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Sintonia ds-allenatore, ciò che spesso era mancato (e che ha portato al fallimento tecnico e al flop economico)

Tutto è in mano a Paratici. Sintonia tra tecnico e ds, cosa che prima mancava e che nel recente passato ha fatto la differenza in negativo

Si respira aria nuova attorno alla Fiorentina. Commisso ha dato le chiavi della ripartenza viola a Paratici, che ha scelto Grosso, sta ristrutturando varie caselle dell’organigramma tra cui la rete scouting, sta dando nuovi input generali a livello comunicativo e gestionale e sta ri-generando un ciclo tutto differente rispetto al recente passato. 

SINTONIA. Non a caso Paratici ha scelto un tecnico con cui ha un feeling come Grosso. Sembra banale, ma non sempre è accaduto in precedenza. Di esempi ne potremmo fare mille, dal rapporto con Italiano, a cui venne venduto Vlahovic dopo pochi mesi e che a gennaio dell’ultimo anno voleva esterni offensivi, ma gli vennero presi Belotti e Faraoni, passando per gli attriti tra Palladino e Pradè che hanno portato a tutto ciò che è successo, compreso l’arrivo di Pioli con cui, tuttavia, il feeling da parte dell’ex ds non è mai stato granché. Basti ri-pensare alla sessione estiva del calciomercato di un anno fa, con tutto ciò che poi ne è conseguito. Ora c’è aria nuova. Paratici e Grosso si conoscono da sempre, Grosso ‘deve’ l’aver iniziato la carriera da allenatore a Paratici, un rapporto gerarchico abbastanza chiaro e una filiera decisionale mirata a non creare situazioni ambigue. Facendo dei rapidi esempi: Pioli era tornato con lo status di allenatore top, la dirigenza della Fiorentina non poteva dire altrettanto di se stessa, con nel mezzo anche la situazione di salute di Rocco Commisso che ha contribuito al caos decisionale. Stesso discorso con Palladino, tecnico giovane che era arrivato con poca umiltà in un contesto in cui dall’altra parte della scrivania accadeva lo stesso. E infatti abbiamo visto com’è finita. L’umiltà non è sempre albergata dalle parti del Viola Park, chi vuol capire capisca. Con l’arrivo di Paratici sembra essersi ri-stabilita una gerarchia chiara. Lo si è percepito anche dalle prime conferenze stampa, col ds che sembra avere un ruolo centrale in tantissime decisioni che il club prende e deve prendere. 

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OGGI E DOMANI. Il fallimento sportivo del ciclo Pradè è stato certificato dai risultati recenti, dal fatto che la Fiorentina non sia mai riuscita a crescere, mentre gli altri lo facevano. Altri che, fino a poco prima, erano dietro anni luce a livello di gerarchie alla Fiorentina. A livello economico, poi, la sanzione Uefa ha dato la certificazione al fallimento economico del ciclo Pradè. Attenzione: non ha fatto tutto da solo, anzi. Il problema che ha attanagliato la Fiorentina dal primo giorno di gestione Commisso è sempre stato lo stesso, cioè la mancanza di ruoli chiari all’interno della società. Oggi il vento è cambiato, tutto è in mano a Paratici. Il domani dirà se questo avrà portato ad una svolta nei risultati. Sicuramente lo è già a livello di filosofia. 

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