Vai al contenuto
×

Rivivi la santa messa in suffragio del presidente Rocco Commisso

Rivivi la diretta testuale della santa messa in suffragio del presidente della Fiorentina Rocco Commisso

Oggi è il giorno in cui Firenze si ferma a commemorare il presidente della Fiorentina Rocco Commisso. Rivivi la diretta testuale della funzione religiosa che si è tenuta a partire dalle 18 nel Duomo di Firenze.

19:25 - Finisce qui la messa in suffragio per il presidente della Fiorentina Rocco Commisso.

sponsored

19:13 - Joseph Commisso, figlio del presidente della Fiorentina Rocco Commisso, ha voluto salutare la città di Firenze e tutti coloro presenti alla funzione religiosa in Duomo: “Buonasera, Firenze. Grazie. Eminenza, autorità religiose, dignitari, amici, membri della famiglia della Fiorentina e popolo di Firenze: grazie per averci accolto in questa cattedrale sacra, nel cuore di Firenze, mentre ricordiamo Rocco B. Commisso, mio padre — un uomo che faceva sentire le persone importanti e che ha reso orgogliosa questa città. Lo abbiamo salutato negli Stati Uniti, ma questa sera appartiene a Firenze, perché è qui che il suo cuore si sentiva davvero a casa. Poiché siamo riuniti per la Santa Messa, affidiamo il nostro dolore all’altare e lo raccomandiamo alla misericordia di Gesù Cristo. Chiediamo alla Beata Vergine Maria e a tutti i santi di pregare per lui, confidando che il Signore, che vede ogni atto d’amore, lo accolga nella sua pace. Che Dio gli conceda il riposo eterno e doni conforto a ogni cuore che ne sente la mancanza. 

sponsored

Non dimenticherò mai il suo primo giorno al Franchi, in piedi sul campo, mentre guardava verso il popolo di Firenze. Era profondamente commosso da voi e disse semplicemente: “Vi voglio bene.” In questi ultimi giorni avete mostrato alla nostra famiglia qualcosa che non dimenticheremo mai. Ho visto fiori, sciarpe e messaggi scritti a mano ai cancelli del Rocco B. Commisso Viola Park. Ho letto “Grazie Rocco”. E ho sentito quell’amore — profondamente. E voglio condividere una cosa importante per la nostra famiglia: in suo onore — e perché era ciò che lui desiderava — la Fiorentina utilizzerà sempre il nome completo, Rocco B. Commisso Viola Park, in ogni comunicazione. Ci sentirete chiamarlo così, ed è semplicemente perché siamo arrivati a credere in una cosa: pronunciare il suo nome è un modo per tenerlo vicino. 

sponsored

Ogni volta che il suo nome viene detto, il suo dono a Firenze viene ricordato. La storia di mio padre è iniziata in Calabria, forgiata da Giuseppe e Maria Rosa, che gli hanno insegnato la fede, il sacrificio e il valore della famiglia. E la famiglia è rimasta il centro della sua vita — Catherine, sua moglie da oltre cinquant’anni; Marisa e me; il suo amato fratello Nicola, che ci ha lasciato; le sue sorelle Raffaelina e Italia; e i tanti nipoti e pronipoti che adorava. Mio padre era un uomo straordinario — diretto e determinato, sì — ma anche pieno di cuore e profondamente leale verso le persone a cui voleva bene. E Firenze ha conosciuto questo lato di lui. Ha costruito Mediacom partendo da zero — non solo come un’azienda, ma come una missione fondata sul lavoro, sulla dignità e sul rispetto delle persone. E non ha mai dato troppo peso ai titoli: diceva a tutti, “Chiamatemi Rocco”, non CEO, non Presidente. 

Poi, nel 2019, è arrivato a Firenze e ha acquistato la Fiorentina — e per lui era qualcosa di personale. Ha scelto la Fiorentina per restituire al calcio italiano ciò che il calcio gli aveva dato — e ha regalato al club una casa su cui costruire le fondamenta del suo futuro. Voleva una Firenze di nuovo orgogliosa: orgogliosa della maglia, dello spirito, di ciò che la Fiorentina rappresenta. In pochi anni, la Fiorentina è tornata sui palcoscenici più importanti — una finale di Coppa Italia e due finali europee. Quelle notti ci hanno ricordato che Firenze può tornare a sognare. Lui le ha vissute come uno di voi — con il cuore in mano. Mio padre diceva spesso sorridendo: “Guidare Mediacom è difficile… ma la Fiorentina è ancora più difficile.” E poi aggiungeva: “Ed è per questo che la amo ancora di più.” Basti pensare che il Rocco B. Commisso Viola Park è il più grande centro sportivo d’Italia. È una vera casa per tutta la famiglia viola — squadra maschile, femminile e settore giovanile — costruita con strutture mediche e di recupero di livello mondiale, e coronata dalla cappella dedicata a Santa Caterina. 

Fu proprio il Cardinale Betori, all’epoca, a inaugurare il Rocco B. Commisso Viola Park. Rocco voleva l’eccellenza — quella che rende Firenze orgogliosa: lavoro, rispetto e ambizione. E non si è limitato a costruire — ha anche donato. Durante l’emergenza Coronavirus, ha contribuito a sostenere la campagna “Forza e Cuore” a favore degli ospedali di Firenze. E quando si recava all’Ospedale Pediatrico Meyer, non andava come proprietario o imprenditore — andava come padre. Portava maglie, palloni, piccoli doni viola e, soprattutto, sorrisi — direttamente ai bambini. E lo si vedeva nei loro volti: erano felici. Più di ogni altra cosa, mio padre amava la sua famiglia. E in questi giorni, ciò che mi ha colpito nel profondo è sentire ripetere sempre la stessa cosa: quando le persone lo conoscevano davvero, non si sentivano dipendenti, colleghi o tifosi — si sentivano parte di una famiglia. A Mediacom, alla Fiorentina e qui a Firenze, aveva un dono raro: faceva sentire le persone parte di qualcosa. Rispettava tutti — i più potenti e i più umili. Posso quasi sentirlo oggi — sorridente, magari mentre dava una leggera carezza sul volto, e chiedeva sempre per primo: “Come stanno i tuoi cari?” Questo era lui: diretto e affettuoso. Avrebbe voluto salutare Firenze — la città che lo ha accolto, abbracciato e ricambiato con amore. 

Questa sera lo facciamo noi — e gli facciamo anche una promessa: porteremo avanti ciò che abbiamo costruito insieme nel suo nome. E voglio che lo sappiate: sotto la nostra guida continueremo a costruire la Fiorentina — con visione, disciplina e rispetto per Firenze e per i tifosi. La Fiorentina verrà sempre al primo posto e, insieme ad Alessandro Ferrari e Mark Stephan — e a tutte le persone che ogni giorno lavorano per questo club — continueremo il percorso iniziato, con umiltà, unità e cuore. Grazie, Firenze, per l’amore che avete dimostrato alla nostra famiglia. Il vostro amore per mio padre è il più grande onore di tutti. Vi voglio bene. Questa sera preghiamo per Rocco B. Commisso — e la mia famiglia terrà Firenze nelle proprie preghiere. Babbo… grazie. Ti voglio bene. Per sempre. Forza Viola".

19:05 - Catherine Commisso, moglie del presidente della Fiorentina Rocco Commisso, ha voluto salutare la città di Firenze e tutti coloro presenti alla funzione religiosa in Duomo: “Grazie a tutti voi che siete oggi qui a salutare Rocco. Dal profondo del mio cuore vi ringrazio per l’affetto e l’infinito amore che io e i miei figli stiamo ricevendo da tantissime persone. Queste sono ore di profonda tristezza, di tanti pensieri e ricordi e di grande commozione. Rocco non era soltanto una persona eccezionale, una persona molto rara, Rocco è stato un grande esempio nel volere bene agli altri, non solo alla sua famiglia ma a tante persone che ha incontrato nella sua vita. Prima di pensare a sé stesso Rocco pensava agli altri e la sua generosità la vedevano tutti quelli chi gli stavano attorno. E tutto questo amore per gli altri lo ha portato a fare nella vita tante tante cose, in tanti avranno dei ricordi personali e particolari di Rocco, perché lui parlava e stava con tutti.

E’ partito dall’Italia poco più che bambino, ci è tornato dopo una vita molto difficile e faticosa dove ha conquistato e raggiunto passo dopo passo, tutti gli obiettivi lavorativi che desiderava raggiungere e aveva nella sua testa. Io e Rocco ci siamo incontrati molto presto, molto giovani e abbiamo fatto questo cammino per oltre cinquant’anni insieme, con la benedizione di vedere crescere i nostri figli e di vedere anche le imprese che avevamo costruito e di conoscere tante persone. Percorsi di vita e di lavoro basati sempre sulle persone. Sui valori della cristianità e il guardare al bene di una comunità. Rocco credeva nella famiglia, nei valori e nel lavoro. Sapeva essere diretto e anche deciso e al tempo stesso gentile e disponibile con tutti. Ha lasciato un segno che rimarrà per sempre da una parte e dall’altra dell’Oceano, in America e in Italia, un segno profondo nel cuore di tante persone. 

Rocco era anche molto divertente e mi ha fatto sorridere e stare felice davvero tante volte e in certi momenti con la sua passione per la musica, perché a lui piaceva moltissimo suonare la fisarmonica e anche il piano, abbiamo passato momenti speciali così come sono stati speciali tanti momenti della sua e della nostra vita da quando è entrato nel mondo del calcio, con la sua Fiorentina. Rocco voleva restituire alla sua terra e al gioco del calcio, tutto quello che gli avevano saputo dare. Così arrivati a Firenze, ha anche pensato a dare una casa per la Fiorentina, una casa che porta e porterà il suo nome: il Rocco B. Commisso Viola Park. Una casa che in quasi cento anni di storia del club nessuno aveva mai saputo realizzare, dove unire tutte le squadre, i ragazzi e le ragazze, gli staff e i dipendenti. Rocco era una persona molto semplice e molto affettuosa, dal suo arrivo ha chiamato ‘figli’ tutti i suoi amati calciatori, ha abbracciato chi lavorava nel club, ha dato fiducia a chi lo meritava. Non si è mai fermato davanti alle difficoltà e ha sempre combattuto per riuscire a fare qualcosa di importante con tanta forza e volontà, Rocco è riuscito a trasformare i suoi sogni e quelli di tanti altri in realtà. 

Nella sua vita ha fatto così tante cose che riuscire a portare avanti senza di lui tutte le sue attività sarà uno sforzo molto grande ma io e la mia famiglia e le persone che sono a noi vicine, continueremo a portare avanti quello che lui ha iniziato a fare con la stessa determinazione e con lo stesso amore. Ho tanti ricordi qui a Firenze, tutti con Rocco e li voglio tenere stretti, ben impressi nella mia memoria e nel mio cuore. Ma sono contenta che tutti voi lo abbiate conosciuto esattamente com’era e per come si faceva chiamare…semplicemente: Rocco. Grazie a tutti per essere qui con noi a ricordarlo. Non lo dimenticheremo mai”.

1769451305_whatsapp-image-2026-01-26-at-190940_NXU5qh
18:27 - Le parole del cardinale Giuseppe Betori durante la propria omelia: «Quando ci lascia una persona che abbiamo stimato per come ha vissuto e per quanto ha realizzato con il suo lavoro, quando ci lascia una persona a cui dobbiamo gratitudine per quanto ha dato alla nostra città, quando ci lascia una persona a cui abbiamo voluto e vogliamo bene perché ci ha fatto dono della sua umanità – idee, azioni e cuore –, dobbiamo confessare che fatichiamo a trovare parole che sappiano esprimere appieno i sentimenti e le emozioni che attraversano il nostro animo, dobbiamo soprattutto confessare che non abbiamo parole che siano in grado di darci ragione, una qualche umana giustificazione, di quello scandalo che la morte è per noi umani. 

Tutto questo proviamo di fronte alla morte di Rocco Commisso, dell’uomo Rocco, dell’affettuoso sposo di Caterina e padre di Giuseppe e Marisa, dell’affermato imprenditore, del generoso presidente della Fiorentina, dell’innamorato di Firenze, dell’amico di tanti tra noi. Di fronte alla morte di Rocco, che è stato questo e altro, non abbiamo parole umane che valgano almeno a consolarci se non a spiegarci, e le veniamo a cercare qui, per ascoltarle da chi ha uno sguardo più penetrante del nostro, uno sguardo che va oltre le apparenze ed entra nel cuore della vita e del mondo, perché ne è il Creatore e Signore, Dio. Dalla sua parola vogliamo ricevere una luce che penetri il mistero della vita e della morte e ci dia ragione dello strappo che la morte arreca alla bellezza e alla gioia dell’esistenza. La risposta della parola di Dio l’abbiamo ascoltata nelle letture che sono state proclamate e che ci hanno assicurato che il disegno di Dio sul mondo non ha come traguardo l’annientamento nella morte, ma l’apertura a una vita che è per sempre. 

C’è un velo oscuro, una coltre, che rischia di ingannare il nostro sguardo e di farci percepire la morte come la fine di tutto; ma Dio apre a una speranza nuova, annunciando che la morte verrà vinta, il dolore dovrà lasciare spazio alla gioia, l’umanità è attesa da una salvezza, che si svelerà nel giorno in cui Dio ci chiamerà alla comunione con lui, quella comunione di cui, nelle parole del profeta, è simbolo la condivisione della mensa, il banchetto dei popoli. È questo il primo messaggio che la parola di Dio oggi ci offre. È un annuncio che non annulla la sofferenza per il distacco, ma pone le basi di una speranza che ridà senso alla vita, senza la quale questa cadrebbe nell’oscurità, nell’angoscia, nella disperazione. 

La fede in Dio ci permette di guardare alla vita non come a una pena a cui si è condannati, ma come il cammino verso un bene pieno e duraturo. Un messaggio, questo, che non si riduce a parole consolatorie, perché la promessa di Dio si è già adempiuta nella persona del suo Figlio, morto e risorto. Ha scritto l’apostolo Paolo: «Fratelli, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo»; e ancora: «Siamo convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui». La nostra speranza non è un sogno, un desiderio, un auspicio; essa è vera e fondata perché ha un fondamento reale, un fatto: la risurrezione di Gesù. Nella sua risurrezione è posta la premessa della risurrezione di chi si è affidato a lui. 

Di questo affidamento la pagina del Vangelo di Luca offre le coordinate. Ci è chiesto di pensare la nostra vita come un servizio, che il Signore ci ha affidato nei confronti degli altri. È un servizio da svolgere nei diversi contesti in cui si articola la nostra vita. Mi piace pensare ai contesti di vita in cui si è manifestato il servizio di Rocco Commisso: famiglia, lavoro, impegno sociale, promozione dello sport. Mi piace rileggere lo svolgersi della sua vita come un molteplice servizio di cui in tanti, negli Stati Uniti d’America e qui a Firenze, abbiamo colto i frutti. Nel suo servizio abbiamo potuto cogliere i caratteri con cui, nel vangelo, Gesù chiede che i discepoli mostrino il loro essere pronti per l’incontro con lui: con la cintura ai fianchi, per un servizio spedito, senza ostacoli, senza appesantimenti, e con le lucerne accese, per chiarezza di obiettivi e attenzione nei modi. Il premio è stare alla tavola con Gesù ed essere serviti da lui. È quanto preghiamo che egli oggi conceda al nostro caro amico Rocco. 

Affido le parole conclusive a un ricordo personale, poco consono a un’omelia secondo i canoni liturgici, ma che ritengo utile a comporre insieme in questo momento nei nostri cuori la memoria e la speranza. A coronamento del Viola Park, Rocco e Caterina Commisso vollero una piccola cappella per la preghiera e mi chiesero di benedirla, dedicando l’altare. Lo feci molto volentieri, convinto che c’è uno speciale legame tra la pratica sportiva e la dimensione spirituale. Il presidente volle poi che, al momento dell’inaugurazione del Viola Park, salissi con lui sulla collinetta che domina la cittadella sportiva, perché dall’alto invocassi su di essa la benedizione del Signore. 

Conservo viva nel cuore l’immagine di Rocco che poneva il suo sguardo su quanto aveva voluto e realizzato e al tempo stesso mi chiedeva di porre tutto sotto lo sguardo benedicente di Dio, nelle sue mani. Voglia il Signore oggi accogliere Rocco Commisso nella sua benedizione, e dargli il premio della vita eterna, abbracciarlo nel suo amore, accoglierlo tra le sue mani, accoglierlo alla sua mensa e servirlo». 

18:00 - Inizio della celebrazione religiosa.

17:52 - L'arrivo del cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo emerito di Firenze. Sarà lui a officiare la santa messa in memoria del presidente Commisso. 

1769446540_whatsapp-image-2026-01-26-at-175336_ucBj2q
 

17:47 - E' arrivata anche la sindaca di Firenze Sara Funaro. Presenti anche l'ex sindaco Dario Nardella, il CEO della Serie A Luigi De Siervo e il figlio di Claudio Lotito, Enrico.

17:35 - Presente anche Umberto Marino, dirigente dell'Atalanta. 

1769445905_whatsapp-image-2026-01-26-at-172304_x1kQ5m
 

17:25 - L'arrivo della Prima Squadra alla messa in ricordo del presidente Rocco Commisso.

17:10 -  L'arrivo del presidente del Pisa Giuseppe Corrado.

1769444677_whatsapp-image-2026-01-26-at-171607_fDoeok
 

 1769444407_whatsapp-image-2026-01-26-at-171542_CpteVZ
 

Le parole di Dario Dainelli: «Ho un bellissimo ricordo dal punto di vista umano, una persona disponibile e di cuore capace di farti sentire sempre a tuo agio. Era disponibile e amorevole. Devo ringraziarlo anche come dirigente, avevo appena smesso di giocare e mi hanno fatto tornare subito a Firenze per iniziare un nuovo percorso».

1769444404_whatsapp-image-2026-01-26-at-171835_VSbsmj
 

Parla così Beppe Iachini: «I ricordi sono tanti, abbiamo vissuto un'esperienza bella e importante. La Fiorentina era in una situazione difficile quando mi ha chiamato, terz'ultimi, abbiamo fatto una bella cavalcata. In un anno difficile come quello del Covid. Tanti ricordi vissuti insieme, cene, vittorie festeggiate. Una grandissima persona, un grande presidente che voleva bene alla Fiorentina e a Firenze. Lo ha dimostrato con quello che ha fatto. Avrebbe voluto fare tanto ancora, gli saremo sempre vicini. Era un uomo dal grande spessore umano. Dopo 15 giorni di lavoro, mi diceva: "Beppe, sei come me, un lavoratore, una persona seria e straordinaria". Mi diceva che si rivedeva in me, nello spirito, caparbietà, attaccamento. Ha sempre avuto belle parole nei miei confronti, che porto del cuore. Lo ringrazieremo per sempre».

17:08 - Presenti anche tanti ex Fiorentina, come Dario Dainelli e mister Iachini.

1769444409_whatsapp-image-2026-01-26-at-170706_RiwGZV
 

17:06 - Iniziano ad arrivare nel Duomo anche le prime selezioni giovanili viola.

1769443615_whatsapp-image-2026-01-26-at-170258-2_wHRnP6
 

17:05 - L'arrivo delle sorelle di Rocco Commisso Italia e Raffaelina.

1769443617_whatsapp-image-2026-01-26-at-170258-1_HGmljG
 

17:00 - Iniziano ad arrivare i primi tifosi della Fiorentina, sono già centinaia le persone in fila.


 

 


 

 

 



 

 

 


 

 

 


Lascia un commento