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Roma-Fiorentina, la festa del gol. Sono le squadre che hanno fatto segnare più giocatori

Analisi de La Gazzetta dello Sporti: Roma e Fiorentina sono le squadre che hanno mandato più giocatori in gol

Quanto può essere grande una gioia se viene moltiplicata per 23 volte? Potremmo scoprirlo nei visi stralunati o stravolti dei calciatori di Roma e Fiorentina, che domani affonderanno i tacchetti nell’erba dell’Olimpico per dare nobiltà alla loro classifica.

Giallorossi e viola, infatti, sono le due squadre del campionato che hanno portato al gol il maggior numero di giocatori: 12 la squadra di José Mourinho e 11 quella di Vincenzo Italiano: 23 marcatori diversi, appunto. Quanto basta per attendersi una sfida niente affatto banale.

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Fra quelli che sono andati in gol, l’universo romanista, forse, è quello che vede affiancati calciatori di statura tecnica più differenziata. Si va da Lukaku, che è il capocannoniere della squadra con 6 reti, all’ultimo arrivato in lista, cioè quel Kristensen che domenica scorsa, contro il Sassuolo, si è trasformato in una sorta di eroe per caso, realizzando la rete della vittoria grazie a un tiro clamorosamente deviato da Erlic alle spalle del portiere Consigli, sottolinea la Gazzetta dello Sport.

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Nel mezzo, si può trovare quasi di tutto. Dai gioielli di Dybala alle rasoiate di Pellegrini, dalla prepotenza di Belotti al fuoco fatuo di Renato Sanches. Una cosa è certa. Nelle ormai celebri tempeste finali della Roma, che ha segnato 13 gol dal minuto 76 in avanti, un peso importante ce l’hanno avuto i calciatori entrati dalla panchina.

Lo stesso Kristensen ha dato il suo contributo decisivo solo nella ripresa, così come era successo a El Shaarawy oppure ad Azmoun. Insomma, a differenza della scorsa stagione, come ha ammesso lo stesso Special One – se gli infortuni non falcidiano la rosa – adesso le alternative non mancano e quindi le forze fresche possono mandare in rete anche calciatori che in genere non sono deputati a fare gol, come Spinazzola o Mancini.

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Insomma, pur proponendo un calcio estremamente diverso rispetto a quello della Fiorentina, cioè più speculativo, i giallorossi in questa stagione hanno maggiore facilità di trovare la strada del gol. Non è un caso che anche i dati relativi al possesso palla siano saliti rispetto al passato.

La Fiorentina invece è vissuta a lungo sulle prodezze di Giacomo Bonaventura e Nicolas Gonzalez. In due hanno segnato 12 reti, 6 a testa, praticamente la metà del totale del bottino di campionato. Per il resto, gol sparsi in tutte i “settori” del campo, basti pensare che il terzo cannoniere viola è il difensore centrale Martinez Quarta con due reti.

Ventitré reti in 14 giornate di campionato sono un discreto bottino, ma poche rispetto alla mole di occasioni che crea la squadra di Vincenzo Italiano. E i motivi sono noti: i centravanti non hanno funzionato e gli esterni, Nico Gonzalez a parte, hanno latitato.Il tecnico viola batte sempre su quel tasto: «Ci mancano i gol degli esterni e dei numeri nove, ma arriveranno».

Qualcuno ha riposto presente: alla banda del gol, per dire, si sono aggiunti Beltran e Sottil che si sono sbloccati con la Salernitana. Adesso si attende Ikonè, ancora a secco in Serie A. Ma nel frattempo, appunto, hanno rimediato altri giocatori, da Quarta a Duncan, da Biraghi e Kouame.

Undici giocatori diversi in gol sono tanti, ma se allarghiamo il conto anche alla Conference League, diventano addirittura quindici, con l’aggiunta di Ranieri, Maxime Lopez, Barak e Ikone, che in Europa è stato più brillante.

Uno dei motivi di tanta varietà di marcatori è il turn over che Vincenzo Italiano pratica costantemente: difatti è arrivato alla centoventiseiesima formazione diversa di fila. Da una parte il tecnico cerca di dosare la forze dei suoi giocatori che considera, fatta eccezione per Bonvaventura, Gonzalez e forse Arthur, intercambiabili.

Dall’altra perché, appunto, sta ancora cercando il 9 titolare tra Beltran e Nzola e l’esterno giusto da affiancare a Gonzalez. Ma fin quando rimediano a turno i compagni di ogni reparto, Italiano ha ancora tempo per risolvere il problema.


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