Vai al contenuto
×

Fiorentina, la fine di un'era. Il futuro prossimo si gioca tutto sulla salvezza, poi si vedrà

La cabina di comando arrivata nel 2019 non c'è più. La nuova era si apre con un solo obiettivo: centrare la salvezza

Ieri, nella cattedrale di St. Patrick a Manhattan, New York, si sono svolti i funerali di Rocco Commisso. Un passaggio ormai consegnato alla cronaca, ma che certifica definitivamente la chiusura di un’era recente della Fiorentina.

La scomparsa del suo proprietario, infatti, segue quella di Joe Barone, avvenuta neanche due anni fa, e le dimissioni di Daniele Pradè – ieri a New York per dare l’ultimo saluto a Rocco –. Insomma, tutta la cabina di comando che dal 2019 guidava la Fiorentina ora non c’è più.

sponsored

Non è dato sapere quale sarà il futuro più lontano di questa società. Se la famiglia Commisso vorrà impegnarsi personalmente nel portare avanti il sogno di Rocco oppure se la società verrà ceduta nei prossimi mesi. Quel che è certo, però, è che sul futuro immediato – quello del campo – la società ha tracciato una direzione chiara. 

La conferma di Vanoli quando i risultati non arrivavano. L’arrivo di Paratici, formalmente ancora dirigente del Tottenham ma sostanzialmente già coordinatore delle operazioni di mercato gigliato. La scelta di puntare su un nucleo ristretto di giocatori, lasciando partire chi non ne faceva più parte. Gli acquisti di Solomon, Brescianini, Harrison e l’ultimo arrivato Fabbian. E non è finita qui, perché la Fiorentina acquisterà almeno un difensore centrale. Segnali che ora iniziano a riflettersi anche nei risultati, con l’obiettivo salvezza ormai impresso nella testa del gruppo.

sponsored

Il futuro prossimo della Fiorentina si gioca tutto su questo: la salvezza. La vittoria col Bologna dà una carica di speranza non indifferente sotto questo aspetto. Rende la partita col Cagliari sempre importantissima, ma non da dentro o fuori, visto che i viola sono formalmente quartultimi, quindi fuori dalla zona retrocessione (sebbene solo per differenza reti). Non bisogna commettere l’errore di credere che ormai la salvezza sia una formalità, ma si può tranquillamente dire che la squadra ha imboccato la strada giusta. E se non devierà da questo percorso, l’obiettivo sarà centrato. Provando magari a togliersi qualche insperata (vista la disastrosa stagione fin qui) soddisfazione nelle coppe.

sponsored

In mezzo a tutto questo, forse non è nemmeno il momento delle grandi riflessioni. La Fiorentina ha perso il suo presidente, ma non può permettersi di perdere nuovamente il filo della stagione. Il tempo dei bilanci verrà più avanti. Adesso c’è solo una squadra chiamata a salvarsi, e novanta minuti alla volta per farlo.


Lascia un commento