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Il Sognatore Viola - Fiorentina, la lezione Pioli e il futuro di Vanoli: serve una scelta autonoma

Dopo le scelte estive senza un piano chiaro, il club deve evitare pressioni esterne e valutare davvero squadra e progetto

Sapersi proiettare nel futuro è una cosa importantissima, ma molto difficile da fare. Mai come in questa stagione noi tifosi viola abbiamo capito come una valutazione sbagliata possa portare un intero club ad affondare. A cominciare da Pioli che l’aveva scritto sulla sua lavagnetta, quasi tutti credevano che la Fiorentina avrebbe lottato per il quarto posto. I più pessimisti prevedevano il solito settimo o ottavo posto. Ma nessuno avrebbe mai pensato a una Fiorentina ultima e staccata a dicembre, dietro al Pisa, per dirla tutta.

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È per questa ragione che da quasi un mese propongo ai lettori di LaViola.it di partecipare a questo piccolo gioco: provare a indovinare il risultato finale prima di ogni partita della Fiorentina. Prima di essere uno scrittore, sono un tifoso, e mi piace leggere ciò che gli altri tifosi scrivono e pensano, anche perché abito all’estero, in Libano. E ciò che mi ha colpito, da quando la Fiorentina è quasi salva e si parla quasi esclusivamente di chi sarà il nostro prossimo allenatore, è vedere con che livello di certezza molti tifosi chiedono di mandare via Vanoli e di prendere Sarri, per fare solo un esempio.

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Torniamo un anno indietro. Alla fine della scorsa stagione, Palladino si è dimesso senza spiegazioni, un giorno dopo che Rocco Commisso lo aveva chiamato «suo figlio». Io sostenevo Palladino, reputandolo un buon allenatore, con alcuni difetti di gioventù, e speravo che sarebbe rimasto a lungo, aprendo un ciclo. Tuttavia, la Fiorentina viene prima del singolo. Per me, andarsene in quel modo è una grave mancanza di rispetto nei confronti del club e dei tifosi. Anche se c’erano divergenze di punti di vista con Pradè, se tieni al club e alla maglia, non scappi così. Questa mia impressione è poi stata confermata da dichiarazioni recenti di Palladino, in cui parlava della Fiorentina con una nota di disprezzo. Palladino è ambizioso, e questa è una qualità. Però è anche presuntuoso, e questo è un grave difetto per un allenatore.

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Dopo le improvvise dimissioni di Palladino, la Fiorentina si ritrovò nell’imbarazzo, con una piazza in subbuglio. C’erano due strade: assumere un allenatore emergente, come De Rossi o Gilardino, oppure scegliere un allenatore più esperto per fare piacere ai tifosi, che erano stufi di tecnici ancora acerbi, come Italiano e Palladino. Inoltre Pradè era già criticatissimo all’epoca, e quindi i tifosi avevano messo un veto sul nome di De Rossi, lo stesso De Rossi che ora in molti ammirano. È così che Pioli fu scelto. E sappiamo tutti che disastro ha combinato, in collaborazione con Pradè, anche a causa di scelte di mercato molto discutibili, sempre nell’ottica di calmare e accontentare la piazza. 

I ricchi rinnovi a Kean e De Gea, che hanno purtroppo reso molto meno della scorsa stagione, la scelta di non cedere nessun giocatore importante, con Gosens e Dodô che hanno poi troppo spesso offerto prestazioni insufficienti in campo. Alcuni giocatori sono stati mandati via in modo troppo frettoloso: Sottil, Beltran e Ikoné avrebbero sicuramente fatto comodo a questa Fiorentina priva di idee nel girone d’andata. Se la società avesse guadagnato qualcosa da reinvestire dalle loro cessioni, sarebbe stato comprensibile separarsene. Però Ikoné è stato praticamente regalato, e Sottil e Beltran sono stati mandati in prestito secco. Sono piccoli esempi di gestione poco lungimirante, che hanno abbassato il livello della squadra e soprattutto privato l’allenatore della possibilità di cambiare l’assetto di gioco a gara in corso. E, se ricordate bene, Beltran era molto complementare a Kean, perché permetteva di legare il gioco tra il centrocampo e l’attacco. Al suo posto, Piccoli è stato comprato a peso d’oro, con caratteristiche identiche a quelle di Kean e un’incompatibilità quasi totale. Ed è Pioli che ha bocciato Beltran, quindi è corresponsabile di questo disastro economico e sportivo insieme a Pradè.

Sono quasi sicuro che, se Gilardino o De Rossi fossero stati scelti al posto di Pioli l’estate scorsa, non avremmo lottato per la salvezza. La Fiorentina sarebbe probabilmente arrivata tra il sesto e il nono posto. Ad esempio, la scelta di Gilardino presentava un vantaggio: quello di aver saputo mettere Gudmundsson nelle migliori condizioni al Genoa per esprimere tutto il suo potenziale.

Quindi, in conclusione, una società seria e forte ascolta i tifosi e la stampa, ma poi deve prendere decisioni autonome, cercando di valorizzare al massimo la squadra, il parco giocatori e le risorse del vivaio. La Fiorentina ha fatto tutto il contrario la scorsa estate, lanciandosi in spese faraoniche senza un piano chiaro e ragionato alle spalle, e se non fosse stato per la grinta e la serietà di Vanoli sarebbe probabilmente affondata. Retrocedere in Serie B sarebbe stato un dramma sportivo ed economico per una squadra con il settimo monte ingaggi.

Evitiamo di commettere gli stessi errori. A volte la continuità permette di consolidare ciò che hai iniziato a costruire. Bisogna fare riflessioni approfondite prima di chiedere questo o quell’allenatore a gran voce. Se Sarri ha già litigato in passato con Paratici, pensate che sia il caso di associarli di nuovo? Personalmente credo che Grosso e De Rossi siano sullo stesso livello di Vanoli, con la differenza che Vanoli conosce già i punti di forza e di debolezza di questa squadra, ha dimostrato di saper reggere la pressione di Firenze ed è anche legato a questa piazza. Aquilani mi intriga molto, ma per il futuro. Allenatori stranieri come Iraola o Glasner hanno il loro fascino - Glasner ha anche vinto parecchi trofei -, ma siamo sicuri che verrebbero a Firenze in questo momento?

Propongo ai giocatori della Fiorentina di replicare la prestazione dell’Allianz Stadium contro l’Atalanta e di battere la Dea. In questo modo dimostrerebbero di essere con Vanoli e che prima giocavano con il freno a mano tirato perché il fatto di non essere ancora salvi rappresentava per loro un grande peso mentale. Al contrario, una prestazione scialba indebolirebbe di nuovo la posizione del tecnico varesino.

A voi la piuma: come finirà Fiorentina-Atalanta? Essendo il Sognatore Viola, pronostico un 3-1 con gol di Piccoli, Gudmundsson e Braschi. Tornate su questo articolo dopo la partita per vedere quali utenti avranno indovinato il risultato finale!

PS. Contro la Juventus è l’utente Il Mago di Kerteminde più si è avvicinato al risultato finale, pronosticando un 1-3 per la Fiorentina. Una menzione speciale al Conte di Lautréamont che ha indovinato l’esito generale delle tre ultime partite. (LEGGI QUI)

Erik Vincenti Zakhia è uno scrittore, poeta, ingegnere, esperto di permacultura e attivista per la pace, oltre che un tifoso della Fiorentina. Ha 35 anni, ed abita ad Amchit, in Libano, con la sua famiglia (tutti tifosi viola)

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