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Fagiolino sta diventando Fagiolone: la Fiorentina ha finalmente trovato il suo regista

L’ex centrocampista della Juventus nelle ultime partite sembra aver trovato la sua dimensione nel centrocampo disegnato da Vanoli

«E poi c’è Fagiolino, che quest’anno deve diventare Fagiolone», disse Daniele Pradè a inizio settembre, nella conferenza stampa di fine mercato. Era l’auspicio un po’ di tutti, in estate, che Nicolò Fagioli si prendesse le chiavi del centrocampo della Fiorentina. Ci è voluto qualche mese in più del previsto, forse, ma alla fine sta succedendo davvero. Fagiolino sta diventando Fagiolone, prendendo per mano i compagni nel momento di massima difficoltà e affermandosi finalmente come uno dei leader tecnici della squadra.

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BOCCIATURA. Fin dai primi giorni di ritiro estivo, Stefano Pioli aveva in testa un obiettivo chiaro: far diventare Fagioli un regista. Un esperimento che è stato messo in dubbio dall’acquisto di Nicolussi Caviglia negli ultimi giorni di mercato: qualcuno ha pensato che il tecnico di Parma avesse già accantonato l’idea, richiedendo un profilo più adatto al ruolo. L’enigma è persistito nelle prime disastrose uscite stagionali, con tanta alternanza tra i due nel ruolo di playmaker e un’incognita continua su chi fosse la prima scelta. Al resto ci ha pensato il campo. Fagioli appariva spaesato (non era l’unico), incapace di ritagliarsi uno spazio da protagonista in campo. La sentenza definitiva di Pioli arriva prima della partita con il Milan: «Ad inizio anno l'ho impiegato regista e devo dire che ci credevo tanto. Le prestazioni erano state positive, ma alle prime difficoltà ci ha creduto meno lui e ho preferito cambiargli posizione».

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SVOLTA. La svolta è arrivata con il cambio di allenatore. Paolo Vanoli non ha mai visto Nicolussi Caviglia (titolare solo alla prima contro il Genoa) e ha proposto con continuità quasi testarda Fagioli come regista. Nelle prime partite il canovaccio non sembrava cambiare, ma dalla partita contro il Verona l’ex Juventus ha svoltato. A partire alla sconfitta contro i gialloblù, Fagioli ha finalmente iniziato a mettere in mostra le qualità che tutti si aspettavano quando arrivò a Firenze un anno fa, imponendosi con personalità come fulcro del gioco. Adesso la maggior parte delle azioni pericolose della Fiorentina partono dai suoi piedi. E, come per magia, la squadra di Vanoli sembra aver (almeno parzialmente) svoltato. Dopo il ko con il Verona, sono arrivate due vittorie contro Udinese e Cremonese, intervallate da una sconfitta a Parma. E poi un prezioso pareggio in casa della Lazio.

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LANCI LUNGHI. Una caratteristica colpisce del nuovo Fagioli, o meglio di Fagiolone: l'abilità nel lancio lungo. Nelle ultime partite ha mandato tante volte in porta i compagni con questo fondamentale. L'asse con Kean è collaudato, peccato che negli ultimi tempi la mira del centravanti non sia stata delle migliori. Già contro Verona e Udinese, Fagioli lo aveva messo più volte a tu per tu con il portiere avversario, ma lui aveva sprecato. All’Olimpico ci ha finalmente pensato Gosens a sfruttare i lanci di Fagioli. L’assist per il gol del pareggio del tedesco, di mancino, è stato meraviglioso. Il lancio lungo è un fondamentale che nel calcio moderno sta regredendo, con la stragrande maggioranza degli allenatori che prediligono ormai il gioco palla a terra. Sembrano ormai lontani i tempi dei Pirlo o, per fare un esempio caro ai tifosi viola, dei Pizarro. Giocatori che del lancio lungo facevano la loro specialità. Evitiamo paragoni pesanti, ma la strada intrapresa da Fagioli è senza dubbio quella giusta.


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