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Quel pensiero che torna alla tragedia di Astori. A due passi da casa sua

Da Udine a Bergamo, sei anni dopo un nuovo dramma in casa viola. E la mente corre ai giorni della tragica scomparsa del Capitano

A marzo. E a Bergamo, a due passi da San Pellegrino Terme in Val Brembana, la casa di Astori. Appena saputa la notizia del ricovero d’urgenza di Joe Barone, i cattivi pensieri hanno inevitabilmente portato la mente alla tragedia di Davide.

Il capitano viola che morì improvvisamente il 4 marzo 2018 mentre si trovava a Udine, in ritiro coi compagni e in attesa di giocare quella che doveva essere una normale partita di campionato. In quella squadra c’erano anche Cristiano Biraghi e alcuni membri dello staff (magazzinieri, ufficio stampa e non solo), che in qualche modo si sono ritrovati a vivere uno choc.

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Urla, ambulanze, sirene spiegate. Così scrive il Corriere Fiorentino. TRAGEDIA. «Mister scendi, scendi subito». Solo dopo la corsa in pigiama fino alla stanza 118 dell’hotel Là di Moret di Udine, Stefano Pioli seppe la tragica notizia: «Davide se n’è andato», gli disse con un filo di voce il dottor Luca Pengue, il primo a sapere la notizia insieme al Team Manager Alberto Marangon.

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L’incredulità e lo strazio di un gruppo di amici che aveva perso non solo un compagno di squadra, ma un vero e proprio esempio. Quella giornata di marzo in Friuli fu terribile. Davide trasportato in obitorio, Pioli in lacrime che camminava da solo a testa bassa, le mani nei capelli di Vitor Hugo e Simeone, eppoi l’arrivo di Diego Della Valle, della famiglia Astori e di Francesca Fioretti, la compagna con cui aveva avuto la piccola Vittoria, che all’epoca aveva solo due anni.

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RICORDO VIVO. Seguirono l’ondata di affetto travolgente di Firenze, con il muro di sciarpe al Franchi (che ancora la Fiorentina conserva), l’indimenticabile Fiorentina-Benevento con quel «saluto al capitano» dopo ogni rete e l’indagine della Procura che inizialmente pareva solo un atto dovuto e che invece ha portato alla condanna per omicidio colposo dell’ex responsabile sanitario viola Giorgio Galanti.

Sono passati da poco sei anni, dalla morte di Davide. Eppure il suo ricordo è più vivo che mai.

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