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Catherine e Joseph rilanciano: avanti per Rocco. Viola, ora la Coppa: più 'intoppo' che occasione?

Firenze abbraccia Commisso, la famiglia vuole portare avanti i sogni di Rocco. Vanoli con il turnover di coppa

Firenze ha abbracciato idealmente Rocco Commisso. Piena, la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, per l'ultimo saluto fiorentino al presidente viola. Mondo viola, istituzioni civili e religiose, tifosi e cittadini. Tutti per un uomo che ha dato e lasciato tanto per la città e per la sua Fiorentina. Al di là dei soldi, al di là di scelte calcistiche che in questo momento passano in secondo piano, resta un uomo che ha creato per la prima volta nella storia viola una casa per la Fiorentina, un luogo che in Italia tutti invidiano dove poter far crescere, quotidianamente, grandi e piccoli, uomini e donne, bambini e bambine. È il lascito più bello, insieme al lato umano e al senso di famiglia che tutti hanno ricordato in questi giorni.

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RILANCIO DEI COMMISSO. Commossi e toccanti i discorsi della moglie Catherine e del figlio Joseph, venuti a Firenze per ricevere l'affetto di tutta una città. Gesto non banale, perché Rocco era davvero legato a questi luoghi e a questi colori. Avrebbe voluto fare di più, dal punto di vista sportivo e infrastrutturale. Per questo la famiglia Commisso è stata chiara: si va avanti nel nome di Rocco. Per inseguire i sogni che aveva il presidente viola. Si era capito da qualche giorno, lo hanno ufficializzato Catherine e Joseph. «Nella sua vita ha fatto così tante cose che riuscire a portare avanti senza di lui tutte le sue attività sarà uno sforzo molto grande – le parole di Catherine ma  io e la mia famiglia e le persone che sono a noi vicine, continueremo a portare avanti quello che lui ha iniziato a fare con la stessa determinazione e con lo stesso amore». Ha fatto eco Joseph, appena 'promosso' anche in Mediacom nel segno della continuità: «Voleva una Firenze di nuovo orgogliosa: orgogliosa della maglia, dello spirito, di ciò che la Fiorentina rappresenta. In pochi anni, la Fiorentina è tornata sui palcoscenici più importanti — una finale di Coppa Italia e due finali europee. Quelle notti ci hanno ricordato che Firenze può tornare a sognare. Lui le ha vissute come uno di voi — con il cuore in mano. Gli facciamo anche una promessa: porteremo avanti ciò che abbiamo costruito insieme nel suo nome. E voglio che lo sappiate: sotto la nostra guida continueremo a costruire la Fiorentina — con visione, disciplina e rispetto per Firenze e per i tifosi. La Fiorentina verrà sempre al primo posto e, insieme ad Alessandro Ferrari e Mark Stephan — e a tutte le persone che ogni giorno lavorano per questo club — continueremo il percorso iniziato, con umiltà, unità e cuore. Grazie, Firenze, per l’amore che avete dimostrato alla nostra famiglia. Il vostro amore per mio padre è il più grande onore di tutti». 

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LE FIGURE CHIAVE. Parole importanti e inequivocabili, che diradano anche i dubbi sul futuro della Fiorentina. A febbraio la società diramerà il nuovo organigramma, ma Joseph ha già delineato le figure chiave: Ferrari e Stephan. Insieme a Paratici, sul lato sportivo, oltre al confermato Goretti. Loro saranno i dirigenti chiamati intanto a salvare questa stagione, e poi a ricostruire per il futuro. Tante scelte da prendere, tante sfide da affrontare, una salvezza tutta da conquistare. Ma dal punto di vista della proprietà le spalle restano coperte. È la garanzia più importante e l'hanno data nel momento più difficile ed emozionante direttamente Catherine e Joseph.

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ROTAZIONI DI COPPA. Presente tutta la squadra, ovviamente, per l'ultimo saluto a Commisso. Sul campo la prossima sfida è al Como, Ottavi di finale di Coppa Italia. Vanoli lo aveva anticipato sabato: ci saranno rotazioni. A partire dall'attacco, dove Piccoli sarà preservato verosimilmente per Napoli e Kean ancora non è recuperato. Spazio al turnover, a qualche adattamento. Anche perché la coperta non è lunghissima mentre si vive l'ultima settimana di mercato (da aspettarsi sicuramente almeno un difensore, probabilmente un altro centrocampista - anche più di rottura - e forse qualcosa sugli esterni). Da capire se giocherà ancora De Gea tra i pali o si darà spazio a uno tra Lezzerini e Christensen, dietro potrebbe ritrovare la maglia Ranieri, in mezzo più minuti ai nuovi Fabbian e Brescianini (uno dei due potrebbe giocare anche da falso nove), ci sarà modo di vedere Fortini. Ma la rosa in questo momento è piuttosto corta.

PRIORITA'  AL CAMPIONATO. Qualche cambio lo farà anche il Como, che però è squadra organizzata, in salute e in fiducia. Non è abituata a giocare tre volte in una settimana, ma anche quando ha fatto le rotazioni la squadra di Fabregas non ha perso identità e qualità. Sarà dura, memori anche della lezione di calcio fornita dai lariani a metà settembre. Era un'altra Fiorentina, ma era anche un Como agli albori di quanto ha dimostrato come rivelazione del campionato. Per la Fiorentina, tornata a inciampare in campionato dopo un buon filotto (anche di prestazioni), la sensazione è che la Coppa Italia sia quasi un 'intoppo' più che un'occasione. Ci saranno come detto tante rotazioni, troppo importante gestire le forze e dare il massimo in campionato. Troppo importante cercare ovunque punti o punticini salvezza. Al di là del tabellone di Coppa Italia che eventualmente, battendo il Como, metterebbe di fronte il Napoli ai Quarti, poi una tra Inter e Torino in semifinale. Sarebbe oltretutto tosta andare avanti, anche se nel calcio non si sa mai. Un po' meno in Conference, specie guardando avanti, anche se i viola sono stati inseriti nel lato di tabellone con Crystal Palace, AZ Alkmaar e potrebbero trovare il Salisburgo superando lo Jagiellonia. Discorsi futuribili quando l'attualità, contro il Cagliari, ha dimostrato che la Fiorentina non è per niente fuori dalle sabbie mobili. Servirà ancora soffrire, lottare, fare risultati. La priorità adesso non può che andare al campionato. Fermo restando che, pur ruotando i giocatori, c'è margine e possibilità per togliersi soddisfazioni anche in coppa.


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