Papa Waigo: "Mi sono commosso per Bobo Vieri. Italiano è stato un maestro"
"A Verona Vincenzo era il mio capitano. Io ero giovane, lui mi ha aiutato tantissimo", ha detto l'ex attaccante della Fiorentina
Tra passato e presente, l'ex viola Papa Waigo si è raccontato in un'intervista a ilposticipo.it: "Oggi vivo in Senegal. Nel 2005 ho aperto una scuola calcio qui: sapevo già di volere restare in questo mondo dopo il ritiro. Nel 2019 ho smesso di giocare, ho preso il diploma da allenatore Uefa B e sono tornato a casa per riprendere in mano la mia accademia che era in piedi a Saint-Louis, la città dove sono nato.
Voglio aiutare i ragazzi, dargli l'opportunità di sfondare e andare in Europa". INVESTIMENTI. "Ho fatto investimenti su alcuni appartamenti in Senegal. Quando un rubinetto si chiude, bisogna aprirne un altro. Mi dedico alla scuola calcio prima di tutto.
È un progetto enorme, servono molti soldi e tanto tempo. Penso a questo, mi basta per il momento". DA PICCOLO. "Guardavamo la Serie A con Diego Armando Maradona, il mio mito viola era Gabriel Omar Batistuta. Poi gli italiani Paolo Maldini e Alessandro Del Piero, prima ancora Roberto Baggio: tutti grandi giocatori che hanno reso bello il vostro calcio.
Io li guardavo in televisione e grazie a Dio li ho conosciuti. Quando ho sfidato Del Piero ho vissuto una delle mie giornate più belle". LEGATO A FIRENZE. "Torno spesso, mi muovo spesso tra Italia e Francia. Mi piace prendermi un paio di giorni di vacanza e passarli nel vostro Paese quando posso perché sono rimasto legato a Firenze.
Ho vissuto un bellissimo periodo. Ricordo quando abbiamo battuto la Juve con un mio gol e poi siamo andati in Champions League, i tifosi me lo ricordano ancora. Sono rimasto legato alle città italiane in cui ho giocato". ITALIANO.
"A Verona Vincenzo era il mio capitano. Io ero giovane, lui mi ha aiutato tantissimo. Era un maestro sia sul lungo che sul corto, era già un allenatore in campo. Quando è arrivato alla Fiorentina sono andato a trovarlo, abbiamo parlato di tante cose.
Conosco l'ambiente per questo ho voluto dargli qualche consiglio. Nella scorsa stagione ha fatto benissimo. È giovane e può crescere ancora come mister". FIORENTINA. "La cosa più importante è avere un gruppo che crede nelle idee dell'allenatore.
La sua Fiorentina deve essere più concentrata per prendere meno gol, poi c'è tutto quello che serve per vincere. Nel calcio però è difficile fare pronostici, ogni gara è una sorpresa". BOBO VIERI. "Giocare con Bobo a Firenze è stato speciale!
Ero abituato a vederlo in televisione, grazie a Dio sono riuscito a diventare suo compagno. Una volta eravamo insieme in panchina, ad un tratto mi ha detto: 'Papa, ora entro, faccio gol ed esulto con il tuo balletto'. Non credevo che lo avrebbe fatto.
Lui è un grande uomo, molto generoso. Mi piace chi resta umile e aiuta i giovani anche se ha vinto tutto. Quando l'ho visto festeggiare col balletto mi sono messo a piangere. Quando torno in Italia incontro Bobo a qualche evento.
Ogni tanto sento suo fratello Max". ESPERIENZE FUORI DALL'ITALIA. "Ho giocato in Inghilterra, in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi dove ha allenato Maradona. Con il Southampton ho disputato l'FA Cup ed è stato bellissimo. La Fiorentina ha fatto di tutto per farmi rientrare dopo il prestito.
Fosse stato per me non me sarei andato via. Il mio modo di giocare era perfetto per il calcio inglese. Si andava forte sulle fasce, poi c'erano aggressività e grinta". NAZIONALE. "Il momento più bello vissuto con la nazionale senegalese è stato il primo giorno che ho indossato la maglia.
Ho esordito nel 2006, allora c'erano ancora tanti eroi del 2002. Quando sono stato convocato per la prima volta, ho provato una gioia immensa. Quel passo mi ha aiutato tanto per andare avanti nella mia carriera". SENEGAL IN QATAR.
"Alla vigilia abbiamo perso Sadio Mané. È un giocatore importantissimo, perderlo sette giorni prima del torneo è stata una brutta botta. Ci mancano la sua maturità e la sua esperienza. I ragazzi devono dimostrare che si meritano di indossare la maglia del Senegal.
Possono passare il girone. Abbiamo ancora il destino nelle nostre mani".
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