Il caso social e il bersaglio (sbagliato) Vanoli. Una riflessione sul mancato ingresso di Braschi
Il giovane attaccante sperava giustamente nel debutto. Ma attaccare l'allenatore della Fiorentina oggi non è giusto
L'immagine dell'intervallo ha fatto il giro del web e alimentato l'attesa di chi vuol vedere in campo i giovani (italiani) a ogni costo. Il riferimento è all'inquadratura televisiva di Dazn durante l'intervallo. Dopo la pausa pubblicitaria l'emittente ha ripreso il collegamento dal Franchi inquadrando Riccardo Braschi intento in un torello di riscaldamento insieme ai componenti della panchina. Tutti però vestiti da allenamento, lui è l'unico in tenuta da gara con la sua maglia numero 61. Il telecronista (da studio, non al Franchi) non ha dubbi: fuori Gudmundsson e dentro Braschi in avvio di ripresa. Lo ripete anche dopo il secondo stop pubblicitario, quando le telecamere vanno nel tunnel degli spogliatoi a pescare il rientro in campo di De Gea e compagni. Il telecronista snocciola i numeri di Braschi. I 17 gol in Primavera, l'esordio in prima squadra con il Rakow. E l'imminente debutto in Serie A.
NIENTE BRASCHI. La partita riprende. Gudmundsson è al suo posto. Lì per lì un po' di disorientamento, ma Braschi si rimette la pettorina e comincia un secondo tempo d'attesa, un po' in panchina e tanto a riscaldarsi. Via via entrano Fabbian, Fazzini e Comuzzo. Di Braschi nessuna traccia. Nonostante l'illusione dell'intervallo e il lungo riscaldamento del secondo tempo. Nel post gara Vanoli spiegherà sommariamente che il lavoro di Gudmundsson gli stava piacendo. E tutto sommato la prestazione è stata da 6 striminzito in pagella. Ma questo è un aspetto secondario. Perché nel post partita il caso Braschi è esploso a livello social, oltre i confini prettamente viola. Della serie: se l'Italia non va ai Mondiali la colpa è (anche) di Vanoli che non ha fatto giocare Braschi nel momento in cui non erano disponibili Kean e Piccoli. Anche oggi non si parla d'altro.
POLEMICA ECCESSIVA. Partiamo da un presupposto. Una porzione di secondo tempo (o forse anche tutto) Braschi avrebbe potuto giocarla? Probabilmente sì. Avrebbe potuto segnare rendendo il debutto una favola? Chi lo sa. Ma è lecito anche da parte di Vanoli fare le valutazioni in base alle proprie convinzioni. La Fiorentina non si sta muovendo all'interno di una stagione semplice, con l'allenatore che nutre ancora una speranza di essere confermato. Tradotto: anche una partita soporifera di fine stagione può essere utile alla causa. Della Fiorentina (col punticino salvezza) e dello stesso Vanoli (che allunga la serie utile in campionato a sette partite). Con buona pace di Braschi, che dopo il debutto in prima squadra in Europa spera ancora in quello in Serie A. Vanoli evidentemente non si è fidato, come al contrario si è fidato di Balbo (poteva schierare Ranieri terzino sinistro e inserire Comuzzo come ha fatto a partita in corso). Al di là del giudizio sul tecnico (conferma o non conferma) l'attacco social che in queste ore sta prendendo sempre più forza è parso eccessivo. La storia di Vanoli parla per lui. Se c'è un tecnico che ha lavorato tanto per far crescere i giovani azzurri è proprio l'attuale allenatore della Fiorentina, con sei anni trascorsi nelle varie under italiane. A Vanoli si potrà dir tutto, ma il bersaglio stavolta non è quello giusto.
PENSIERO MIOPE. A cosa sarebbe servito inserire Braschi? A poco, lo diciamo subito. Sarebbe stata una soddisfazione per il ragazzo, certo. Ma oggettivamente il problema del calcio italiano non può essere il suo mancato ingresso di ieri. Piuttosto c'è da chiedersi come mai a vent'anni lo stesso Braschi giochi ancora in Primavera. Come mai si parli di lui per un ipotetico debutto in A a quattro giornate dal termine del campionato. La presenza di ieri sarebbe stata soltanto un premio al ragazzo e niente più. Il problema del calcio italiano è un altro: questi giovani calciatori non hanno la possibilità di dimostrare di essere bravi con continuità, ma non è un caso che riguarda solo la Fiorentina. In altri paesi alla loro età sono già titolari o ben presenti nelle rotazioni (quelli bravi). Indignarsi per il mancato ingresso di ieri è un pensiero miope. Servono idee e riforme per aiutare i Braschi, i Puzzoli e i loro compagni a non ritrovarsi in Primavera dopo la maggior età. In un campionato distante anni luce da quello professionistico. Ecco quel che conta. Non l'indignazione social per il mancato ingresso di un giovane attaccante in una partita di fine stagione.


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