Il Sognatore Viola - La Fiorentina deve vincere contro il Sassuolo, senza se e senza ma
I viola devono “continuare a macinare punti”: battere Grosso chiuderebbe quasi il discorso salvezza e darebbe forza a Vanoli.
La Fiorentina ha già dimostrato, nel girone di ritorno, di essere capace di vincere quando era costretta a farlo, anche contro avversari di livello. Le vittorie esterne di Bologna e di Como, ottenute iniziando subito forte e facendo un pressing aggressivo, sono la prova più eclatante che, quando i viola decidono di giocare, sono capaci di mettere sotto qualsiasi squadra contro la quale scendono in campo. Purtroppo, troppo spesso la squadra gigliata affronta le partite senza cercare di dettare i ritmi dell’incontro, difendendo con un blocco basso, mancando però di precisione quando si tratta di colpire in contropiede o di chiudere le partite, com’è successo contro il Lecce.
La Fiorentina ha otto punti di margine sulla zona retrocessione, tuttavia non è ancora salva. Vincere contro il Sassuolo permetterebbe di chiudere il discorso salvezza in modo quasi definitivo. È quindi vietato rilassarsi, perché, al contrario, perdere contro i neroverdi rimanderebbe in crisi questa squadra, già fragile mentalmente. I tifosi hanno patito troppo in questa stagione, e sarebbe lecito aspettarsi una prova di maturità da parte dei giocatori in queste ultime cinque partite, a cominciare dalla sfida contro il Sassuolo. I gigliati, che hanno il settimo monte ingaggi, hanno il dovere di consolidare il vantaggio sulla zona retrocessione, salvandosi al più presto. Se scrivo queste parole, è ovviamente perché questa squadra ci ha troppo spesso insegnato a non fidarci di lei, anche se bisogna ammettere che il trend è migliorato negli ultimi mesi.
Inoltre, le voci di mercato, soprattutto sulla scelta del prossimo allenatore, sono diventate talmente rumorose che ci sembra molto importante ricordare che, per ora, Vanoli è il condottiero di un gruppo non ancora salvo. E infatti, la partita contro il Sassuolo sarà anche una sfida diretta per la panchina viola tra Paolo Vanoli e Fabio Grosso, che molte voci di mercato danno come il prossimo allenatore gigliato. Se Vanoli nutre in sé il sogno di essere riconfermato, deve dimostrare la sua voglia e la sua capacità di trasmettere grinta e determinazione alla squadra sul campo, battendo il Sassuolo e facendo almeno 11 punti in queste ultime cinque partite. E, a quelli che chiedono il bel gioco, bisognerà dire che occorrerà aspettare di essere in una situazione più serena, mentalmente e fisicamente. L’assenza di Parisi pesa tantissimo, perché la sua presenza in campo permette anche a Dodô di esprimersi meglio, giocando palla a terra nella metà campo avversaria. Inoltre, l’assenza cronica di Kean riduce il potenziale offensivo della squadra viola, e la Conference League ha portato via tantissime energie: non è un caso se i giocatori del Lecce, che avevano avuto tutta la settimana per allenarsi, corressero di più rispetto ai gigliati, reduci dalla gara contro il Crystal Palace. Ora la cosa più importante è continuare a macinare punti.
All’andata, la Fiorentina aveva fatto una bruttissima gara contro il Sassuolo, perdendo 3-1. Questa domenica, Vanoli deve trovare il modo, nonostante le assenze, di arginare gli attacchi dei neroverdi e di segnare. La formazione di Grosso, che ha appena battuto il Como, verrà a fare la sua partita a Firenze, e il tecnico sarà ovviamente motivatissimo a dimostrare le sue qualità. Bisogna anche stare attenti a Volpato, che aveva fatto un’ottima partita all’andata, condita da gol e assist. Spesso i giocatori accostati ai viola - Volpato lo era stato la scorsa estate - scelgono proprio le partite contro la Fiorentina per mettersi in mostra: ricordatevi anche i gol di Piccoli, di Fazzini e di Fabbian contro di noi.
Devo ammettere che Fabio Grosso non mi entusiasma. In una situazione simile rispetto a quella che Vanoli ha dovuto affrontare a Firenze, Grosso aveva fallito nel portare il Lione fuori dalla zona retrocessione, facendosi esonerare. L’allenatore che gli era subentrato aveva riportato il club francese in zona Europa a fine campionato, compiendo un’impresa. Se è per prendere Grosso, preferisco tenere Vanoli, perché almeno ha dimostrato di saper reggere la pressione di Firenze, le critiche dei tifosi e della stampa nonostante la situazione disperata e, anche se per ora non è stato capace di far giocare alla squadra un calcio bello e divertente, è riuscito a far lottare i giocatori e a ottenere 23 punti nel girone di ritorno.
Per concludere, userò una metafora per descrivere ciò che manca alla Fiorentina: avete mai sentito parlare dell’eritrina, chiamata anche albero del corallo per i suoi fiori rossi intensi, che potete vedere nella foto che illustra questo articolo? L’eritrina svolge un ruolo molto importante nelle piantagioni di cacao, perché gli alberi di cacao non amano la luce diretta del sole e sono proprio le eritrine a proteggerli con la loro ombra parziale, arricchendo anche il suolo. I giocatori di talento, come Fagioli, possono essere paragonati agli alberi di cacao: hanno bisogno, vicino a loro, di elementi capaci di rompere il gioco avversario e di proteggerli. Chissà se Brescianini, una volta che avrà smaltito i suoi problemi fisici, potrà diventare un tassello indispensabile del centrocampo viola. Ricordatevi che contro l’Inter il centrocampo composto da Brescianini, Fagioli e Ndour non aveva affatto sfigurato. Avere il controllo della mediana permetterebbe alla squadra gigliata di giocare molto meglio e di chiudere le partite prima, senza patire fino all’ultimo.
Perché non provarci già contro il Sassuolo?
Erik Vincenti Zakhia è uno scrittore, poeta, ingegnere, esperto di permacultura e attivista per la pace, oltre che un tifoso della Fiorentina. Ha 34 anni, ed abita ad Amchit, in Libano, con la sua famiglia (tutti tifosi viola)


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