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Repubblica – Metamorfosi Fiorentina. Svolta targata Vanoli, ottimo inizio di 2026

Nuovo anno iniziato in ottimo modo dalla Fiorentina sul campo. Svolta viola

Otto punti in quattro partite, imbattibilità nel 2026 e una classifica che adesso spaventa molto meno, con il quartultimo posto, quello che vale la salvezza, raggiunto grazie a un cammino netto. La Fiorentina ha svoltato e la vittoria di Bologna di domenica è la ceralacca a un cambiamento radicale avvenuto nelle ultime settimane. Una metamorfosi tattica, tecnica, fisica e mentale in cui Vanoli e il gruppo hanno trovato le risorse giuste per uscire dalla crisi e rilanciarsi, scrive Repubblica Firenze. 

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DAL GOL ALLA CREMONESE. Il tutto, come nelle migliori favole, grazie a un momento magico, una sliding door che ha trasformato la paura in speranza e lo scetticismo in positività: il gol di Kean al 92’ contro la Cremonese. Una deviazione fortuita, quasi casuale, in cui la sorte ha premiato gli sforzi di una squadra che nelle settimane precedenti aveva visto i propri demeriti spesso amplificati dalla sfortuna. Quel gol e la vittoria sporca per 1-0, dopo la sconfitta di Parma, hanno ridato ossigeno e autostima a un gruppo che poi non si è più fermato e che ha trasformato le difficoltà del calendario in opportunità per risalire: la quasi vittoria di Roma con la Lazio e i tre punti sfumati sul più bello con il Milan avevano già consegnato a Vanoli una Fiorentina pimpante e tosta, la vittoria con il Bologna ha tramutato le buone impressioni e i complimenti in punti pesanti. Dietro alla svolta tante ragioni, tutte ugualmente importanti. 

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CAMBIAMENTI TATTICI. Sul piano tattico il passaggio alla difesa a quattro e a un nuovo assetto ha giovato a tanti interpreti: la coppia di centrali Comuzzo-Pongracic ha ritrovato fiducia e compattezza, Dodo, con un esterno davanti a lui come Parisi, è ritornato il terzino ammirato negli anni scorsi, Gosens con il suo rientro ha portato esperienza e leadership, mentre nel mezzo l’innalzamento delle prestazioni di Fagioli, a livello di qualità delle giocate e di regia, ha migliorato tutta la squadra. Senza scordare Gudmundsson (più incisivo e decisivo), Ndour (abile equilibratore) e Mandragora che, con il gol a Bologna, ha raggiunto sei centri in stagione al pari di calciatori come Thuram, Hojlund e Nico Paz. Davanti poi Kean e Piccoli si sono divisi la scena, trovando tutti e due la via del gol e offrendo variazioni diverse alla fase offensiva. 

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LAVORO ATLETICO. Oltre all’aspetto tecnico, la Fiorentina è migliorata da un punto di vista fisico, dopo un inizio di stagione con Pioli non proprio positivo a livello di corsa e dati atletici, e si è sbloccata mentalmente, con calciatori in fiducia e un gruppo che grazie al lavoro di Vanoli ha preso piano piano consapevolezza del campionato che doveva recitare: non più quello d’élite con l’obiettivo Europa e il sogno Champions, ma un torneo più razionale e pratico, con una salvezza da conquistare. 


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