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Paradiso da inseguire, inferno da evitare. L'effetto Paratici, intanto, si vede già

Da quando Fabio Paratici ha preso il ‘comando’ della Fiorentina si stanno vedendo tanti segnali che fanno ben sperare

Sarà un caso, forse no. Da quando Fabio Paratici ha preso il ‘comando’ della Fiorentina si stanno vedendo tanti segnali che fanno ben sperare. Attenzione: una vittoria in Polonia contro il Jagiellonia non deve illudere. Il fatto che questa sia arrivata dopo la buona vittoria di Como, tuttavia, fa ben sperare. Non era mai successo in questa disastrosa stagione che la Fiorentina vincesse due partite di fila. Neanche quando al cospetto c’erano avversari di livello molto inferiore ai polacchi. La speranza, ovviamente, è legata all’esito del derby di lunedì col Pisa. Lì non sono concessi passi falsi. In gioco c’è la salvezza della Fiorentina. Non tutta, ma buona parte. Di segnali a cui aggrapparsi, come dicevamo, se ne intravedono diversi. 

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TECNICO. Da qualche gara a questa parte si percepisce una legittimazione maggiore della figura dell’allenatore nei confronti dello spogliatoio. La settimana dello sbandamento, coincisa col trittico di partite Cagliari, Como in Coppa Italia e Napoli, aveva fatto suonare tanti campanelli d’allarme sul lavoro di Vanoli. Tre gare in cui, al netto di errori tecnici, carenze o momenti complicati di alcuni singoli, la preparazione tecnico/tattica, la gestione dei cambi e dei momenti di partita aveva generato malumore attorno all’allenatore gigliato. A Como, invece, è accaduto l’esatto contrario. 

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GRUPPO. Che ci siano stati dei momenti difficili all’interno dello spogliatoio viola è cosa abbastanza nota. Succede, soprattutto quando manca un ‘timone’, una figura ‘credibile’ che tenga insieme venticinque/trenta teste, coi loro caratteri, i loro atteggiamenti, pregi e difetti. Tanto più quando le cose non vanno nel modo sperato e prendono chine drammatiche. Nonostante Vanoli predicasse bene, a dicembre la Fiorentina ha fallito tutte quelle occasioni in cui era chiamata a dare segnali di guarigione. Non solo tecnici, ma di compattezza. Si vedevano giocatori che non si passavano la palla, che si contendevano un rigore, che non riuscivano a mettere da parte l’io per dare spazio al noi. Arrivato Paratici, il mondo viola è cambiato. Adesso viene quasi naturale lasciare l’esecuzione di un tiro dal dischetto o di una punizione al compagno. C’è ritrovata fiducia reciproca. Non solo a parole, come prima, ma anche alla riprova dei fatti. Evidentemente qualcuno ha fatto un bagno d’umiltà, Ranieri su tutti. 

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PARADISO E/O INFERNO. Può ancora accadere di tutto in questo finale di stagione. La gara di lunedì col Pisa ne dirà di più. La salvezza resta la priorità assoluta. Per raggiungerla va vinta la sfida coi nerazzurri. In caso di esito positivo, fiducia genererebbe altra fiducia. L’impresa che pareva disperata qualche settimana fa si farebbe a quel punto sempre più abbordabile. Senza dimenticare del tutto la Conference, che potrebbe essere quella via per il Paradiso che, tuttavia, è ad oggi da considerare secondaria rispetto ad evitare l’Inferno. In tutto ciò, va ribadito l’effetto Paratici, l’uomo giusto al momento giusto, la figura che serviva e che mancava. Non per moltiplicare pani e pesci, ma semplicemente per riportare le cose alla normalità, anche solo parlando a singoli, gruppo e allenatore. 


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