno decisivi?

Una Fiorentina “operaia” guadagna un punto al Via del Mare, contro il Lecce. E il tifoso viola è diviso, tormentato, tra la soddisfazione per il punticino guadagnato e la delusione per l’assenza di gioco e di ambizioni della squadra, che, chiaramente, si è accontentata di questo pareggio. Altrimenti, la squadra avrebbe cercato di spingere di più quando era in vantaggio, invece di lasciare l’iniziativa al Lecce.

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Dopo il gol del pareggio del Lecce, abbiamo rivisto gli spettri e i fantasmi di quando la Fiorentina finiva per perdere in modo quasi sistematico tutte le partite, anche quando andava in vantaggio. Fortunatamente, la Fiorentina ha retto e, nella mediocrità della nostra stagione, questo punto va benissimo, perché mantiene invariato il distacco di +8 punti sulla zona retrocessione. Alcuni mesi fa avremmo tutti firmato per essere in questa posizione di classifica relativamente tranquilla a cinque partite dalla fine del campionato. Mancano circa quattro punti alla salvezza matematica, tuttavia Vanoli e la squadra devono cercare di onorare questo finale di campionato e di risalire la classifica.

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Io sono del parere che, per considerare l’idea di riconfermare Vanoli l’anno prossimo, la squadra dovrebbe fare almeno 11 punti nelle cinque partite che rimangono: tre vittorie e due pareggi, oppure quattro vittorie. In questo modo, la Fiorentina chiuderebbe il girone di ritorno con 34 punti, visto che ne ha fatti 23 finora, che sarebbe una media da Europa League. A quel punto, numeri alla mano, potrebbe anche avere una sua logica conservare Vanoli, che conosce già pregi e difetti della squadra e che è riuscito a ridare carattere e voglia di lottare a questi giocatori, che sembravano così mosci e molli a inizio stagione.

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Ci sono opinionisti che da parecchie settimane titolano «via Vanoli», perché sanno che molti tifosi considererebbero la sua riconferma come una mancanza di ambizione da parte della proprietà. Tuttavia, sono gli stessi opinionisti che criticavano Palladino lo scorso campionato, e ci può anche stare non apprezzare quel tipo di gioco, e che hanno incensato l’arrivo di Pioli. E questo è più difficile da digerire, perché, per una ragione o per l’altra, Pioli ha combinato solo disastri e, dall’ambizione di lottare per un piazzamento Champions, la Fiorentina è precipitata in zona retrocessione, facendo il peggior inizio di campionato della sua storia. Quindi, per prudenza o per scaramanzia, bisognerebbe essere più equilibrati nei nostri giudizi: Vanoli non è stato assunto per dare un bel gioco alla Fiorentina; la sua prima e unica missione era salvare la squadra, far capire a questi giocatori come lottare e sudare la maglia, rimanendo concentrati in campo. Lo scopo era fare il massimo dei punti, sacrificandosi in campo e difendendosi con le unghie e con i denti.

Prendete l’esempio di De Zerbi, uno degli allenatori che una parte dei tifosi e della stampa avrebbe visto di buon occhio sulla panchina della Fiorentina. È stato chiamato dal Tottenham per cercare di salvare gli Spurs, che erano precipitati al diciottesimo posto sotto la guida di Tudor, un altro allenatore accostato alla Fiorentina la scorsa stagione, e, dopo due partite, De Zerbi ha ottenuto un solo punto. Questo per dire che nessuno ha la bacchetta magica e non è detto che un altro allenatore avrebbe potuto fare meglio di Vanoli, né dal punto di vista dei risultati né da quello del gioco.

La domanda è se Vanoli possa trasformarsi da allenatore capace di trascinare una squadra disunita verso una salvezza insperata a tecnico in grado di gestire e motivare una squadra che lotta per un piazzamento europeo. E, se la matematica può essere una fonte oggettiva, la Fiorentina è attualmente a 3 punti dall’Atalanta, che occupa il quarto posto nella classifica del girone di ritorno. Quindi la Fiorentina sarebbe in lotta per l’Europa che conta. E avrebbe quindici punti in più del Pisa, terzultimo, un vantaggio molto ampio.

Non sto affermando che bisogna tenere Vanoli per forza, al contrario. Sto solo dicendo che, numeri alla mano, occorre analizzare il rendimento della squadra, ora e a fine campionato, senza escludere in modo categorico uno scenario o l’altro.

Può darsi che, avendo tutta la squadra al completo e nuovi interpreti in alcuni ruoli chiave, Vanoli possa essere in grado di far giocare la squadra meglio: c’era stata una fase del campionato durante la quale la Fiorentina giocava abbastanza bene, la partita contro il Milan per fare un esempio, senza raccogliere quanti punti meritasse. Si può anche ipotizzare che il doppio impegno abbia portato via molte energie e, ovviamente, l’assenza di Kean, uomo faro di questa squadra, e quella di Parisi, l’equilibratore, si fanno sentire. Poi, vedendo la crescita di Parisi e di Ndour, si può anche immaginare che alcuni acquisti che non hanno reso quanto ci si aspettava possano ambientarsi meglio la prossima stagione, penso a Fabbian, Brescianini, Fazzini, in un contesto più sereno.

Se un allenatore è come un professore di scuola o d’università, a volte un po’ di continuità può giovare agli studenti. A volte ci vogliono parecchi mesi prima di adattarsi ai metodi di un nuovo professore o di un nuovo allenatore. La squadra ora conosce Vanoli e gli dà anche fiducia, visto che l’ha tirata fuori da una situazione disperata. La continuità potrebbe anche dare uno slancio alla Fiorentina nel prossimo campionato.

E farò un paragone storico che pochi fiorentini conoscono. C’era una volta il principe Faccardino (Fakhr al-Din II) in Libano, nel lontano Seicento. Faccardino era di fede drusa; tuttavia i drusi, che credono nella reincarnazione, come i cristiani, erano una minoranza nell’Impero ottomano e quindi decisero di formare un’alleanza sotto il suo regno. Nel 1613 Faccardino fu costretto a lasciare il Monte Libano a causa delle persecuzioni dei turchi e si rifugiò in Toscana, alla corte dei Medici. Fu accolto da Cosimo II de’ Medici e soggiornò a Firenze per cinque anni, fino al 1618. È così che Faccardino entrò in contatto con il Rinascimento, rimanendo molto impressionato da tutte le opere architettoniche toscane. E quando tornò in Libano in nave, attraversando il Mar Mediterraneo, Faccardino portò con sé ingegneri, architetti e idraulici fiorentini. Ci sono ancora palazzi, castelli e ponti che risalgono a quel periodo, e Faccardino fu considerato il fondatore di un Libano moderno, più autonomo e organizzato nella lotta contro gli Ottomani.

La Fiorentina, in questo momento e nel futuro più vicino, non ha bisogno di un sublime monarca come Luigi XVI, a cui Pioli mi fa pensare; al contrario, la Viola ha bisogno di un condottiero umile, che scenda nel fango con i giocatori, che urli e sbraiti, anche se è insopportabile per gli orecchi più raffinati, e che faccia il massimo con il materiale umano che ha a disposizione, perché è impossibile e impensabile cambiare tutta la rosa quest’estate. Non sarò certamente io, Sognatore Viola, a scegliere il prossimo allenatore, né a influenzare questa scelta, dal mio lontano Libano, così poco considerato per decenni dal resto del mondo. Tuttavia, essendo anche toscano e grande tifoso viola, posso condividere con voi un punto di vista diverso, perché, quando si guarda un paesaggio o una città da lontano, l’orizzonte è molto più vasto.

Vanoli potrebbe essere il nostro Faccardino. Un uomo umile e poco considerato, che potrebbe crescere insieme a questa squadra, usando tutte le difficoltà che hanno attraversato insieme per scolpire una nuova identità, forse non esteticamente bella, ma efficace e magari vincente.

Erik Vincenti Zakhia è uno scrittore, poeta, ingegnere, esperto di permacultura e attivista per la pace, oltre che un tifoso della Fiorentina. Ha 34 anni, ed abita ad Amchit, in Libano, con la sua famiglia (tutti tifosi viola)


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