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Senza vittorie niente Europa, l'ultimo successo al Franchi lo scorso anno. Resta solo la Coppa Italia. L'omaggio a Batistuta, Firenze ha bisogno di questi campioni per tornare a sognare

A nove giornate dalla fine i punti di distacco dal sesto posto sono diventati 10. L'ultima possibilità resta la Coppa Italia contro l'Atalanta

Con il pareggio contro il Torino sono definitivamente svanite le ultime possibilità per la Fiorentina di tornare in Europa attraverso il campionato. Certo, la matematica dice ancora che c'è ancora qualche flebile possibilità ma i dieci punti da recuperare sull’Atalanta, oggi sesta in classifica, a nove giornate dal termine, sono davvero tanti.

Il tutto senza dimenticare che quello contro i granata è stato il 14esimo pareggio stagionale e la Fiorentina non vince una partita in campionato al Franchi dallo scorso anno, più precisamente dal 16 dicembre 2018 quando vinse il derby toscano contro l’Empoli per 3-1.

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Per tornare in Europa i viola avrebbero dovuto disputare un grande girone di ritorno, macinare vittorie su vittorie e vincere scontri diretti. Niente di tutto questo. E pensare che l’arrivo di Muriel a gennaio aveva fatto pensare che l’impresa poteva sembrare possibile.

Di chi è la colpa? Di chi sono le responsabilità? Sarebbe sbagliato indicare un solo responsabile. E' tutta una serie di situazioni, decisioni e altro, che hanno portato la Fiorentina a dove si trova oggi. Una situazione - c’è chi non sarà d’accordo - che non piace nemmeno alla società viola perché senza Europa il club viola non cresce, non diventa (così come il suo brand) più appetibile e fruttuoso.

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La prestazione contro i granata, senza gli infortunati Chiesa, Edimilson e lo squalificato Pezzella, è stata in linea con quelle offerte dai viola negli ultimi mesi. Una squadra che non gioca in maniera entusiasmante, crea qualche azione da gol che non viene concretizzata.

Pioli al termine della partita ha voluto sottolineare che la squadra deve continuare a credere nell’impresa, i numeri ci sono. L’impressione, però, è che siano parole mirate soprattutto a tenere il gruppo motivato e concentrato in preparazione alla gara del 25 aprile quando all’Atleti Azzurri d’Italia la Fiorentina dovrà compiere l’impresa di ribaltare il 3-3 dell’andata della semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta e conquistare la finale di Roma.

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Impresa difficile? Certo che sì, ma possibile. La gara contro il Torino ha permesso, almeno, a due giocatori di sfruttare la manciata di minuti concessa loro da Pioli: si parla di Vlahovic e Montiel. Due giovani ragazzi, classe 2000, che sono entrati in campo con il giusto atteggiamento, volto a sfruttare al massimo l'occasione.

E pensare che con un po’ di fortuna in pieno recupero avevano anche costruito l’azione gol per la vittoria finale. Infine, ma non per ultimo quando si parla di Gabriel Omar Batistuta, ancora una volta Firenze e i tifosi viola hanno dimostrato cos’è per loro la Fiorentina, la maglia viola, e l’amore per quei giocatori che hanno fatto la storia del club viola.

Oltre seimila persone si sono ritrovate in Piazza della Signoria a festeggiare i 50 anni di Batistuta. Segno evidente che questa città e i suoi tifosi hanno fame e bisogno di sognare grandi obiettivi per tornare ad appassionarsi alla Fiorentina.

Hanno bisogno di grandi giocatori che hanno onorato (sempre) e reso importante la maglia viola.

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