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Santo Stefano al Franchi: sogni e speranze per chiudere il 2018. Viola nel 'mucchione', ma parlare di Champions...

Due gare per chiudere l'anno solare: sei punti in palio, Europa nel mirino ma parlare di Champions è quasi utopia.

Saranno vacanze natalizie particolari per i tifosi viola. Santo Stefano al Franchi per continuare un mini-filotto che ha cambiato il volto del campionato della Fiorentina, sul finire del 2018. Dopo le otto partite senza vittorie, ecco due successi di fila che hanno ridato slancio (e zona Europa) ai ragazzi di Pioli.

Dai 6 punti in 8 partite ai 6 punti in due partite: trend invertito, fiducia riconquistata. Contro il Milan i viola hanno saputo soffrire, non si sono fatti rimontare (come pure era accaduto in altre 5 situazioni di vantaggio) e soprattutto sono stati cinici davanti.

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Un tiro nello specchio, un gol. CAMBIAMENTO (?). Che stia cambiando qualcosa? Lo spera Pioli e con lui i tifosi viola che saranno al Franchi contro il Parma domani (oltre 25 mila). Continuità è ora la parola d'ordine, contro una squadra – quella gialloblu – che non vince da 5 partite, e che nelle ultime settimane ha pareggiato contro Bologna, Chievo e Frosinone.

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Fiorentina fuori dalla crisi? Presto per dirlo, ma almeno una minima ventata d'ottimismo ha spazzato via diversi nuvoloni di malumore. La squadra si è tolta un bel peso con il successo di San Siro (il primo con una big), e l'esultanza collettiva a fine partita ne è stata la riprova.

Del resto, il limite della Fiorentina negli ultimi due mesi e mezzo era stato a livello mentale e di certezze, di paura di vincere. E aver fatto punti nelle ultime tre gare soffrendo, e portato a casa risultati pesanti, potrebbe aver fatto scattare qualcosa.

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Qualcosa di importante. PIEDI PER TERRA. Necessario, però, tenere presenti i limiti della squadra. Esaltare le cose che vanno (il ritorno al gol degli attaccanti, un Lafont decisivo, la difesa che regge, Veretout super in mezzo) ma anche considerare ciò che deve migliorare.

Servirebbe qualche giocatore importante dal mercato (ma con ogni probabilità si andrà ancora su prestiti con diritto di riscatto), c'è un gioco da migliorare, un reparto offensivo che ancora fa fatica a trovarsi. Insomma, non si tratta di una squadra certo perfetta.

Una Fiorentina che può crescere tanto, soprattutto dopo aver superato un momento molto complicato, ma che resta una squadra con dei limiti. Per questo, parlare adesso di Champions è quasi un'utopia. Non tanto per i punti che separano i viola dalla Lazio 4° (solo 3), quanto per le tante formazioni in corsa per l'Europa e per l'organico a disposizione di Pioli.

Tante rivali stanno facendo fatica (Roma, Milan, la stessa Lazio), l'anno scorso 3°, 4° e 5° in classifica avevano 40, 39 e 36 punti (dai 7 ai 9 punti in più dell'attuale campionato) dopo 17 giornate. Ma l'organico attuale dei viola resta inferiore.

Non si può, insomma, passare da valutare una squadra prima da retrocessione e poi da Champions, nell'arco di 180'. PUNTI E MORALE. Il tutto deve passare da un percorso di crescita. Esami continui che il calcio di mette di fronte.

Il prossimo sarà appunto il Parma, poi ci sarà il Genoa dell'ex Prandelli a Marassi. Sei punti in palio, girare a quota 31 al termine del girone di andata darebbe un bello slancio. Al contrario, rimanere sotto i 30 (e magari restare impantanato in un paio di prestazioni sottotono) farebbe riaffiorare diverse perplessità.

Sei punti, due partite importanti per la classifica e per il morale, prima della sosta di gennaio. FORMAZIONE E MERCATO. Contro il Parma Pioli potrebbe non cambiare molto della squadra che ha vinto a San Siro, al netto della condizione fisica dei singoli alla seconda partita di fila.

Sull'onda della continuità, dovrebbero essere confermati Mirallas-Simeone-Chiesa, così come una difesa che si è confermata molto solida (la 4° del campionato, nonostante i 6 gol presi tra Juve e Sassuolo). In mezzo potrebbe rientrare Gerson, mentre Pjaca è destinato ancora alla panchina.

A proposito del croato, si allontana l'ipotesi di ritorno immediato a Torino: Pioli ci punta, la Fiorentina ha pagato 2 milioni per il prestito oneroso annuale e difficilmente – a meno di proposte particolari – l'accordo sarà rotto a metà anno.

Dal mercato arriverà un attaccante (le migliori idee sono Muriel e Gabbiadini, ma sulla base del prestito la concorrenza è molto alta), servirebbe un centrocampista, partiranno – oltre a Maxi Olivera – anche Thereau, probabilmente Eysseric, e in prestito Sottil e Vlahovic.

Corvino potrà reinvestire quanto incassato, e gestire gli ingaggi in base a quanto 'risparmiato' dai partenti. Ma poco più. Un altro mercato 'creativo' all'orizzonte, in una sessione storicamente molto complicata (Salah a parte).

La Fiorentina riuscirà a rinforzarsi? Chissà. Intanto, due gare molto importanti. Un Natale di vigilia (di campionato), un Santo Stefano al Franchi tra sogni e speranze.

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