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Tirreno - Braschi resta solo un’idea: il talento lasciato in panchina

Il ragazzo pare il simbolo e il sintomo di una mentalità che sta tarpando le ali a tutto il movimento in Italia

Come riportato da Il Tirreno, ancora una volta, come già accaduto spesso da quando è alla guida della Fiorentina, Paolo Vanoli è finito sul banco degli imputati per le sue sostituzioni. E a questo giro il problema non è tanto chi è entrato, ma un ragazzo che si è scaldato per minuti e  minuti senza mai mettere un piede in campo: Riccardo Braschi. Il classe 2006 che ha realizzato 17 gol in 26 presenze, conditi da 6 assist, e ha cominciato il riscaldamento durante l'intervallo e in quel momento al Franchi i tifosi avranno pensato che di lì a breve sarebbe arrivato il suo debutto in Serie A. Anche perché  di vere prime punte la Fiorentina non ne aveva a disposizione, basti pensare che l’allenatore di Varese ha scelto di partire con un tridente a dir poco atipico con Gudmundsson come falso nueve, Harrison e Solomon. Con il passare dei minuti, però, Braschi ha continuato a tenersi in movimento, pronto per essere chiamato dal mister, ma il suo nome non è mai uscito dalla bocca di Vanoli. 

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In tanti si sono chiesti, sia sui social che uscendo dallo stadio, perché Braschi non sia stato gettato nella mischia, anche perché è vero che la Fiorentina non è ancora matematicamente salva e che non è ancora tempo di fare troppi esperimenti, ma almeno uno spezzone di partita la giovane punta viola se la sarebbe meritata. Il giovane ha già debuttato in stagione con i "grandi" giocando 8 minuti in Conference League nell'andata degli ottavi di finale contro il Raków Czestochowa, mentre il suo personale ruolino di marcia in Serie A parla di 6 convocazioni e altrettante panchine per 90 minuti più recupero. 

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In un momento storico dove l'Italia sarà costretta quest'estate a guardare dal divano il terzo Mondiale di fila, il mancato ingresso di Braschi contro il Sassuolo potrebbe anche essere letto come una perfetta fotografia delle difficoltà del nostro movimento. Perché se nemmeno una squadra come la Fiorentina, che da anni ha un settore giovanile tra i più vincenti, riesce a trovare il coraggio di dare qualche minuto a un giocatore di prospettiva come Braschi, forse è un piccolo grande campanello d'allarme che non possiamo più permetterci di non ascoltare.

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